Rota Vicentina: 222 km a picco sull’Atlantico, e settembre chiama

12 settembre 2026 - 10:25

Tredici frazioni lungo l'oceano, fra falesie di scisto e spiagge deserte. Il tracciato portoghese aperto nel 2013 conta oggi 489 chilometri di rete segnalata. Con la fine dell'afflusso estivo si riapre la finestra più favorevole per affrontarlo

C’è un punto, lungo la costa sud-occidentale del Portogallo, in cui il sentiero corre a pochi metri dal vuoto e sotto restano soltanto l’arenaria e l’OceanoAtlantico.

È la Rota Vicentina, una rete di 489 chilometri fra Alentejo e Algarve. La stagione buona per percorrerla, secondo il calendario stesso del cammino, si apre proprio adesso.

Un tracciato giovane, aperto nel 2013

La Rota Vicentina segue le coste dell’Oceano Atlantico in Portogallo e attraversa i territori dell’Alentejo e dell’Algarve. Il nome deriva dalla costa che si sviluppa tra Odeceixe e Burgau.

È un cammino recente: pensato, segnalato e promosso dalla Associação para a Promoção do Turismo de Natureza na Costa Alentejana e Vicentina, definita più semplicemente Associação Rota Vicentina.

Ph.: Gettyimages/Kristyna Sindelkova

È diventato percorribile a partire dal 2013 e negli anni la rete degli itinerari, che dal 2019 include anche una serie di strade studiate appositamente per le mountain bike, è stata estesa fino agli attuali 489 chilometri.

Questi ultimi sono stati suddivisi in due serie di itinerari, in una prima fase nettamente distinti ma che, nella seconda parte, si intersecano frequentemente e in parte coincidono.

Trilho dos Pescadores, il sentiero che non lascia mai l’oceano

Il più noto è il panoramico Trilho dos Pescadores, il Sentiero dei Pescatori o Fishermen’s Trail, lungo 222,3 chilometri, che inizia nella località di Sines e termina a Lagos.

È probabilmente uno dei migliori sentieri costieri al mondo, una sfida a contatto costante con il vento marino, con l’asprezza del paesaggio costiero e con la presenza di una natura selvaggia e persistente.

Caminho Histórico, il Portogallo dell’entroterra

La seconda variante è il Caminho Histórico, il Cammino Storico o Historical Way, lungo 208,2 chilometri, con partenza da Santiago do Cacém e conclusione a Cabo de São Vicente.

Ph.: Gettyimages/Uldis Zile

Si compone per lo più di sentieri rurali, una classica Grande Strada con tratti di boschi di sughero, montagne, valli, fiumi e ruscelli: un viaggio nel tempo, nella cultura locale e nei percorsi naturalistici dell’entroterra portoghese.

A differenza del Sentiero dei Pescatori, il Cammino Storico è percorribile sia a piedi che in bicicletta, e fa parte di una rete di percorsi ciclabili molto estesa che sta suscitando grande interesse negli appassionati del viaggio su due ruote.

Ventiquattro anelli per chi ha pochi giorni

Lungo il tracciato c’è la possibilità di incrociare numerosi Percursos circulares, percorsi ad anello o circuiti, che intendono valorizzare le bellezze naturalistiche: promontori, spiagge, falesie, boschi, zone umide e via dicendo.

Si tratta di 24 brevi percorsi circolari che, in totale, contano 263 chilometri.

Iniziano e finiscono nello stesso luogo, così da rendere ancora più facile scoprire il piacere di camminare nel sud-ovest del Portogallo senza trasferimenti e senza complicazioni, con una durata compresa tra l’ora e mezza e le cinque ore e mezza.

Le tredici tappe del Sentiero dei Pescatori

Il Sentiero dei Pescatori conta 13 tappe e conduce a camminare quasi costantemente lungo la costa occidentale, con scorci spettacolari lungo i faraglioni a picco sull’oceano.

Tappa 1, da São Torpes a Porto Covo

Con questa tappa, collocata a sud del Porto di Sines, inizia il grande itinerario.

Il complesso industriale di Sines iniziò a essere costruito attorno all’inizio degli anni Settanta, provocando una profonda trasformazione del paesaggio e della realtà socio-economica della regione.

