Emilia in primavera: trekking spettacolare al Parco dei Cento Laghi
Il Parco dei Cento Laghi è una meta ideale per la primavera tra laghi glaciali, foreste, panorami, borghi e tradizioni dell’Appennino parmense
Parco Dei Cento Laghi in primavera, un paradiso escursionistico
Il Parco Dei Cento Laghi si costituisce come un’accogliente “terra di mezzo” tra le grandicittà della Pianura Padana e l’isolato e selvaggio crinale Tosco-Emiliano.
Venne istituito nel 1995 e tutela una porzione di circa 27750 ettari dell’Appennino parmense orientale in prossimità delle province di Reggio-Emilia e Massa-Carrara.
Ph.: Gettyimages/Patrizia Molinari
Si tratta di un ambiente di media montagna ospitale e accessibile all’interno del quale una natura ancora ben conservata fa da cornice a dolci paesaggi agricoli e a tante ricchezze storiche e culturali.
È un territorio vivo e vitale dal quale l’uomo ha saputo ricavare prodotti agroalimentari apprezzati in tutto il mondo.
Si pensi solo Parmigiano Reggiano oppure al Prosciutto di Parma DOP.
Proprio lungo il crinale dell’Appennino parmense si adagiano innumerevoli specchi d’acqua di origine glaciale davvero suggestivi tutti da scoprire.
Un trekking sul filo di cresta, tra faggete estreme e praterie d’alta quota, vi porterà a visitare queste gemme dalle più diverse dimensioni, dal minuscolo lago Martini al grande lago Santo.
Infatti questo Parco, grazie alla sua vastità, offre molteplici e interessanti opportunità sia per i principianti che per gli escursionisti esperti ed esigenti.
Non resta che partire e scoprire questo meraviglioso paradiso escursionistico.
Trekking di primavera tra i laghi del Parco fino al Monte Sillara
L’inizio di questo percorso è fissato a partire dal cominciamento del sentiero CAI 707.
Dovrete quindi girare attorno al lago Ballano per poi rimontare tra i faggi fino a un’insellatura dove incrocerete anche il segnavia 707 A proveniente da Pratospilla.
Costeggerete la conca del lago Verde che intravvederete più in basso fino ad arrivare alla base di in una valletta erbosa che dovrete risalire fino alla capanna Cagnin.
Ph.: Gettyimages/Patrizia Molinari
A questo punto il sentiero tenderà a rientrare nella boscaglia composta da bassi faggi contorti, e vi farà uscire definitivamente sulle praterie superiori in corrispondenza di alcune grandi placche.
Ancora poche svolte e arriverete al piccolo lago Martini, dove è collocato anche il bivio con il sentiero che intraprenderete per il ritorno.
Una breve risalita tra i mirtilli vi farà guadagnare il passo Giovarello a 1754 metri, proprio sulla linea del crinale principale che separa l’Emilia dalla Toscana.
Seguendo poi la cresta sulla destra, oltrepasserete senza sforzo le prime due elevazioni dei monti Bragalata e Losanna.
Dal successivo passo di Compione, infine, salirete con un ultimo strappo sulla vetta del monte Sillara.
Per il rientro vi dovrete abbassare sul versante parmense piegando a destra verso i laghi Sillara.
La comoda traccia non segnalata proseguirà verso i laghi di Compione rimontando, successivamente, fino a un piccolo intaglio.
In quota ci si dovrà raccordare al lago Martini chiudendo così l’anello.
Informazioni utili
L’escursione si può affrontare con partenza da Prato Spilla, dove si trova il parcheggio da cui inizia il percorso verso il Monte Sillara seguendo il sentiero CAI 707.
Il tempo medio è di 6 ore e 30 minuti, difficoltà E (escursionistico), 750 metri di dislivello e una quota massima di 1861 metri.
Il tracciato attraversa alcuni dei punti più noti della zona, tra cui Lago Verde, Lago Martini, Laghi di Compione e Laghi Sillara, con alcuni tratti segnalati come non marcati, dettaglio da non sottovalutare.
Lungo il CAI 707, in prossimità del Lago Verde, si incontra anche la Capanna Cagnin, indicata dai Parchi del Ducato come bivacco o ricovero non gestito: può essere utile come riparo in caso di necessità, ma non va considerata come struttura di appoggio attrezzata.
In primavera, soprattutto nei tratti più alti, si possono trovare ancora fango, fondo molto bagnato e residui di neve, quindi conviene partire con scarponi da trekking, giacca antivento, acqua a sufficienza e una traccia GPS o cartografia.
La pagina ufficiale del Parco dei Cento Laghi.
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