Il tuo cane sul sentiero: guinzaglio, museruola e parchi vietati
Guinzaglio, museruola, zone off limits e incontri pericolosi con la fauna: i parchi italiani hanno regole precise per chi cammina con un amico a quattro zampe. Conoscerle protegge il cane, gli altri escursionisti e la natura che attraversiamo
Il naso a terra, la coda che indica la strada, lo sguardo che cerca il nostro a ogni bivio.
Camminare sui sentieri con il proprio cane è un piacere che non ha paragoni,e fa bene a entrambi.
Ma nelle aree protette quel piacere segue regole precise: ignorarle può costare una sanzione o mettere in pericolo il cane e la fauna selvatica. Ecco cosa prevedono i principali parchi italiani.
Camminare a sei zampe, un benessere condiviso
Passeggiare insieme al cane migliora la qualità della vita. Quando camminiamo con lui cerchiamo il suo benessere e il nostro, due sensazioni che vanno di pari passo.
Sempre, però, nel rispetto delle regole. Anche lontano dalla città, è necessario conoscere le norme che disciplinano la conduzione dei cani lungo i sentieri di un’area protetta.
Parchi regionali e nazionali hanno regolamenti che ne disciplinano la fruizione, e gli amici a quattro zampe non fanno eccezione.
Tocca a noi adottare tutte le precauzioni necessarie a evitare che il cane disturbi gli altri escursionisti e la fauna locale.
I cani possono entrare nelle aree protette?
Di solito gli Enti parco vietano di condurre animali domestici sui sentieri senza guinzaglio.
Per avere informazioni certe conviene consultare i loro siti web.
Alcuni parchi mettono a disposizione una mappa online per verificare quali percorsi sono consentiti ai cani.
Un dettaglio da non trascurare: lo stesso itinerario può essere aperto in alcuni periodi dell’anno e vietato in altri.
I parchi dove il cane resta a casa
Ci sono aree protette in cui non è possibile pedalare o camminare in compagnia del proprio fedelissimo.
Il Parco della Mandria, a Venaria Reale, è una di queste. All’interno dei suoi 35 chilometri di recinzione vivono cervi, daini, conigli e lepri, ai quali i cani recherebbero disturbo.
C’è poi un rischio sanitario: venendo a contatto con gli animali selvatici, il cane potrebbe trasmettere o contrarre malattie infettive e parassitarie.
La stessa restrizione, spiacevole ma condivisibile, è in vigore nel Parco regionale della Maremma e nel Parco Nazionale dell’Asinara.
Zone A, B, C e D: dove serve il guinzaglio
Nei Parchi nazionali dei Monti Sibillini, del Gran Sasso e Monti della Laga e d’Abruzzo, Lazio e Molise i cani possono invece muoversi al guinzaglio nelle zone denominate B, C e D.
In linea generale, per conciliare le esigenze di chi ama la natura con quelle della conservazione, nei parchi non è consentito l’accesso con i cani nella zona A, la riserva integrale.
Ph.: Gettyimages/blyjak
Nelle zone B, di riserva generale orientata, e nelle zone C e D è previsto l’obbligo del guinzaglio.
Esistono poi norme specifiche per singoli itinerari escursionistici.
Poiché le normative sono in continua evoluzione, il consiglio è verificare sempre i regolamenti aggiornati sui siti dei singoli parchi.
Sanzioni, cani pastori e cinghiali
Per evitare che gli escursionisti incorrano in severe sanzioni amministrative per disinformazione, sul territorio sono sempre presenti cartelli di avviso.
Nei parchi dove il pascolo è un’attività consolidata, è bene evitare incontri ravvicinati con i cani pastori della zona.
Anche i cinghiali rappresentano un problema serio.
In Liguria, nel Parco Regionale di Portofino, si sono già registrati episodi di cani caricati tragicamente da questi animali, che possono reagire in modo pericoloso soprattutto quando sono con i cuccioli e si sentono disturbati da cani lasciati liberi.
Quota e stagione: quando le regole cambiano
In alcuni parchi le restrizioni dipendono dall’altitudine e dalla stagione.
Nel Parco Nazionale delle Alpi Marittime e nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, d’estate l’accesso con il cane è consentito solo lungo alcuni sentieri.
