Via Vandelli, da Modena a Massa: 7 tappe tra Appennino e Alpi Apuane

5 aprile 2026 - 9:00

7 tappe e 171 chilometri lungo una strada voluta nel '700 dal Duca d'Este per collegare Modena al mare. La Via Vandelli attraversa borghi, passi appenninici e le cave di marmo delle Apuane: un cammino storico ancora poco conosciuto, tra Emilia e Toscana

C’è una strada che attraversa l’Appennino da nord a sud, scavalca il confine tra Emilia e Toscana sul passo più alto a 1.620 metri, scende tra le cave di marmodelle Alpi Apuane e finisce sul Mar Tirreno.

Si chiama Via Vandelli e ha quasi tre secoli di storia alle spalle.

Ph.: da www.vacanzeinversilia.com

Non è un cammino nato dalla devozione o dal pellegrinaggio, ma da una precisa volontà politica: quella di un duca illuminato che volle connettere la sua capitale al mare attraverso una strada che non aveva precedenti in Europa.

Oggi, ricostruita e percorribile integralmente, è una delle proposte più originali per chi vuole camminare lentamente tra due regioni, portandosi via qualcosa di più di un paesaggio.

Una strada dell’Illuminismo: le origini storiche

La Via Vandelli nasce da una necessità politica e commerciale precisa.

Nel 1738 il Duca Francesco III d’Este concepì l’idea di una via completamente lastricata che collegasse Modena, capitale del suo ducato, con il Mar Tirreno.

Era dal tempo dei romani che un’opera di questa portata non veniva progettata e realizzata. La Via Bibulca, di epoca romana, era ormai completamente inservibile e non recuperabile.

Il duca affidò l’incarico all’abate ingegnere, geografo e matematico di corte Domenico Vandelli, che nel 1728 tentò un primo tracciato ricalcando il percorso romano.

Il progetto decisivo arrivò nel 1739, più innovativo e destinato a restare nella storia. Nel 1750 fu realizzata anche la bretella da Sassuolo, che si ricollega al tracciato principale a Pavullo.

L’accelerazione definitiva arrivò nel 1741, quando il matrimonio del figlio del duca, Ercole, con Maria Teresa Cybo-Malaspina, erede del Ducato di Massa, portò Modena ad acquisire lo sbocco sul mare che cercava.

Il percorso divenne così non solo una strada di transito ma la spina dorsale di un territorio unificato sotto il ducato estense, comprendente l’attuale provincia di Modena, Reggio Emilia, la Garfagnana e la fascia costiera di Massa e Carrara.

La Via Vandelli fu la prima strada europea progettata e dotata di infrastrutture per l’alloggio e il ristoro dei viaggiatori: una gigantesca opera dell’ingegno umano, frutto dell’Illuminismo, che porta il nome del suo costruttore.

Nei secoli successivi il tracciato originale fu in gran parte assorbito dalle strade moderne, scomparve in alcuni tratti tra prati e boschi, sbiadì in sentieri secondari.

Tra il 2016 e il 2017 il trekker Giulio Ferrari intraprese un’avventura intellettuale ed escursionistica: ricostruì il percorso attraverso studi scientifici, poi lo percorse per la prima volta integralmente da Modena e Sassuolo fino a Massa.

Da quella riscoperta nasce il cammino che è possibile affrontare oggi.

Il percorso: 171 chilometri in 7 tappe

La Via Vandelli si snoda dal Palazzo Ducale Estense di Modena fino al Palazzo Ducale di Massa, in Piazza Aranci.

Chi parte da Sassuolo percorre una variante di 152 chilometri, mentre chi vuole concludere il cammino con un tuffo nel Tirreno può allungare fino a Marina di Massa, aggiungendo 6,3 chilometri al traguardo finale.

Il percorso è praticabile sia a piedi che in mountain bike e si sviluppa su un mix di sterrato, strade comunali e piste ciclabili.

Lungo la via si incontrano tre palazzi ducali, una città estense fortificata, innumerevoli torri, chiese e borghi, oltre a panorami vastissimi dal crinale tosco-emiliano fino alle Alpi Apuane.

Tappa 1: Da Modena a Puianello (27,2 km)

Il cammino inizia dal Palazzo Ducale Estense in Piazza Roma, un sontuoso edificio barocco voluto da Francesco I d’Este nel 1634, progettato da Bartolomeo Avanzini, tra le residenze più prestigiose d’Europa.

Si attraversa il centro storico passando per Piazza Grande, il Duomo e la Torre Ghirlandina, poi si imbocca la ciclabile Modena-Vignola.

Una deviazione conduce al percorso natura del Tiepido fino alla Torre Maina, da cui si sale sulle prime colline modenesi fino al Santuario di Puianello.

Il 60% del percorso è sterrato, il restante 40% su piste ciclabili.

Tappa 2: Da Puianello a Pavullo nel Frignano (27,2 km)

Le prime colline modenesi si attraversano tra vulcani di fango, calanchi e panorami sulle valli del Tiepido e del Panaro.

