Emilia, trekking di primavera alla Pietra di Bismantova

23 marzo 2026 - 11:59

La Pietra di Bismantova unisce storia e natura. Ispirazione per il Monte del Purgatorio di Dante, si erge spettacolare sulle colline emiliane: scopriamola camminando tra panorami, borghi e tradizioni

La Pietra di Bismantova e il richiamo di Dante

La Pietra di Bismantova è uno dei luoghi più belli dell’Appennino reggiano: un grande rilievo roccioso isolato, conpareti scoscese e una sommità pianeggiante, che domina il paesaggio intorno a Castelnovo ne’ Monti.

La sua fama letteraria è legata a Dante, che nel quarto canto del Purgatorio la cita come termine di paragone per descrivere una salita aspra ma affrontabile a piedi.

Ancora oggi quel richiamo continua a definire l’identità del luogo, che il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano regala agli escursionisti come una delle sue mete simbolo.

Un itinerario ad anello intorno alla Pietra

In primavera la Pietra e i suoi dintorni sono una meta particolarmente adatta per camminare.

Il percorso chiamato in dialetto emiliano Al Gir d’la Preda, cioè “il giro della Pietra”, compie il periplo del massiccio lungo strade secondarie e tratti asfaltati, toccando nuclei come Carnola, Ginepreto, Vologno, Maro, Casale e Campolungo.

Ph.: Gettyimages/Pinosub

È un anello che si sviluppa attorno al rapporto tra la rupe, i campi coltivati, i piccoli borghi e le chiese disseminate sul versante.

Uno dei tratti più noti è quello tra Carnola e Vologno, inserito nel progetto Cuore nel Parco – Camminare Bismantova, nato per promuovere l’attività motoria in un contesto controllato e accessibile.

La lunghezza complessiva è di circa 3,7 chilometri: si parte dopo l’incrocio tra Carnola e Ginepreto, si procede verso Vologno e si attraversano campi, ruscelli e rade macchie di quercia, con punti di sosta lungo il tracciato.

Le deviazioni verso la sommità della rupe

Il Gir d’la Preda gira intorno alla Pietra collegando insediamenti agricoli, strade locali e include deviazioni verso punti di interesse.

A Ginepreto il tracciato incrocia il sentiero Spallanzani, mentre alcuni collegamenti consentono di salire verso la sommità della Pietra.

I sentieri che portano in alto permettono di raggiungere il pianoro superiore, da cui si apre la vista sulla Valle del Secchia, sui Gessi Triassici e sulle cime del crinale appenninico.

Chiese, pievi e piccoli nuclei rurali

Lungo l’anello non mancano affascinanti elementi storici e religiosi.

La chiesa di San Prospero a Vologno è uno dei maggiori punti d’interesse del percorso, mentre verso il rientro si incontra la Pieve di Campiliola, conosciuta in passato anche come Pieve di Bismantova, una delle emergenze storiche più importanti dell’area.

Ph.: Gettyimages/al_papito

Il cammino passa inoltre per località come Carnola, Maro e Casale di Bismantova.

Un modo semplice per visitare l’Appennino reggiano

Per chi vuole affrontarlo in primavera, il percorso ha il vantaggio di svilupparsi a quote relativamente moderate e su strade che permettono anche di accorciare o modulare il cammino.

Borghi, chiese, campi e foreste accompagnano la camminata raccontando la storia e la natura del territorio.

È un itinerario utile per chi vuole avvicinarsi alla montagna dell’Appennino reggiano senza affrontare subito i percorsi più lunghi e impegnativi del Parco.

 

Informazioni utili

_Il sito ufficiale del Parco nazionale dell’appennino Tosco – Emiliano

_La pagina dedicata al percorso Il cuore nel Parco

 

 

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