Sibillini: i monti magici

È una magia antica quella dei Sibillini, che riverbera dalle pagine che la storia ha scritto fra queste montagne e dalle loro suggestive leggende. Una magia che si rinnova ogni giorno nella cultura e nelle tradizioni dei paesi e dei borghi che punteggiano le alture dell'Appennino umbro-marchigiano e nell'immersione completa nella natura selvaggia e incontaminata che questo territorio ancora sa regalare

5 giugno 2020 - 14:29

I Sibillini, magici per natura e per leggenda, un territorio di antica antropizzazione dove le comunità, nei secoli, hanno convissuto con un ambiente ospitale, nonostante le cime innevate e le forre frondose, gli animali selvatici e le ripe scoscese.

Perché i Sibillini sono accoglienti e ricchi di opportunità. Le acque limpide, i pascoli rigogliosi, le terre fertili per legumi, farro e patate hanno convinto popolazioni umbre, picene, romane e persino di origine gallica a transitare e fermarsi in questi luoghi, e costruirvi insediamenti che sono poi divenuti villaggi, castelli, paesi.

Una rete di comunità vive ed attive che hanno saputo conservare il territorio ed anzi offrirgli una prospettiva di sviluppo in una logica di sostenibilità che si è mantenuta ed affermata fino ai nostri giorni.

In questo contesto s’inserisce la scelta di trasformare l’area dei Monti Sibillini in un parco nazionale nel 1993: circa 70.000 ettari di terreno prevalentemente montuoso che abbraccia due regioni, Marche ed Umbria, e quattro province: Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia.

La magia della natura

Le bellezze naturali e la straordinaria biodiversità di questi territori sono divenuti, nel tempo, insieme al ricco patrimonio storico monumentale ed alle suggestioni leggendarie, una meta ambita e apprezzata da chi cerca esperienze turistiche che lascino il segno, che tocchino il cuore, che si caratterizzino per un valore di conoscenza e scambio consapevole con l’ambiente e le popolazioni che li abitano.

I piani di Castelluccio, il lago di Pilato, la grotta della Sibilla, le gole dell’Infernaccio, le Lame Rosse sono ormai entrati nell’immaginario collettivo di chi predilige proposte originali ed al tempo stesso accessibili dal punto di vista turistico.

Se poi a questo elenco assolutamente incompleto aggiungiamo animali quali il chirocefalo del Marchesoni e la vipera dell’Orsini, o anche il camoscio, il lupo e l’arvicola delle nevi, o il tritone, la salamandra e la rana montana, l’aquila e il gatto selvatico, si comprende come la natura trovi qui la sua massima espressione.

Addirittura il chirocefalo, crostaceo di piccolissime dimensioni, rappresenta un caso di studio poiché vive esclusivamente nelle acque del lago di Pilato ed è stato oggetto di ricerche sul piano internazionale.

Non solo: le antiche faggete, i boschi di querce e castagni, le radure ed i prati fioriti di orchidee, anemoni e stelle alpine regalano scenari che contribuiscono al benessere psicofisico al punto da far annoverare il Parco tra i luoghi più idonei ad ospitare i cosiddetti “bagni di foresta”, spazi di rigenerazione che rappresentano la nuova frontiera del turismo sostenibile.

 

La magia dei sapori

È uno straordinario patrimonio naturale quello dei Sibillini, che trova espressione persino a tavola, dove le prelibatezze di questa terra straordinaria sono celebrate, ad esempio, nel menù della Sibilla.

Un itinerario gastronomico che valorizza la filiera corta tra produttori dell’agroalimentare e ristoratori del Parco dando spazio alle carni lavorate in salumi e prosciutti, stufate o cucinate alla brace, alle trote, ai formaggi, alla varietà dei legumi e dei cereali, alle patate, al miele, allo zafferano, al pregiatissimo tartufo, ad una infinità di prodotti che rendono i Sibillini ancor più tangibili e “assaporabili”.

 

La magia della storia

La grande storia ha attraversato queste terre, dagli insediamenti umbro-piceni a quelli romani, per proseguire poi con il lungo medioevo e l’avvento della cristianità, che ha portato gioielli incredibili come la chiesa di San Giusto a San Maroto, nel comune di Valfornace, i santuari di Macereto e dell’Ambro, o ancora la chiesa del Beato Ugolino in quel di Fiegni.

E antiche rocche e fortezze, come quelle di Visso e Castelsantangelo, la Roccaccia di Col di Pietra e i ruderi del castello Magalotti sopra Fiastra, una interminabile catena di mura fortificate che denotano la centralità di un territorio a lungo conteso da signorie e potentati non solo locali.

 

Un parco per il territorio

In un contesto così ricco ed articolato s’inserisce il Parco, con una funzione guida su alcuni aspetti strategici per la valorizzazione dell’intero territorio, soprattutto all’indomani di un evento che ha segnato in modo significativo l’intera area dei Sibillini: il sisma del 2016.

Questo è un dato imprescindibile per chiunque voglia oggi rapportarsi con il Parco ed il suo territorio, a cominciare dalla sede originaria dell’ente sita nel centro storico di Visso, purtroppo non più agibile.

Tuttavia, nonostante le ferite profonde subite dalle popolazioni e dall’intero sistema produttivo, i Sibillini guardano avanti con rinnovata fiducia.

I primi germogli di una ripartenza si colgono nella tenacia di chi ha deciso di rimanere o a scelto di venire a vivere qui coltivando la speranza.

Intanto riaprono molte strutture ricettive, tornano ad aumentare i flussi turistici, si creano iniziative per mantenere viva l’attenzione verso queste terre come ad esempio l’esperienza di Risorgimarche ed i tanti cammini che le attraversano.

Perché il sistema Parco c’è, è vivo e interagisce costantemente con il territorio mettendo a disposizione i suoi sentieri, gli itinerari, i rifugi, i centri di educazione ambientale, le aree faunistiche, le sue guide e tutto ciò che può rendere più semplice approcciarsi ad esso.

Potrà capitare di non poter accedere ad un monumento o a una chiesa, di non poter percorrere un sentiero, ma si tratta per fortuna di situazioni sempre più residuali e destinate, si spera in un tempo breve, ad essere superate.

 

E comunque la quasi totalità dei sentieri del Parco è agibile, ed anche la terribile esperienza del terremoto potrà entrare a far parte, con la possibilità di visionare direttamente la faglia, di un percorso guidato progettato e realizzato in ottica di valorizzazione turistica.

Quando si attraversa un territorio al ritmo lento dei propri piedi o in sella a una bicicletta anche le ferite e cicatrici non fanno paura: lo sguardo di chi cammina e pedala è quello di chi vuole conoscere e comprendere, di chi non cerca la bellezza patinata dei “paesaggi da cartolina”, ma quella profonda e speciale di luoghi unici e autentici e di persone genuine, con le loro tradizioni, le loro storie di vita vissuta, le loro speranze, i loro problemi e il loro coraggio.

Quello dei Sibillini è un Parco da scoprire e riscoprire, capace di continuare a instillare magia e bellezza grazie alla magnificenza della sua natura e alla generosità delle popolazioni che lo vivono.

Per maggiori informazioni:

_ Il sito turistico della Regione Marche.

_ Il sito per il turismo outdoor della Regione Marche.

_ Il sito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

 

 

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