Ph.: da www.santuariodipuianello.it

In questa tappa la Via Vandelli del 1739 si ricollega alla variante del 1751 proveniente dal Palazzo Ducale di Sassuolo, passando per Serramazzoni. La tappa si conclude al Palazzo e Parco Ducale di Pavullo.

Superficie prevalentemente asfaltata (56%) con sterrato (44%).

Tappa 3: Da Pavullo nel Frignano a La Santona (24,4 km)

Dal centro di Pavullo il cammino raggiunge luoghi storicamente rilevanti, a partire dal Castello di Montecuccolo.

Ph.: da www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it

Si attraversa poi il borgo medievale di Monzone, si percorrono vie panoramiche fino a strutture di grande antichità come il Ponte d’Ercole e il Ponte del Diavolo.

La tappa prosegue attraverso la località di Lama Mocogno fino all’arrivo a La Santona.

Tappa 4: Da La Santona a San Pellegrino in Alpe (25,8 km)

È la tappa che si immerge più profondamente nel tracciato originale settecentesco.

Si incontrano le Capanne Celtiche e La Fabbrica, l’antica osteria voluta da Vandelli, costruita nel punto più ricco d’acqua lungo il percorso.

Il momento culminante è il Passo del Lagadello, a 1.620 metri di altitudine: il punto più alto della Via Vandelli, che segna anche il confine tra Emilia Romagna e Toscana.

Si scende poi fino a San Pellegrino in Alpe.

Tappa 5: Da San Pellegrino in Alpe a Poggio (25,8 km)

Da San Pellegrino in Alpe, con vista sulle Alpi Apuane, il cammino valica il confine regionale ed entra in Toscana, in provincia di Lucca.

Ph.: Gettyimages/e55evu

Si attraversano i paesini di Campori e Pieve Fosciana, si raggiunge Castelnuovo in Garfagnana con la sua rocca ariostesca, si passa per Pontecosi e si attraversa il suggestivo ponte ferroviario della Villetta. La tappa termina a Poggio.

Tappa 6: Da Poggio a Campaniletti (18,3 km)

Una delle tappe più spettacolari. Dal piccolo borgo di Poggio si segue quasi interamente il tracciato settecentesco originale costeggiando il lago di Vagli.

Ph.: da www.escursioniapuane.com

L’antica via scendeva fino a Fabbriche di Careggine, paese attualmente sommerso dalle acque del lago.

Si percorre la diga fino a Vagli di Sopra, poi si imbocca la Valle dell’Arnetola lungo la via delle cave di marmo fino al Passo della Tambura: da lassù si apre un panorama mozzafiato sulle Alpi Apuane, su Massa, sui promontori della Liguria, sulle isole e sul Mar Tirreno.

Si scende quindi fino a Campaniletti.

Tappa 7: Da Campaniletti a Massa (18,3 km)

L’ultima tappa parte dalla Finestra Vandelli, una piazzola di sosta voluta dall’architetto, aperta con le mine per consentire il passaggio dei carri.

Ph.: da www.viavandelli.com

Si scende lungo i tornanti della strada settecentesca sul versante della montagna fino a Resceto, poi si segue il torrente Resceto e le antiche mulattiere fino all’ingresso in città, concludendo il cammino in Piazza Aranci davanti al Palazzo Ducale di Massa.

Per chi vuole chiudere il viaggio in riva al mare, Marina di Massa è a soli 5 chilometri.

Quando andare

Le prime tappe si sviluppano in pianura, soggetta al caldo e all’afa estiva.

Il cuore del percorso si svolge in montagna, spesso nella frescura dei boschi, ma oltre i 1.000 metri di quota (che riguardano più di un quarto dell’intero tragitto) le condizioni climatiche cambiano rapidamente: neve tardiva in primavera, precipitazioni precoci in autunno.

Il versante massese delle Alpi Apuane è soggetto ad annuvolamenti improvvisi. La costa tirrenica, al contrario, presenta un clima gradevole quasi tutto l’anno.

Come organizzarsi: ospitalità e passaporto

La Via Vandelli è antichissima ma come percorso escursionistico è ancora giovane.

Non si è ancora sviluppata un’ospitalità mirata per i viandanti con ostelli dedicati, ma lungo tutto il tracciato si trovano B&B, agriturismi, alberghi, pensioni, affittacamere, campeggi e rifugi.

La numerosità e la tipologia variano di tappa in tappa: è fondamentale conoscere in anticipo dove si dorme per ogni giornata e prenotare prima di partire.

Esiste un passaporto della Via Vandelli, gratuito e non obbligatorio, che contiene informazioni sul percorso, una piccola mappa, le altimetrie e lo spazio per raccogliere i timbri delle strutture e degli uffici turistici incontrati lungo la via. Si scarica dalla pagina ufficiale del cammino.

Di seguito trovate anche qualche struttura dove poter pernottare lungo il percorso:

Antiche Vie

Cà dell’Alpino

Albergo L’Appennino

Rifugio Nello Conti

 

Informazioni utili

Per tutte le altre informazioni necessarie del caso, come ad esempio per la guida completa del percorso, si rimanda alla pagina ufficiale della Via Vandelli.

 

_ Scopri altri cammini in Italia:

 

Seguici sui nostri canali social!
Instagram –  Facebook – Telegram