Chi trova un RIFUGIO trova un AMICO

19 marzo 2020 - 10:51

Alcuni accessibili ai soli alpinisti, altri alla portata di tutti, i rifugi sono il primo presidio della montagna.

C’è rifugio e rifugio: quelli più simili a degli alberghi, che normalmente si trovano presso gli impianti di risalita, i valichi e i fondovalle attraversati dalla viabilità ordinaria, e i rifugi che quasi si confondono con le rocce circostanti, isolati e in quota, raggiungibili solo a piedi. La gestione degli uni e degli altri cambia di conseguenza… buona la seconda, in questo articolo.

In attesa del solstizio estivo la maggior parte delle strutture ha riaperto i battenti, accogliendo i tanti escursionisti che le raggiungono anche solo per il piacere di gustare un piatto caldo con gli amici e condividere la passione per la natura. I rifugi sono fonte di sollievo quando si è prossimi alla meta, iniezione di fiducia per il proseguimento della gita, sinonimo di sicurezza: il loro avvistamento porta sempre con se delle emozioni.

Ad accoglierci c’è il gestore, figura centrale nella vita del rifugio, persona concreta e dalle tante competenze, un tuttofare capace di mettere mano all’impianto elettrico o di aggiustare una tubatura, di arrangiarsi in opere murarie e di destreggiarsi con l’arsenale della cucina, valido coordinatore dei collaboratori più stretti occupati in mansioni che talvolta si avvicinano a quelle richieste in una vera struttura di accoglienza turistica.

Il concetto di rifugio si è evoluto nel tempo, tanto che oggi il custode deve essere anche abile ristoratore e “albergatore” per soddisfare una clientela più difficile ed esigente: non solo alpinisti e escursionisti ma anche semplici turisti in cerca di una giornata diversa dall’ordinario.

Rifugi: l’ultimo avamposto umano nell’universo delle Alpi

Fortunatamente, per noi amanti della montagna vera, non sarà mai pregiudicata la figura più romantica del gestore di rifugi: persona capace di trasmettere sicurezza e serenità perché sempre prodigo di raccomandazioni, generoso di consigli sull’attrezzatura da usare, affidabile sulle condizioni meteo ed eventuali problematiche che si possono incontrare lungo gli itinerari. 

Sono caratteristiche uniche che elevano il gestore a primo punto di riferimento per chi si avvicina all’escursionismo e all’alpinismo. Talvolta egli è pure guida alpina.

A volte può apparire burbero e scontroso: non fatevi ingannare dalle apparenze e ricordatevi che questa persona è costretta a operare in condizioni difficili.

Forse è poco cordiale perché ha passato la notte in bianco per dare assistenza in un intervento di soccorso alpino, oppure non ha una soluzione immediata per trovare acqua potabile dopo la rottura di una tubatura.

Capirne le difficoltà vi avvicinerà a lui; l’amicizia con chi ha eletto le montagne a sua dimora diventerà un valore aggiunto al grande patrimonio ambientale e paesaggistico che vi circonda.

Prima di incamminarvi per una nuova meta lasciate sempre detto a lui dove andate e se prevedete di rientrare al rifugio. Fatelo perché la sicurezza è uno dei valori più importanti per i gestori dei rifugi e se non rientrate entro tempi ragionevoli saranno loro i primi a dare l’allerta.

Loro sanno sempre quando e come intervenire. I sacrifici che devono sostenere sono tanti, la remunerazione economica non è mai sufficiente rispetto a quello che fanno. I gestori dei rifugi sono persone che hanno fatto una precisa scelta di vita, ancora prima di essere imprenditori.

Questa “missione”, per tanti tramandata di padre in figlio, meriterebbe un riconoscimento importante: l’inserimento nell’albo professionale, come è stato decretato per altri operatori della montagna – le guide alpine e i maestri di sci – e come è stato messo in atto in Valle d’Aosta con una apposita legge (anno 2004) che riconosce l’albo professionale di categoria gestito dal servizio Turismo della Provincia.

Per chi fosse interessato, in Valle d’Aosta l’abilitazione professionale si acquisisce mediante la partecipazione ad un corso di formazione con una frequenza pari all’80% delle ore di lezione e il superamento della prova scritta e dell’esame orale.

Sarà poi l’Assessore regionale al Turismo a rilasciare l’attestato di abilitazione all’esercizio della professione, valido ai fini dell’iscrizione nell’elenco professionale.

Per maggiori dettagli vi rimandiamo alla pagina “Gestore di rifugio alpino” della Regione Valle d’Aosta.

Di seguito elenco le competenze del gestore di un rifugio, una sintesi di quello che vi ho raccontato nell’articolo:

  • Gestire e promuovere il rifugio alpino
  • Organizzare la ricettività
  • Erogare il servizio di ristorazione
  • Manutenere il rifugio alpino
  • Gestire la relazione con il cliente, assistere ed informare lo stesso
  • Prevenire i rischi e gestire il primo soccorso
  • Organizzare spazi e risorse del rifugio alpino
  • Svolgere attività amministrative ordinarie e di valutazione del servizio

Testo di Enrico Bottino

 

Vademecum del pernottamento in rifugio

Per gli escursionisti il primo pernottamento in un rifugio alpino è un po’ come un rito di iniziazione. Un conto è una gita giornaliera, un conto è dormirci in montagna. È come trasformare in “quotidiano” quell’universo così straordinario e lontano dalla nostra normalità.

Vademecum del pernottamento in rifugio

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