Stelvio e Dolomiti di Brenta: in cammino seguendo le tracce degli animali

21 dicembre 2020 - 14:16

Lo Stelvio rappresenta una delle aree più selvagge e interessanti del nostro Paese. Questo autentico habitat alpino, a cavallo della Lombardia e del Trentino, è coperto da foreste e popolato da molte specie di animali che il Parco Nazionale ha contribuito a tutelare. Vediamo allora quali incontri possiamo fare.

I cervi, innanzitutto, che prediligono le foreste più fitte e si muovono in branchi, mentre i caprioli preferiscono vivere ai bordi della macchia arborea.

Salendo di quota si scoprono i giocosi camosci, osservabili abbastanza facilmente dai sentieri del fondovalle sui pascoli al limite dei boschi: di solito le femmine stanno in gruppo, mentre gli esemplari solitari sono per lo più maschi.

Anche gli animali simbolo dell’alta quota, i bellissimi stambecchi, sono tornati, reintrodotti a partire dalla fine del 1970 nella val Zebrù, sul versante lombardo.

Oggi si può dire che gli stambecchi si sono reimpossessati del loro territorio. Sono anche più facilmente avvistabili dei camosci, per loro natura più diffidenti.

La volpe per la sua adattabilità è facilmente avvistabile, in particolare nelle ore notturne mentre attraversa le strade. Facilmente riconoscibile è invece il fischio della marmotta allarmata.

Il piccolo ermellino è un velocissimo predatore, abilissimo in tutti gli ambienti e in tutte le stagioni: sulla neve si muove con leggerezza, così come sugli alberi e in acqua. E poi scoiattoli, lepri, tassi, donnole.

Volgendo lo sguardo al cielo possiamo vedere la silhouette del gipeto, il più grande uccello delle Alpi con un apertura alare che può superare i 270 centimetri, mentre a terra si nasconde la pernice bianca, difficile da avvistare perché si mimetizza con il cambio di stagione, assumendo d’estate un colore simile alle rocce e diventando bianca d’inverno con la neve.

E poi ancora lo spettacolare gallo cedrone dal coloratissimo piumaggio, oppure il piccolo piviere tortolino, un nidificante assai raro in Italia, e il gufo, in attesa di una preda dentro il tronco di un albero. E poi, più in alto di tutti, il volo maestoso e inconfondibile dell’aquila reale, con le ali quasi immobili, giocando con il vento e le correnti.

Gli itinerari consigliati:

> Malga Monte Sole

Il percorso del lago Covel

Al cospetto delle Dolomiti di Brenta

Nel Trentino occidentale, straordinario palcoscenico di montagne, boschi, culture e tradizioni legate alla vita valligiana, gli escursionisti possono avvicinare, capire e apprezzare le peculiarità dei diversi ecosistemi di un territorio riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Naturale Mondiale dell’Umanità.

In questo paradiso alpino sono sufficienti pochi passi, lungo sentieri e piste innevate, per accorgersi che i gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta pullulano di vita: qui è facile incontrare gli animali selvatici che hanno legato le loro sorti a quelle del Parco.

E la neve rappresenta la migliore alleata dell’escursionista che vuole osservare gli ungulati: cervi e caprioli si intravedono tra le fronde della boscaglia, i camosci spuntano dietro le rocce e sui crinali, dove è facile individuare anche la sagoma dello stambecco, mentre pochi fortunati avranno la possibilità di incontrare, tra le forme magiche degli abeti carichi di neve, il grande plantigrado che ha sempre intrecciato la sua storia con quella della nostra specie: l’orso bruno.

Sempre nelle praterie d’alta quota trovano il loro habitat ideale l’ermellino, il gallo forcello, la pernice bianca, la lepre variabile, il picchio muratore e la marmotta.

Ma la bellezza di questi luoghi sta anche nei segni che l’uomo ha impresso nel paesaggio attraverso le attività tradizionali legate alla montagna, segni che l’escursionista può avvicinare e scoprire grazie a più di 700 chilometri di sentieri segnalati che permettono di raggiungere con le ciaspole i numerosi rifugi e gli splendidi laghetti che costellano il Parco Naturale Adamello-Brenta.

Un’area protetta che da quota 390 di Lavarini di Breno, sale al ghiacciaio dell’Adamello, ai suoi 3539 metri, o ai 3500 metri della Cima Presanella. Per i meno avvezzi al trekking invernale, ricordiamo che è possibile partecipare alle escursioni accompagnati dalle guide del Parco.

Gli itinerari consigliati:

Anello Vaglianella – Campo Carlo Magno – Madonna di Campiglio

La Via dei Fevri

 

Foto archivio Parco Nazionale dello Stelvio e Parco Naturale Adamello Brenta

 

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