Torino, città verde. Dal Parco del Valentino a Superga

20 maggio 2018 - 14:32

Parcheggiata l’auto, allacciamo gli scarponi o saliamo in bici. Ad attenderci ampie vie nel verde, sentieri tra fiori ed alberi, salite aggrappate in collina. Siamo a Torino, la grande città da il benvenuto agli amanti del trekking.

Torino sembra fatta per camminare. Non solo lungo gli eleganti portici, ricordo di tempi antichi quando i reali, attraversando parte della città per raggiungere il Po da Piazza Castello, non potevano certo essere esposti a sole e pioggia, nemmeno per pochi metri. Dalle belle vetrine dei locali storici conservati nei dettagli, dalle raffinate facciate liberty o dagli animati ritrovi pubblici del centro i nostri passi si spingono verso maestosi viali, lo sguardo sale in alto, si perde tra i rami degli oltre 150.000 alberi della città italiana che vanta il miglior standard di verde pubblico per abitante.

Storici giardini e poi immensi parchi nel cuore della città o sulle colline che la sovrastano, consentono a spazi urbani e spazi naturali di convivere con singolare armonia rendendone evanescenti i confini. Muovendosi a piedi o sulle due ruote l’amante del trekking urbano trova una complessa rete di sentieri e lunghe piste ciclabili che conducono alla scoperta dei polmoni verdi della città sabauda.

Il sistema dei parchi cittadini è connesso alla vicina collina torinese grazie ad un percorso pedonale a soluzione continua, “l’anello verde”, che sale fino alla basilica di Superga, dall’inconfondibile profilo visibile da ogni angolo della città, punto di arrivo per la caratteristica tranvia a dentiera che si arrampica in salita. Grande attenzione è rivolta poi alle aree fluviali, sviluppate attorno al Po, alla Dora Riparia, allo Stura e al Sangone.

Il sistema dei parchi urbani, collinari e fluviali è interamente connesso, come una fine trama, da una completa rete di ciclopiste. Torino crea continuamente spazi dove dimenticare i mezzi a motore e muoversi a piedi, anche dove un tempo correvano i binari o ferveva l’attività industriale, il sistema delle “spine” ha fatto spazio a nuove aree verdi e percorsi ricalcati sull’interramento delle linee ferroviarie. Incamminiamoci allora all’ombra di platani e querce monumentali, nell’esplosione di colori dei prati fioriti fino a salire sulle colline che sorvegliano la città del trekking.

L’itinerario: Dal Parco del Valentino alla Basilica di Superga

Attraversando il Parco del Valentino da nord a sud, si incontrano il Castello omonimo, il Giardino Roccioso, il Borgo Medioevale e la monumentale Fontana dei Dodici Mesi; al termine del Parco, l’attraversamento del Po sul Ponte Isabella offre poi una delle più belle vedute della città. Attraversato il Po, si gira a sinistra percorrendo Corso Moncalieri, fino al numero civico 147, dove è situato l’ingresso del Parco Leopardi; qui s’imbocca il sentiero 16, denominato Sentiero dei Parchi. La salita, lungo un vialetto con numerosi tornanti, consente di ammirare filari di platani altissimi e altri alberi ornamentali; uscendo dal parco si prosegue per raggiungere poco oltre la Strada Comunale da San Vito a Revigliasco (asfaltata).

Si svolta a sinistra e dopo circa 100 metri si giunge in prossimità del Parco di San Vito, lo si attraversa e si segue verso nord il Viale Seneca, sino a incontrare a destra la Strada Vigne di S.Vito. Dopo 150 metri di salita s’imbocca a sinistra (oltre un cancelletto, da richiudere) la rustica scalinata che da accesso alla Strada dei Boschi. Con questo percorso boschivo di circa 1 km, sovrastante la Gola dell’Inferno, si arriva al Quadrivio Raby. Siamo al margine inferiore del Parco della Maddalena.

Per la salita al Parco non c’è che l’imbarazzo della scelta: una fitta rete di sentieri e viottoli serpeggianti fra alberi e siepi ornamentali risale il versante nord-occidentale della collina sino alla sommità (m 715). Il percorso rosso, oltre a raggiungere la vetta collinare, è il più comodo per arrivare al percorso della Grande Traversata della Collina (indicata con la sigla GTC). Si segue ora la GTC, prima su sentiero n. 32 fino a raggiungere l’eremo dei Camaldolesi poi con il sentiero n. 33 fino allo spartiacque di Pian Mongino.

Dopo un breve tratto in cresta si incontra il Sentiero del Gallo e si arriva all’abitato di Pino Torinese. Imbocchiamo quindi Via Maria Cristina per poi scendere in direzione nord e percorrere la Strada dei Colli. Si accede così al Parco Naturale di Superga. Il tratto rimanente del percorso GTC sino a Superga alterna tratti lungo la Strada dei Colli, a tratti di sentiero distribuiti prevalentemente sul versante collinare di ponente.

Giunti ad un piazzale si imbocca a sinistra il Sentiero degli Alberi, il segnavia è un’orma di volpe giallo su fondo bianco. Superate due caratteristiche borgate si termina la salita al piazzale della Basilica.

Da qui possiamo ritornare in città con la “tramvia a dentiera” (o autobus sostitutivo) e con l’autobus 61 sino a Porta Nuova. Naturalmente si può scendere anche a piedi sul ripido sentiero 29, raggiungendo la fermata del 61 “casale 472”(1.30 ore).

Consigli utili:

  • Per chi volesse passare qualche giorno di relax scoprendo la città e la collina di Torino con i suoi itinerari e percorsi nella natura, suggeriamo la pubblicazione “Sentieri della Collina Torinese, Vol. 1”, si tratta di una guida descrittiva con mappa 1:15.000Ed. Parco Naturale della Collina Torinese, vivamente consigliata data la complessità dell’itinerario, acquistabile sul sito www.parks.it/parco.collina.torinese/gui.html

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