Via Francigena tra Massa e Lucca – 1° Tappa – Pontremoli Aulla

18 marzo 2020 - 9:57

Dalla piazza del Duomo iniziamo la tappa di oggi seguendo il percorso dei pellegrini che, provenendo dalla Cisa, attraversavano Pontremoli passando dalla Porta Parma. Numerosiospizi ed ospedali, come quello dei cavalieri di Tau o di Altopascio, ne assicuravano l’ospitalità sia all’entrata sia in uscita dal paese.

Anche noi dalla piazza del duomo percorriamo via Armani, via Cavour e poi, prima della torre del Casotto e del suo bellissimo ponte romanico sul torrente Verde, il moderno ponte Cesare Battisti sulla Magra, oltre il quale continuiamo per via Mazzini e via Mala-spina fino alla porta Fiorentina, dove effettuiamo una tappa d’obbligo alla chiesa di San Pietro. Distrutta dai bombardamenti dell’ultima guerra, oggi è un moderno edificio che conserva però uno splendido esemplare di “labirinto” un elemento di riflessione per i pellegrini che ritroviamo periodicamente sulla Via Francigena.

Inciso su di un blocco squadrato di arenaria e di origine forse precristiana, rappresenta sul lato superiore due cavalieri al galoppo e al centro la Terrasanta dalla quale si dipartono, come i bracci della croce, quattro fiumi diretti alle quattro parti del mondo.

I labirinti mostrano la meta finale alla quale i pellegrini devono tendere, la sconfitta del male ed il raggiungimento della redenzione, attraverso una via tortuosa, spesso di difficile percorrenza e non scevra di pericoli. E’ quanto dovremo sperimentare noi stessi in questa soleggiata tappa di Ferragosto apparentemente senza storia, in cui siamo accompagnati nei chilometri iniziali dal sindaco di Pontremoli, l’onorevole Enrico Ferri che non ha voluto mancare a questo appuntamento.

La prima parte della tappa, da Pontremoli ad Aulla, non comporta in effetti problemi svolgendosi sul nastro d’asfalto della statale 62 percorsa da file di macchine dirette verso il tradizionale pic/nic. Superiamo la borgata della S.S.Annunziata nei cui pressi si trovava una taverna/ospizio chiamata “Groppus de Tabernula” ed effettuiamo la prima sosta all’altezza del bivio per Filattiera.

Ai lati della strada e del cimitero, sorge infatti l’antica pieve di Santo Stefano di Sorano, la principale testimonianza romanica della valle della Magra. Attual-mente è priva di tetto ed oggetto di restauri nel suo intemo a tre navate. E’ quindi giocoforza limitarsi ad osservare dall’esterno il bellissimo complesso tri/absidato in cui risulta ben visibile la tecnica costruttiva lombarda riferibile ai “maestri comacini” arricchita da elementi decorativi pisani.

Faticosa, ma di grande interesse è da qui la salita alla collina dove sorge il paese di Filattiera dominato da un castello del XIII secolo, oggi lottizzato in appartamenti privati. Dal castello, percorrendo le vie medievali del borgo, si passa accanto all’ospedale di San Giacomo di Altapascio, casa privata il cui portale riporta però ancora una immagine di San Giacomo, e si giunge all’estremità opposta del paese dove accanto ad una casa/torre tipica di Filattiera sorge la chiesetta romanica di San Giorgio, di recente restaurata.

All’interno si trova una lapide tombale di difficile lettura ed attribuzione, ma che secondo Renato Stopani costituirebbe il più antico documento indiretto del passaggio di pellegrini lungo la Francigena. Risale infatti all’VIII secolo e riporta l’epitaffio di Leodgar, un vescovo missionario inviato da Roma per evangelizzare i pagani e che si sarebbe anche adoperato per l’assistenza dei pellegrini.

Ritornati sulla statale, raggiungiamo Villafranca dove i pellegrini dovevano guadare il fiume Bagnone, costeggiamo i ruderi del castello Mainido dei Malaspina e proseguiamo per circa quattro chilometri mentre la val-le dopo una strettoia torna ad allargarsi. Poco prima del bivio per Fornoli, a destra, una sterrata scende con un paio di tornanti al livello del corso della Magra che raggiunge dopo aver oltrepassato la ferrovia.

La percorriamo per visitare la chiesa di Santa Maria, fondata forse nel XIII secolo, e quanto resta dell’antico ospedale ora ridotto a malandato edificio agricolo. Chiesa e o-spedale si trovavano proprio nel punto in cui i pellegrini e viandanti potevano attraversare con meno problemi il fiume a guado e dirigersi sulla sponda destra verso il Genovesato. Ripresa la statale giungiamo ad Aulla, la Aguilla di Sigerico, una città sorta in posizione strategica alla confluenza del torrente Aulella nella Magra.

 

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