Lasciandosi le industrie alle spalle si entra nell’immenso Parco Naturale del Sud-Ovest Alentejano e della Costa Vicentina, seguendo un percorso pedonale per circa 200 chilometri che termina a Burgau, dove il Sentiero dei Pescatori prosegue per altri 17 chilometri fino alla città di Lagos.

Questa prima frazione conta circa 10,2 chilometri ed è percorribile in 2 ore e 40 minuti.

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Tappa 2, da Porto Covo a Vila Nova de Milfontes

È la sezione delle spiagge. Si cammina lungo la vasta area di dune di sabbia delle spiagge di Ilha do Pessegueiro, Aivados e Malhão, scoprendo piccole insenature deserte.

Sarà una giornata faticosa, data l’estensione e il terreno costantemente sabbioso. La diversità di spiagge che si incontra solo in questa sezione è assolutamente fantastica.

Ph.: da rotavicentina.com

C’è la spiaggia Aivados, con i suoi ciottoli modellati dal ruvido e tumultuoso fragore delle onde.

C’è Faquir o Farol, dove le dune di arenaria simili a merletti sembrano scivolare giù nell’oceano.

Da non dimenticare la spiaggia sabbiosa di Malhão, che tende a cambiare dolcemente e costantemente, e Milfontes, cioè mille fontane, con i suoi fiumi, piccoli ruscelli e minuscole sorgenti di acqua dolce alimentate dall’entroterra collinare attraverso una rete di canali sotterranei.

Queste spiagge sono intervallate da antiche rocce scure resistenti all’erosione, che compongono le scogliere e le minuscole isole chiamate localmente palheirões.

L’intera tappa si sviluppa per quasi 20 chilometri ed è percorribile in circa 5 ore e un quarto.

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Tappa 3, da Vila Nova de Milfontes ad Almograve

Una giornata ideale per purificare l’anima, grazie alle viste mozzafiato su Vila Nova de Milfontes e sul fiume Mira che proprio in questo punto incontra l’Oceano Atlantico.

Attraversando il ponte sul fiume si ammirano la foce, la cittadina accanto e la vegetazione naturale che ricopre le colline locali: una vegetazione importante, perché attrae molte specie diverse di uccelli e piccoli mammiferi.

Ph.: da rotavicentina.com

Con la bassa marea si gode la vista delle paludi sulle anse del fiume, parzialmente sommerse e ricoperte di canneti, importanti a modo loro anche come zone di riproduzione per diverse specie di pesci.

È un tragitto breve e accessibile, voluto come tale per consentire di ammirare al meglio le meraviglie naturali circostanti: poco più di 14 chilometri, percorribili in circa 4 ore.

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Tappa 4, da Almograve a Zambujeira do Mar

Il paesaggio qui è talmente singolare che in alcuni punti sembrerà quasi di camminare su Marte.

Le alte scogliere, nonostante siano esposte ai costanti venti salati dell’oceano, sono il sito di nidificazione di oltre venti specie di uccelli.

Vale la pena fermarsi a osservarli, soprattutto in primavera, nella zona di Capo Sardão.

Ph.: da rotavicentina.com

Guardando attentamente lungo questo tratto costiero sarà facile vedere il cambiamento climatico del passato scritto nelle rocce.

L’arenaria si è formata quando il mare era almeno 100 metri più in basso di oggi, con la spiaggia sottostante a oltre 60 chilometri più a ovest.

Sono stati trovati insediamenti preistorici con resti di animali e molluschi che vivevano in condizioni climatiche più fredde.

Ma è possibile trovare anche segni di tempi in cui il clima era più caldo, umido e tropicale: lo dimostrano gli impressionanti toni rossastri della sabbia e dell’arenaria, derivanti dall’accumulo di ossidi di ferro.

La quarta tappa conta 21,5 chilometri, quasi sei ore di camminata.

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Tappa 5, da Zambujeira do Mar a Odeceixe

Da Zambujeira do Mar si passa per le spiagge di Alteirinhos, Carvalhal, Machados e Amália, percorrendo la strada per Azenha do Mar, dove si trova un porto di pescatori naturale.

