Valdelsa: lungo le orme di Sigerico

20 maggio 2019 - 14:18

Un’immensa distesa di verdi colline. È così che immaginiamo la Toscana, e così si presenta la Valdelsa ai turisti che ne vogliono scoprire ogni minimo dettaglio, dall’incantevole paesaggio alle città d’antica data, dai piccoli borghi fortificati a splendidi edifici sacri, imponenti abbazie ed eremi isolati, innalzati lungo la Via Francigena, una delle più importanti direttrici storiche europee di fede.

Percorsa da pellegrini che spinti da forti motivazioni spirituali si mettevano in viaggio verso il centro della cristianità, la Valdelsa divenne anche una terra di confine tra due città da sempre nemiche: Firenze e Siena. Contesa da guelfi e ghibellini, da Imperatori e Papi, questa valle ha visto scontri tremendi tra le milizie dei due schieramenti, come le battaglie di Montaperti e di Colle, raccontate anche da Dante. Da qui, intorno al 990/994, passò Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, per scendere a Roma e, due secoli dopo, Filippo II Augusto di ritorno in patria dalla terza Crociata.

Il paesaggio è rimasto incantevole, seppure diverso da quello che i viandanti percorsero nell’anno Mille, e oggi offre un susseguirsi d’itinerari adatti a tutti, che portano gli escursionisti alla riscoperta della Toscana “minore”, quella Toscana lontana dai grandi flussi turistici, ma che possiede un patrimonio paesaggistico e storico d’inestimabile valore.

CAMMINARE E APPRENDERE

Questo nostro viaggio, attraverso una terra segnata dal passaggio della Via Francigena, è  avvincente e affascinante per i ragazzi e i loro genitori, perché consente un’attenta “esplorazione del territorio”,  in un equilibrato rapporto fra il piacere di camminare e lo stimolo all’apprendimento della cultura, storia, natura e arte di questi luoghi. Gli itinerari presentati dalla Coop Turismonatura, curati da Alessio Latini (guida ambientale escursionistica), introdurranno i piccoli e grandi escursionisti in un paesaggio incontaminato, dove il ritmo lento del camminare diventa l’ideale mezzo di approccio alla scoperta e conoscenza delle Terre della Valdelsa.

L’ITINERARIO: IL CASTELLO DI CASTELVECCHIO DI SAN GIMIGNANO

L’itinerario medioevale è inserito nella Riserva Naturale Provinciale di Castelvecchio e si sviluppa nel complesso collinare boscoso tra Volterra e San Gimignano.

A San Donato, oltrepassata la fattoria e la piccola chiesa parrocchiale del borgo, si attraversa la carrozzabile che da San Gimignano scende a Ranza e Castel S. Gimignano. Da qui si prende la strada bianca a sinistra, salendo piacevolmente tra le specie arboree del Poggio del Comune (predominano cerro, roverella e leccio), associate alla macchia mediterranea con esemplari come lentisco, erica, mirto e ligustro. Nelle giornate ventose e assolate non è raro osservare volteggiare la poiana e il biancone che nidifica nella zona di Castelvecchio.

Dopo circa 1,5 Km si giunge a Caggio, antico villaggio fortificato costruito a difesa della strada, oggi riconvertito in agriturismo per vacanze. Si scende a sinistra, dove incontriamo subito due resti di tombe etrusche, nei secoli adibite anche a cantine e pollai. La strada si stringe a sentiero e scendendo ci porta all’attraversamento del Botro delle Torri, dove si possono notare i resti del ponte medioevale. Da qui la strada risale allargandosi verso il crinale; arrivati ad un crocevia si svolta a sinistra portandoci diretti davanti al possente Cassero con ponte levatoio, porta di accesso alla città fortificata di Castelvecchio, le cui vicende storiche furono a lungo legate a quelle di San Gimignano.

Mai espugnato da nessun esercito della nemica Volterra, il borgo castello ha superato, non solo le ingiurie del tempo, ma anche il disinteresse degli uomini. All’interno possiamo visitare la cinta muraria, il complesso delle torri, il fortino, le abitazioni civili, il mulino, la Chiesa di San Frediano. Per rientrare a San Donato si segue il percorso dell’andata.

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