Valtellina: con le ciaspole da Campo Moro all’Alpe Prabello

20 maggio 2018 - 13:56

LA VALTELLINA OLTRE LO SCI

ESCURSIONI CON LE CIASPOLE NELLA NATURA INCONTAMINATE, NEL CUORE DELLE ALPI

Solitamente chi pensa alla montagna in inverno pensa immediatamente alle piste da sci di cui la Valtellina è ricoperta, ma, ad uno sguardo più attento ci si rende conto che questa valle, nel cuore delle Alpi, è territorio ideale per famiglie alla ricerca di luoghi incontaminati ma alla portata anche dei più piccoli. Luoghi dove trascorrere le giornate immersi nella natura e passeggiare nei borghi alla sera, magari prima di raggiungere una baita e gustare un meraviglioso taròz arricchito da del formaggio d’alpe accompagnato da un ottimo vino Valtellinese.

In tutta la valle è possibile fare escursioni a piedi o con le ciaspole sia di giorno che nelle notti di luna piena. La neve, riflettendo la sua luce rende ancora più affascinante il paesaggio che si presenta in una veste decisamente inconsueta. Il panorama che si incontra è ovattato, con il manto nevoso uniforme, dove si possono osservare le impronte degli animali selvatici che possiamo provare a riconoscere, o, se si è ancora più fortunati si possono vedere di persona.

Il percorso che proponiamo si snoda nella bella Val Malenco, una delle più importanti valli laterali della Valtellina, e parte da Campo Moro, una delle frazioni più remote del paese di Chiesa, particolarmente suggestiva e “selvaggia” nel periodo invernale.

Si lascia l’auto al parcheggio che si incontra sulla sinistra prima di raggiungere Campo Moro. Da li, con le ciaspole ai piedi si imbocca la stradina che si snoda sulla destre e si percorrono alcuni tornanti prima di imboccare la strada agro silvo pastorale tra pini e ginepri. Dopo pochi metri ci si lascia alle spalle il bosco e ci si trova davanti l’Alpe Campascio e il magnifico Pizzo Scalino dalla classica forma triangolare.

Sullo sfondo le Alpi imbiancate che confinano con la Svizzera fanno da cornice al panorama. Si prosegue lungo la via battuta e si attraversa un piccolo nucleo di baite alpine abitate solo d’estate dagli allevatori di mucche. Si prosegue lungo il sentiero che poco più avanti stringendosi si snoda sulla destra, lasciandosi uno stallone sulla sinistra, e, attraversando un ponticello sotterrato dalla neve, porta ad un tratto pianeggiante che nella sue veste invernale ricorda i panorami infiniti dei paesi nordici.

Il sentiero porta ad un altro ponte che con la neve si intravede appena per condurre ad un breve tratto in leggera pendenza. Si fa il giro di un piccolo dosso per raggiungere un altro tratto pianeggiante immerso in una conca che termina in una leggera salita. Si raggiunge così un ultimo dosso prima di arrivare alla meravigliosa Alpe Prabello: un alpeggio che, come l’Alpe Campascio superata poco più in basso viene abitato solo in estate dagli allevatori con il loro bestiame. Vi sono svariate baite che si intravedono appena, una caratteristica chiesetta ed un Rifugio Alpino.

Si può rientrare percorrendo il sentiero in senso opposto, oppure, solo gli escursionisti esperti, possono optare di chiudere l’itinerario ad anello e attraversare quindi l’Alpe Prabello tenendo il Pizzo Scalino sulla destra e il confine di Stato davanti a se, si percorre il lungo piano e si prosegue seguendo la traccia a volte poco visibile svoltando a sinistra tra vari saliscendi e raggiungendo l’appena visibile Lago dei Pesci. Si scende lungo un tratto in leggera discesa fino ad arrivare allo stallone che ci si era lasciti sulla sinistra durante la salita, da qui si rientra seguendo la via percorsa poco prima.

 

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