A coronare il tutto arriva uno dei panorami più spettacolari dell’intero territorio: la spiaggia di Odeceixe vista dalla maestosa Ponta em Branco.

Ph.: da rotavicentina.com

Lungo questo tratto di costa è interessante osservare da vicino le scogliere.

Si nota come le rocce sedimentarie depositate orizzontalmente siano state piegate e spinte fino a diventare irriconoscibili, così che ciò che una volta era orizzontale ora, in alcuni casi, si trova in posizione verticale.

Più di recente si è formata una serie di tubi di sabbia litificati, visibili un po’ ovunque lungo il sentiero.

La quinta tappa prevede 19 chilometri e circa 5 ore e mezza di cammino.

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Tappa 6, da Odeceixe ad Aljezur

La sesta tappa riporta alla spiaggia di Odeceixe, questa volta sulla costa meridionale, nelle terre dell’Algarve.

Si cammina ancora sui sentieri dei pescatori, attraversando campi irrigati e la brughiera costiera, sulla strada per Aljezur.

Ph.: Gettyimages/Uldis Zile

Prima di lasciare Odeceixe conviene andare al mulino, uno dei pochi ancora in funzione e visitabili.

Attorno a esso passerelle e panchine in legno invitano a sedersi e ammirare le case del villaggio, la foce del torrente Seixe e gli arbusti mediterranei sui pendii esposti a sud.

In questa zona del Portogallo i campi agricoli svolgono un ruolo dominante e formano un mosaico armonioso di piccoli gruppi di foreste di pini, eucalipti o querce da sughero, con paludi e linee d’acqua.

Anche gli stagni temporanei e agricoli contribuiscono a ospitare una biodiversità mozzafiato.

La frazione si percorre in circa 6 ore, per un totale di 22,6 chilometri.

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Tappa 7, da Aljezur ad Arrifana

Il tratto passa per la spiaggia di Monte Clérigo e la mitica Ponta da Atalaia, in una terra dove le leggende legate alla conquista del Portogallo da parte dei Mori aleggiano nell’aria.

Qui si vedono tracce di vita umana preistorica. Gli occupanti di questa regione sono numerosi e includono Fenici, Cartaginesi, Romani e Arabi.

Ph.: da rotavicentina.com

La rotta attraversa il Ribat di Arrifana, una fortezza-convento islamica occupata da monaci guerrieri nel XII secolo.

È l’unico Ribat conosciuto in Portogallo, fondato da Ibn Qasî, leader politico e guida spirituale della pratica mistica dell’Islam, il Sufismo. Era un convento fortezza dedicato alla preghiera e alla sorveglianza della costa.

La settima tappa si sviluppa per poco più di 17 chilometri e si percorre in poco meno di 5 ore.

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Tappa 8, da Arrifana a Carrapateira

Qui le scogliere raggiungono anche i 100 metri di altezza, mostrando strati rocciosi con pieghe spettacolari e una ricca storia geologica.

Quando si formò il supercontinente Pangea, lo scontro tra continenti sollevò, compresse, spaccò e piegò le rocce della costa continentale e i sedimenti depositati sul fondale oceanico, formando montagne con altitudini superiori ai 4000 metri.

Ph.: da rotavicentina.com

Le attuali rocce delle scogliere, scisti e grauvaques, sono il risultato di questi giganteschi movimenti di compressione degli strati sedimentari avvenuti più di trecento milioni di anni fa.

Sono circa 19 i chilometri di questa tappa, percorribili in 5 ore di cammino.

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Tappa 9, da Carrapateira a Vila do Bispo

Questa sezione offre alcuni degli scenari più spettacolari del paese, con formazioni rocciose incredibili e spiagge fuori dal mondo: Amado, Murração e Manteiga sono tre autentici gioielli della natura.

Quando la strada raggiunge la costa, unendosi a quella che conduce al porto di pesca Porto de Pesca do Forno, vale la pena vedere il villaggio islamico di Ponta do Castelo.

Ph.: da rotavicentina.com

Risalente al XII e XIII secolo, contava almeno 15 abitazioni, una terrazza per l’essiccazione del pesce e tre forni per cuocere il pane, e sarebbe stato utilizzato solo durante le stagioni più miti dell’anno.