Si tratta di percorsi che restano sotto una certa quota, per non disturbare stambecchi e camosci e, dal punto di vista sanitario, per evitare la trasmissione di malattie virali.
Lo stesso problema si presenta nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, vista la presenza di lupi e orsi sensibili a malattie infettive e parassitarie.
Il guinzaglio protegge anche il cane
Il guinzaglio può sembrare una limitazione alla sua libertà, ma è anche una forma di tutela.
Il cane stesso potrebbe restare ferito da specie più grandi, per esempio da un cinghiale poco incline a socializzare.
Ph.: Gettyimages/manushot
Quando in un parco naturale il guinzaglio è obbligatorio, valgono le stesse regole di un parco urbano e, più in generale, dei luoghi aperti al pubblico.
Il cane va condotto con un guinzaglio lungo non più di un metro e mezzo, e bisogna avere una museruola a portata di mano. Anzi, nello zaino.
Museruola sì o museruola no?
La museruola non è obbligatoria nei luoghi aperti al pubblico, come i negozi, dove basta il guinzaglio. Bisogna però averla con sé.
È invece obbligatoria nei luoghi pubblici, come uffici e strutture pubbliche: musei, ufficio postale, anagrafe.
In un parco naturale il cane non è tenuto a indossarla, a meno che l’Ente non abbia stabilito una norma specifica.
Le deiezioni lungo il sentiero
In città la norma (GU n. 209 del 6 settembre 2013) e tutti i regolamenti comunali prevedono che il proprietario o conduttore rimuova le deiezioni del proprio animale.
E in un parco naturale?
Nessuno obbliga a raccoglierle, ma il buon senso suggerisce di non abbandonarle lungo i sentieri: l’escursionista che segue potrebbe non gradire questa “fortuna”.
Inoltre, una presenza eccessiva può danneggiare l’ambiente.
Quando il guinzaglio è una forma di rispetto
C’è un altro aspetto da considerare, indipendentemente dalle regole dell’Ente parco.
Alcune persone hanno un forte timore dei cani, magari per esperienze passate.
Se qualcuno ce lo fa notare, meglio evitare la risposta di rito: “Ma il mio cane è bravo, non farebbe male a nessuno”.
Anzi, la museruola va sempre portata: non deve essere indossata di continuo, ma a seconda delle circostanze può tornare utile.
L’autorità competente sul sentiero potrebbe richiederla, ed è giusto farla indossare se durante il cammino qualcuno mostra paura.
Il piacere di camminare con il cane deve rispettare le esigenze degli altri escursionisti, ed è anche per questo che gli Enti parco stabiliscono regole di fruizione.
Collaborare con i guardiaparco e il personale di sorveglianza fa parte dell’escursione, anche perché tra i loro compiti c’è la facoltà di sanzionare chi non rispetta le norme.
Il conduttore è sempre responsabile
C’è un’ordinanza di fondamentale importanza sulla tutela dell’incolumità pubblica dalle aggressioni dei cani: quella emessa dal Ministero della Salute il 6 agosto 2013 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 settembre 2013, la cosiddetta Ordinanza Martini.
All’articolo 1 stabilisce che il proprietario, o chi conduce il cane, è sempre responsabile del suo controllo.
Il cane può sempre entrare nei parchi regionali e nazionali, salvo divieti particolari. Quando il guinzaglio è obbligatorio, non deve superare un metro e cinquanta di lunghezza.
La museruola non va necessariamente fatta indossare, ma è obbligatorio portarla con sé.
Malattie e parassiti, un rischio in due direzioni
Alcuni parchi impongono norme molto restrittive perché i cani possono essere vettori di patologie pericolose per la fauna selvatica.
Alcune possono passare dall’animale all’uomo, altre possono invece essere trasmesse dagli animali selvatici al nostro cane.
L’argomento è approfondito nell’articolo “Trekking con il cane: regole per il vostro amico a 4 zampe“.
Camminare con il proprio cane significa entrare in un ambiente che non ci appartiene, abitato da specie che hanno bisogno di quiete per sopravvivere.
Le regole dei parchi non nascono per limitare un piacere, ma per renderlo possibile senza costi per nessuno.
Un guinzaglio corto, una museruola nello zaino e uno sguardo attento a ciò che ci circonda bastano a trasformare l’escursione in un gesto di rispetto: verso il cane, verso chi incrociamo sul sentiero e verso la natura che ci accoglie.