Malattie da zecca: i sintomi che ogni escursionista deve conoscere
Dietro il morso di una zecca possono nascondersi infezioni serie come la malattia di Lyme e l'encefalite virale. Riconoscere i primi segnali, dall'eritema migrante alla febbre, è il modo più efficace per intervenire in tempo e tornare a camminare in sicurezza
Una passeggiata in un prato erboso o in un bosco può trasformarsi in un problema sanitario serio quando una zecca trova il modo di attaccarsi alla pelle.
Oltre al fastidiodel morso, questi piccoli aracnidi possono trasmettere infezioni capaci di interessare articolazioni, cuore e sistema nervoso.
Sapere cosa cercare nei giorni successivi al ritorno dal sentiero è il primo passo per intervenire in tempo.
Malattia di Lyme o borreliosi
La malattia di Lyme è un’infezione di origine batterica provocata dal Borrelia burgdorferi, un microrganismo che vive abitualmente nel sangue di animali selvatici come topi e cervi.
Quando una zecca morde un animale infetto può contrarre il batterio e, in un secondo momento, trasmetterlo all’uomo.
Individuata in tempo, la borreliosi non è particolarmente pericolosa: bastano alcune settimane di antibiotici per guarire.
Se invece la patologia viene trascurata e raggiunge gli stadi avanzati, può lasciare conseguenze importanti, come artrite cronica o disturbi del sistema nervoso.
L’eritema migrante, il segnale più riconoscibile
Il sintomo più caratteristico della malattia di Lyme, anche se non sempre presente, è un’eruzione cutanea di forma circolare che ricorda un bersaglio.
Sintomo della malattia di Lyme – Foto Getty Images
Gli arrossamenti compaiono nella zona del morso entro una o due settimane (in alcuni casi fino a trenta giorni) e tendono a espandersi sulla pelle: per questo vengono definiti “migranti”.
Di solito non provocano dolore né bruciore.
Sulle pelli scure il segno può essere difficile da individuare ed essere confuso con un livido, ragione in più per controllare con attenzione la zona del morso nei giorni successivi.
Gli altri sintomi della borreliosi
Insieme o al posto dell’eritema possono manifestarsi disturbi simili a una sindrome influenzale: dolori muscolari, stanchezza, mal di testa, linfonodi ingrossati.
Questi sintomi compaiono spesso a distanza di alcune settimane dal morso, anche in pazienti che non hanno mostrato segni cutanei.
In alcuni casi la malattia coinvolge il cuore, con battito irregolare o dolori al petto.
Quando l’infezione raggiunge il sistema nervoso può causare paralisi del viso, intorpidimento di gambe e braccia.
Non sono rari gonfiore e dolore alle articolazioni.
Encefalite da zecca, un’infezione rara ma presente
Diversamente dalla borreliosi, l’encefalite da morso di zecca è provocata da un virus che colpisce il sistema nervoso centrale e che si trasmette già pochi minuti dopo l’attaccamento del parassita.
In Italia l’infezione è relativamente recente: i primi casi risalgono ai primi anni Novanta.
Rimozione di una zecca – Foto Getty Images
Può ormai essere considerata endemica nelle province di Trento (41 casi fra il 1997 e il 2006), Belluno e Gorizia.
Focolai molto più consistenti si trovano in Europa Centrale: Austria, Germania, Svezia, Croazia, Finlandia, Norvegia, Ungheria, Slovenia, Polonia, parte dell’ex-URSS, Svizzera e Repubblica Ceca.
Come si manifesta e quando preoccuparsi
Nei bambini l’encefalite da zecca è praticamente asintomatica, mentre la gravità dei sintomi aumenta con l’età del contagiato.
Anche tra gli adulti colpiti solo il 30% sviluppa i segnali della malattia, che compaiono in un arco di tempo compreso tra 3 e 20 giorni dal morso e si presentano come febbre molto alta e forti mal di testa.
Spesso, dopo questa prima fase, la malattia regredisce spontaneamente senza recidive.
In una percentuale di casi compresa tra il 10 e il 20%, però, dopo un periodo asintomatico di 8-20 giorni l’infezione torna con una seconda fase che coinvolge in modo evidente il sistema nervoso centrale, con quadri di encefalite e paralisi.
Prevenzione e vaccinazione
Al momento non esiste una terapia specifica per il trattamento dell’encefalite da zecca, ma è possibile ricorrere alla vaccinazione preventiva.
Vista la rarità dei casi di contagio, viene consigliata in particolare alle categorie più esposte per ragioni professionali, come pastori, boscaioli e guardie forestali.
Quando rivolgersi al medico
La regola vale per ogni morso di zecca: se nei giorni o nelle settimane successive compare un qualsiasi sintomo anomalo rispetto al proprio stato di salute abituale (arrossamenti e infiammazioni della pelle, disturbi simil-influenzali, dolori articolari), è fondamentale rivolgersi al proprio medico senza attendere.
Camminare nei boschi, attraversare prati e radure resta una delle esperienze più appaganti per chi ama l’outdoor.
Conoscere ciò che si può incontrare lungo il sentiero, comprese le insidie meno visibili, fa parte di quella consapevolezza che rende ogni passo più sicuro e ogni ritorno a casa più sereno.
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