Camminare nei Sassi di Matera

20 maggio 2018 - 16:21

Il percorso permette di visitare tutta la zona dei Sassi di Matera in modo completo e panoramico.

Da Piazza Vittorio Veneto si imbocca Via del Corso, sulla destra la chiesa di S. Lucia. Si arriva ad una deviazione per Piazza S. Francesco con l’omonima chiesa, e finita Via del Corso comincia Via Ridola.

A destra la chiesa del Purgatorio dell’VIII secolo creata da maestranze leccesi, con l’intera facciata, ricoperta di teschi e scheletri. Più avanti la chiesa e il monastero di S. Chiara, oggi sede del Museo Nazionale Ridola, con la bellissima facciata in tufo. Alla fine della Via si arriva a Palazzo Lanfranchi, sede della Sovrintendenza ai Beni Archeologici.

Sulla sinistra si giunge ad un belvedere che introduce al Sasso Caveoso. Di fronte si erge il torrione roccioso, sede della chiesa della Madonna dell’Idris, sulla sinistra l’insieme di case e chiese ricavate nel tufo è un vero spettacolo. Si comincia la discesa nei Sassi; si prende a sinistra di Palazzo Lanfranchi, scendendo i gradoni di marmo, e ci si proietta nel Sasso Caveoso. Poco prima di finire la via, si sale sulla destra per la chiesa della Madonna dell’Idris, risalente al sec. XI e stupendamente affrescata. Si scende in Piazza S. Pietro Caveoso, con l’omonima chiesa e il belvedere che si affaccia sulla Gravina.

Di fronte si scorge Murgia Timmone, che custodisce altre chiese rupestri. Passando dietro la chiesa, sotto l’arco, si percorre Vico Solitario che costeggia la Gravina sulla sinistra. Si sale alla chiesa di S. Lucia alla Malve (sec. IX) e si prosegue fino al Convicinio di S. Antonio, un ballatoio rupestre contenente quattro chiese: S. Antonio, S. Donato, S. Eligio e Tempe Cadute.

Tornati a S. Pietro Caveoso, si prosegue lungo la Via Madonna delle Virtù e ci si inoltra nel Sasso Barisano, con case e chiese completamente realizzate in tufo e non scavate; in alto, arrampicata su una splendida rupe, c’è la Chiesa di S. Agostino. Arrivati in fondo alla via, ci si arrampica lungo Via Rosario, che, attraverso un suggestivo arco, riporta in Piazza Vittorio Veneto, lasciandosi alle spalle la facciata del Duomo incorniciato dal Sasso Barisano.

Testo di Elisa Canepa

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