Giamaica: Reggae’n Ride

18 marzo 2020 - 11:25

Sulle tracce dell’agente 007 con licenza di uccidere, dove Ian Fleming ha scritto la maggior parte delle sue avventure. siamo in Giamaica, meta ideale per un viaggio invernale sulle note musicali di Bob Marley, nell’isola dell’inconfondibile rhum, delle brochures turistiche, del reggae che ti fa entrare in uno stato di rilassatezza e tranquillità mentale.

Le famose Blue Mountains che dividono la Giamaica in due parti la nera capitale Kingston a Sud e le spiagge di Negril, Montego Bay, Ocho Rios e Porto Antonio a Nord rappresentano oggi un sogno alla portata di tutti. Stiamo parlando della terza isola più vasta delle Antille, terra dei rasta, della musica e del divertimento, l’isola che rievoca antiche storie di pirati, deportazioni di schiavi e ritmi reggae. Dalla brumosa pianura padana o dalla fredda costa ligure soffiata dalla tramontana, in meno di 10 ore potete ritrovarvi coricati sulla morbida spiaggia di Doctor’s Cave Beach, primo assaggio delle accecanti e chilometriche lingue di sabbia corallina, lambite da un mare che appare un interminabile acquario naturale per gli amanti delle immersioni subacquee.

Una settimana può essere sufficiente per ammirare spiagge bianche lambite dalle palme e acque limpide ricche di pesci tropicali. Ma noi ci portiamo oltre, verso la splendida Long Bay di Negril, su cui si affaccia il simpatico, animato e colorato mercato dell’artigianato: il motto nazionale “Out of many one people” si rispecchia nella eccezionale qualità e varietà dei prodotti in mogano, dipinti, batiks, vestiti e ceramiche. Siete pronti a battere i piedi al ritmo del travolgente reggae? Bene, allora ci rechiamo a Negril, resa famosa in tutto il mondo per gli spettacolari tramonti e per la vita notturna: qui, oltre ai profumi dei piatti di mare aleggiano nell’aria anche le note delle band reggae che suonano a pochi metri dall’acqua.

A Montego Bay gli appassionati di speleologia potranno visitare le Green Grotto Caves, un chilometro e mezzo di grotte, camere, passaggi, stalattiti, stalagmiti e laghetti, un vero labirinto sotterraneo utilizzato in tempi antichi dai Taino, i primi abitanti dell’isola. Nel parco divertimenti delle Mystic Mountain Rain Forest Adventures si può prendere la seggiovia e ritrovarsi immersi in un grande giardino tropicale, a contatto con coloratissimi e bellissimi uccelli, per poi scendere a capofitto su di un bob formato ottovolante. E sulla strada tra Montego Bay e Porto Antonio, città storica che ha subito la colonizzazione spagnola e possiede un’architettura visibilmente tipica, la sosta è d’obbligo al cippo di Discovery Bay, nell’ansa che ricorda l’approdo di Cristoforo Colombo il 5 maggio 1494, primo europeo che venne a contatto con gli indios arawak, popolazione indigena presto sterminata dalle malattie importate dal Vecchio Continente.

E la risalita delle cascate a balze di Dunn’s River Falls? Spettacolari gradoni d’acqua, immortalati in “007 Licenza di uccidere”, che digradano nel mare da 183 metri di altezza. Da non perdere la discesa lungo il Rio Grande a bordo delle originali piroghe di bambù. Se poi avete tempo e voglia, spingetevi sul lato meridionale dell’isola, il più incontaminato, dove la Black River Safari propone un paio di ore sul Rio Negro: occhio ai coccodrilli! E non tornate a casa senza esservi addentrati nella “bamboo avenue”, sulla strada che si risale per visitare anche la tricentenaria distilleria Appleton. Gli amanti dell’outdoor non possono trascurare la catena montuosa orientale della Blue Mountains Peak (m 2250), un’escursione tra il verde lussureggiante, piantagioni di caffè e panorami mozzafiato. Se poi amate le due ruote non vi resta che scoprire il divertente Jamaica Reggae Ride, un’occasione per esplorare parte dell’isola in quattro giorni, da condividere con le simpatiche e scanzonate compagnie di appassionati cicloamatori grazie all’organizzazione di Jennifer “Storm” Hilton, istituzione per il ciclismo amatoriale. Amici viaggiatori fateci un pensiero, i Caraibi sono meno lontani di quanto si possa pensare e la Giamaica più interessante di quanto non si riesca ad immaginare!

Testo e Fotografie:
Carlo Ferrari

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