Si trova in un luogo così esposto al vento e all’umidità del mare che è stato anche ipotizzato fosse una specie di osservatorio, forse per la caccia alle balene.

Un tempo le balene erano abbondanti in Algarve, con registrazioni di caccia almeno fino al XIV secolo.

Negli scavi archeologici sono stati trovati resti di ceramiche, ami, arpioni, pesi di reti da pesca e vestigia di fauna marina, tra cui un osso di balena.

Il grande altopiano che conduce a Vila do Bispo contiene profondi burroni scavati nello scisto dalle linee d’acqua.

Uno di questi, Barranco da Pena Furada, sfocia in una splendida spiaggetta omonima, una piccola insenatura sabbiosa rivolta a nord-ovest, le cui rocce hanno forme create dall’erosione marina.

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Tappa 10, da Vila do Bispo a Sagres

Questo percorso avvicina alla cultura, alla geologia e alla biodiversità di una zona estrema dell’Europa sud-occidentale.

In virtù del suo distinto suolo calcareo e della vicinanza al mare, la costa di Sagres e Cabo de São Vicente è piuttosto unica ed è stata classificata come Riserva biogenetica di Sagres nel 1988.

Ospita specie endemiche, presenti esclusivamente in questa regione e lungo la costa sud-occidentale del Portogallo.

Ph.: da rotavicentina.com

La peculiare formazione rocciosa della spiaggia di Telheiro è un patrimonio geologico inestimabile per la ricerca scientifica e si consiglia vivamente di scendere fin laggiù per osservare questo geomonumento.

In cima alla scogliera si osservano spiagge rialzate, tracce storiche di erosione marina di quando l’oceano era a un livello molto più alto.

Sotto questi depositi si trova l’arenaria di Silves con il suo fantastico colore rossastro, vecchia di oltre 200 milioni di anni.

Alla base della scogliera ci sono infine scisti e greywacke vecchi di oltre 300 milioni di anni, spezzati e piegati, la radice di un’antica catena montuosa devastata dall’erosione.

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Tappa 11, da Sagres a Salema

È il tratto più impegnativo del Sentiero dei Pescatori.

La ricompensa è la vista delle enormi scogliere calcaree, abbracciate dalle spiagge di Martinhal, Barranco, Ingrina, Zavial, Furnas, Figueira e infine Salema.

Ph.: da rotavicentina.com

La baia di Baleeira ospita diversi habitat unici, tra cui le linee d’acqua dominate dal tamarisco (Tamarix africana), le paludi costiere calcaree, la laguna di Martinhal, le dune, la spiaggia sabbiosa, la zona rocciosa intertidale e gli isolotti costieri che emergono dal mare al centro della baia.

La calcite, minerale dominante nelle rocce chiare delle scogliere, viene disciolta dall’acqua in forme irregolari, contribuendo a creare archi, grandi rocce che emergono dall’acqua e grotte.

La tappa si sviluppa per quasi 20 chilometri ed è percorribile in 5 ore e mezza circa.

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Tappa 12, da Salema a Luz

Nella penultima frazione vale la pena avere con sé un binocolo per osservare gli uccelli che compaiono lungo il sentiero, soprattutto partendo presto la mattina.

All’estremità occidentale della spiaggia di Boca do Rio si riconoscono i resti di una villa romana che comprendeva laboratori di salatura del pesce, uno stabilimento balneare, un’area residenziale e un’area di servizio domestico.

Ph.: da rotavicentina.com

Sono stati rinvenuti compartimenti rivestiti di mosaici e pareti con stucchi dipinti, indizio della prosperità di questo antico insediamento.

A meno di 2 chilometri da Boca do Rio, sul fondo del mare, si trovano i resti de L’Océan, una nave lunga 60 metri che trasportava 80 cannoni e 800 membri dell’equipaggio.

Era la nave ammiraglia di una flotta francese di 14 navi e durante la Guerra dei Sette anni fu affondata dalla potente marina britannica nella battaglia di Lagos, nell’agosto del 1759.

La dodicesima tappa è piuttosto breve rispetto alle precedenti: 11,5 chilometri e circa 3 ore e mezza.

