Cosa faccio se incontro un orso? 7 cose da fare o non fare

9 ottobre 2026 - 11:00

Incontrare un orso sui sentieri è raro, ma non impossibile. Soprattutto in autunno, quando può essere più aggressivo, è meglio essere preparati: ecco cosa fare o non fare quando ci si imbatte in questo straordinario animale

L’incontro con un orso: 7 cose da fare e non fare

A partire da fine estate, l’orso entra in una fase cruciale della sua biologia: l’iperfagia, un periodo nelquale l’animale ha bisogno di accumulare più riserve energetiche possibile in vista del letargo invernale.

Questa esigenza, che lo porta a mangiare anche ventimila chilocalorie al giorno, lo spinge ad avvicinarsi ai centri abitati attratto dai rifiuti.

La ricerca serrata di nutrimento può rendere l’animale più aggressivo e meno spaventato dall’essere umano.

Che accada perché lui si avvicina a noi o perché noi ci avviciniamo a lui camminando sui sentieri, l’incontro va sempre gestito con prudenza.

Ecco 7 cose da fare o non fare quando s’incontra un orso.

1 – Prima regola, evitare di incontrare l’orso: fate sentire che ci siete

Uno dei modi migliori per ridurre il rischio di trovarsi improvvisamente faccia a faccia con un orso è fargli sapere per tempo che stiamo arrivando.

Soprattutto nei tratti di bosco fitto, dove la visibilità è ridotta, può essere utile parlare ad alta voce, fischiare occasionalmente o comunque produrre abbastanza rumore da rendere evidente la propria presenza.

Ph.: Gettyimages/Stefano_Pellicciari

Chi si muove velocemente e silenziosamente, per esempio correndo o in mountain bike, deve prestare ancora maggiore attenzione, perché potrebbe arrivare a breve distanza dall’animale prima che questo abbia il tempo di allontanarsi.

Possono essere utilizzati anche piccoli campanelli, ma il principio è sempre lo stesso: non spaventare l’orso, bensì evitare di sorprenderlo.

Quanto allo spray anti-orso, in Italia il suo utilizzo non è liberamente consentito agli escursionisti: le recenti aperture normative riguardano specifiche categorie operative e professionali.

2 – Incontrare l’orso: improbabile, ma non impossibile

La probabilità di imbattersi in uno di questi grandi plantigradi durante un’escursione, per quanto ancora remota, oggi non è più così assurda.

Una prima cosa va messa subito in chiaro: per l’orso bruno l’uomo non rappresenta una preda appetibile.

Quindi non sarà certo lui a venirci a cercare per aggredirci, anzi, solitamente farà tutto il possibile per stare alla larga da noi.

Un incontro fortuito però può accadere e, in tal caso, se si sentisse minacciato dalla nostra presenza, potrebbe decidere di difendersi attaccando.

È quindi importante capire quali siano i comportamenti da tenere per evitare di inquietare questo simpatico bestione, che può superare tranquillamente i 130 kg di peso, arrivare ad un’altezza di quasi 2 metri, con denti e artigli formidabili.

In campo aperto riesce a correre alla velocità di 50 chilometri orari ed è anche un ottimo arrampicatore: quindi scappare è praticamente impossibile.

3 – La regola fondamentale e più difficile: calma e gesso

Quando l’incontro avviene a distanza non troppo ravvicinata (superiore ai 30 metri), conviene cambiare strada, tornando sui propri passi oppure aggirando alla larga la zona dove si trova l’orso.

Il tutto senza panico e senza fretta: meglio eseguire la manovra lentamente, tenendo sempre lo sguardo rivolto al nostro orso.

Ph.: Gettyimages/LuCaAr

Quando invece lo si incontra a distanze inferiori le cose si complicano un po’, perché agli orsi non piace essere sorpresi mentre sono intenti nelle loro faccende private.

Un orso interrotto durante il pasto può innervosirsi notevolmente, così come una mamma disturbata mentre va a spasso con i cuccioli.

È importante ricordarsi che i cuccioli non sono mai soli, quindi se vedete i piccoli muoversi da soli nel bosco, la madre sarà sicuramente nelle vicinanze!