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Tappa 13, da Luz a Lagos

L’ultima tappa accoglie con scogliere variopinte: sfumature di ocra, rosso, grigio, bianco e nero contrastano con il blu brillante dell’oceano.

Il viaggio termina nella città di Lagos, luogo da cui i portoghesi salparono per scoprire il mondo.

All’interno delle scogliere collocate tra la spiaggia di Luz e Ponta da Piedade si trovano informazioni particolarmente ricche sul periodo Cretaceo medio della storia della Terra, quando l’estinzione di massa dei dinosauri era imminente.

Ph.: da rotavicentina.com

Tra la spiaggia di Luz e quella di Lagos lo sguardo vaga verso l’immensità del mare oppure verso il verde aromatico della vegetazione mediterranea, ammirando il contrasto tra il bianco del calcare e il nero delle rocce vulcaniche, tra la geometria organizzata degli strati e le forme inaspettate scolpite dall’erosione o dalle deformazioni tettoniche.

All’arrivo a Lagos accoglie l’imponente vista sulla spiaggia di Meia Praia.

Il forte di Ponta da Bandeira sorveglia l’ingresso di questo importante porto, dove l’avventura delle scoperte portoghesi iniziò circa sei secoli fa.

L’ultima frazione si sviluppa per quasi 11 chilometri ed è percorribile in 3 ore e mezza.

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Da dove cominciare e in che direzione

Tutti i tratti del sentiero sono descritti da nord a sud, tuttavia la direzione da seguire è puramente indicativa.

Il Fishermen’s Trail è completamente segnalato in entrambe le direzioni. Chi vuole iniziare l’escursione sul lato ovest dovrà partire dalla spiaggia di Luz.

Chi invece intende cominciare il cammino sul lato est dovrà iniziare da Lagos, presso la stazione ferroviaria locale.

Quando partire, e perché la finestra si apre adesso

I mesi più adatti per camminare lungo la Rota Vicentina vanno da settembre a giugno.

Il clima portoghese è mite in virtù dell’influenza dell’Oceano Atlantico: fresco e piovoso al Nord, gradualmente più caldo e soleggiato man mano che si procede verso Sud, con il Basso Alentejo e l’Algarve che godono di un microclima secco e soleggiato.

La presenza dell’anticiclone delle Azzorre garantisce un’estate generalmente soleggiata ovunque. Nel resto dell’anno non mancano le piogge, che diminuiscono progressivamente quanto più si procede verso sud.

L’inverno è mite su tutta la fascia costiera, perché l’oceano garantisce un riparo dalle correnti fredde e dalle gelate notturne. Il vento, al contrario, può soffiare incontrastato e talvolta anche con violenza.

La primavera è in assoluto il periodo migliore: temperature già calde ma non torride, giorni di pioggia poco frequenti, natura al massimo splendore.

In autunno le temperature sono più fresche rispetto alla primavera, ma sempre miti. L’inverno, infine, è più caldo rispetto a quello italiano, con l’unico svantaggio di maggiori probabilità di pioggia.

Va poi ricordato che durante la stagione estiva queste zone sono invase dal turismo portoghese ed europeo.

I colori della segnaletica

Il percorso, generalmente ben segnalato, presenta diversi colori e tipologie di cartelli a seconda del cammino che si sta percorrendo.

Per il Sentiero dei Pescatori i segnali presentano un’alternanza di linee verdi e azzurre. I percorsi circolari sono caratterizzati da linee gialle e rosse, mentre per il Cammino Storico la segnaletica alterna il bianco al rosso.

I segni sono generalmente posti su paletti a sezione quadrata infissi nel terreno.

Dato che con il tempo diversi paletti sono scomparsi, sono stati aggiunti ulteriori segnali anche su sassi, alberi, recinzioni e muretti: conviene quindi prestare sempre molta attenzione a quello che si ha intorno.

Informazioni utili

Potete trovare tutti i dettagli sulla pagina ufficiale della Rota Vicentina.

Se volete scoprire tutte le tappe del Cammino Storico allora potete consultare questa pagina.

Qui, invece, trovate anche maggiori informazioni sui cammini circolari.

 

 

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