Anche in questa situazione la prima regola è: calma e gesso!

Niente fughe precipitose, niente movimenti bruschi, men che meno atteggiamenti aggressivi. Assolutamente sconsigliato cercare di mettere in fuga l’orso lanciando sassi o bastoni!

La regola è allontanarsi piano, osservando il comportamento del plantigrado senza però fissarlo negli occhi, atteggiamento che potrebbe essere scambiato per un segnale di aggressività.

Per far capire che siamo uomini, è bene parlare (anche se si è da soli), sempre con un tono di voce basso e pacato.

4 – L’orso si alza in posizione eretta: ci vuole attaccare?

Se, nel frattempo, l’orso si alza sulle zampe posteriori, non c’è necessariamente da preoccuparsi: non si tratta generalmente di un atteggiamento aggressivo, ma del suo modo per osservarci meglio e valutare se possiamo rappresentare un pericolo.

A questo punto le cose possono andare in due modi, uno buono e uno un po’ meno.

Nella prima ipotesi Yoghi se ne va pacificamente per la sua strada e voi per la vostra.

Nel secondo avrete incontrato l’orso sbagliato, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato.

Che fare? Lo vediamo nel prossimo punto.

5 – L’orso ha un comportamento aggressivo: cosa fare?

Spiegare cosa fare quando ci si ritrova a distanza ravvicinata con un orso che assume atteggiamenti minacciosi e prova ad attaccare è un po’ come enunciare le regole di comportamento da tenere in caso di terremoto: mettersi sotto il tavolo, rannicchiarsi con la testa protetta dalle mani… sì, ma se nel frattempo ti cade addosso il palazzo?

Di certo la fuga è un’opzione molto attraente ma da escludere. Il ragazzone ci sopravanza abbondantemente per accelerazione e velocità e non andremmo molto lontano.

Ph.: Gettyimages/Dgwildlife

Anzi, non faremmo altro che assumere un atteggiamento tipico delle prede, suscitando in lui l’istinto predatorio.

Gli esperti raccomandano di continuare a mantenere la calma anche di fronte a una minaccia di attacco.

Questo perché, il più delle volte, si risolve in un bluff: l’orso finge di caricare, ma, prima di arrivare al contatto fisico, svicola tutto a mancina e se ne va per la sua strada!

Ciò detto, le fonti non sono perfettamente concordi su come affrontare “con calma” un orso che si prepara ad attaccare.

Molti consigliano di sdraiarsi lentamente pancia a terra, proteggere il collo e la testa con le mani, rimanere immobili e… fare il morto!

Strategia in cui perseverare anche nel caso in cui ci arrivasse qualche zampata di assaggio.

Non facile, certo, ma necessario.

6 – Niente foto da vicino: quella con l’orso non è una “photo opportunity”

Vedere un orso nel suo ambiente naturale è certamente un incontro eccezionale, ma non è il momento di cercare lo scatto perfetto.

Se l’orso non si è accorto della nostra presenza, la cosa migliore da fare è allontanarsi in silenzio, senza attirare la sua attenzione.

Se invece ci ha già notati, bisogna lasciargli spazio e allontanarsi lentamente, evitando di avvicinarsi per osservarlo meglio o fotografarlo.

Soprattutto, non bisogna mai seguirlo quando si allontana, neppure mantenendosi a distanza e neppure se ci si trova a bordo di un’automobile.

L’obiettivo di ogni incontro deve essere sempre lo stesso: aumentare la distanza tra noi e l’animale e lasciargli una via di fuga.

7 – Se l’orso ti segue non voltargli le spalle

Può accadere che, invece di allontanarsi, e nonostante tutte le misure di prudenza, l’orso inizi a muoversi nella nostra stessa direzione.

Anche in questo caso la cosa da non fare è mettersi a correre.

Bisogna continuare ad arretrare lentamente, senza voltargli le spalle, mantenendo sotto controllo i suoi movimenti.

È utile parlare con tono fermo, senza gridare, in modo che l’animale possa riconoscere chiaramente la presenza umana.

L’obiettivo resta quello di aumentare gradualmente la distanza e lasciare all’orso tutto lo spazio necessario per cambiare direzione e allontanarsi.

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