Sicilia da camminare: Bosco della Ficuzza e Rocca Busambra
Nei Monti Sicani, tra l'antica riserva di caccia borbonica e la vetta più alta dei Sicani, un territorio dell'entroterra siciliano si racconta tra natura, biodiversità e una rinascita guidata dalla comunità di Corleone
C’è una Sicilia che non si lascia raccontare dalle spiagge affollate.
È quella che si nasconde nei Monti Sicani, dove un cuore verde di alberi secolari e paretidi roccia compone uno dei territori più affascinanti dell’isola.
Stiamo parlando della riserva naturale Orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago, una destinazione che oggi sta riscoprendo la propria identità grazie al lavoro di chi vive e custodisce questi luoghi.
A guidarci idealmente in questo viaggio è Luca Gazzara, presidente della Proloco di Corleone, impegnato a trasformare questo lembo di entroterra in un punto di riferimento per il turismo consapevole e sostenibile.
Il Bosco della Ficuzza, sulle orme dei Borbone
Il Bosco della Ficuzza è un monumento vivo, un luogo dove le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate.
Nato alla fine del Settecento per volere di Re Ferdinando III di Borbone come riserva di caccia privata, è oggi un inestimabile patrimonio collettivo, un vero santuario della biodiversità siciliana.
Bosco della Ficuzza – Foto Getty Images
Arrivando nel piccolo borgo, lo sguardo viene subito catturato dalla mole elegante della Real Casina di Caccia, palazzo neoclassico dalle linee severe ma armoniose che svetta inaspettato tra le fronde.
È il punto di partenza ideale per immergersi in una distesa ininterrotta di lecci, sughere, roverelle e frassini.
Dove un tempo riecheggiavano i corni della corte borbonica, oggi regnano il cinguettio dei rapaci e il passo silenzioso di daini, volpi e gatti selvatici.
Rocca Busambra, la “vertigine” dei Sicani
Se il bosco è quiete, basta alzare lo sguardo per incontrare la vertigine.
La Rocca Busambra, con i suoi 1.613 metri di altezza, è la vetta più alta dei Monti Sicani: un imponente massiccio di roccia calcarea con pareti a strapiombo che ricorda, a tratti, la severità dei paesaggi dolomitici.
Raggiungere la cima è un vero rito di passaggio per gli amanti del trekking in Sicilia. Il percorso si snoda tra prati d’alta quota e pietraie impervie e richiede fiato e scarponcini robusti.
Lo sforzo viene ripagato da un panorama assoluto: nei giorni spazzati dalla tramontana, lo sguardo spazia dall’Etna fumante a est fino al Mar Tirreno e ai profili delle Isole Egadi a ovest.
La missione della Proloco di Corleone
Raccontare la Ficuzza e la Busambra oggi significa inevitabilmente raccontare una storia di comunità e di rinnovamento. Ed è qui che entra in gioco la visione della Proloco di Corleone.
Attraverso manifestazioni come “Corleone libera e produttiva” e la recente creazione del Tavolo per la Promozione e lo Sviluppo del territorio, l’obiettivo di Gazzara è chiaro: slegare definitivamente questo lembo di Sicilia dagli stereotipi del passato e puntare su identità, risorse ambientali ed eccellenze enogastronomiche.
L’entroterra, in questa visione, non è una terra di passaggio ma una destinazione da vivere a passo lento.
I tesori da non perdere, tra bosco e città
Per chi decide di mettersi in cammino, sono diverse le tappe che rendono questa destinazione imperdibile, unendo l’esplorazione naturalistica al tessuto urbano di Corleone.
- Real Casina di Caccia: un tuffo nelle atmosfere della corte borbonica e nell’architettura neoclassica, cuore simbolico dell’intera riserva.
- Gorgo del Drago e Gorgo Tondo: suggestivi specchi d’acqua naturali circondati dal bosco, oasi fondamentali per la fauna locale e paradisi per la fotografia naturalistica.
- L’ascesa a Rocca Busambra: un’escursione indimenticabile, per i trekker più allenati, che regala una delle viste più ampie della Sicilia occidentale.
- La Cascata delle Due Rocche: a due passi dal centro di Corleone, il fiume San Leonardo crea uno spettacolare salto d’acqua incastonato in un canyon naturale.
Le cascate delle Due Rocche – Foto Francesco Cancellieri
La sua bellezza e fragilità sono state celebrate in un video realizzato dagli alunni delle scuole di Corleone nell’ambito del progetto Futuri Cittadini Responsabili 2.0: un segnale potente di nuove generazioni che si riappropriano del proprio patrimonio ambientale.
- Il CIDMA e il percorso della legalità: una visita a Corleone non può dirsi completa senza una tappa al Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del movimento Antimafia (CIDMA), che custodisce i faldoni del Maxiprocesso e le fotografie di Letizia Battaglia.
È il cuore pulsante di un percorso della legalità che racconta dolore, ma soprattutto coraggio e riscatto di un’intera comunità. - Il centro storico e i suoi sapori: tra piazze antiche, chiese secolari e le produzioni enogastronomiche di una terra che ha scelto di essere “libera e produttiva”, il borgo offre un completamento naturale all’esperienza outdoor.
Una Sicilia da respirare
Le parole di Gazzara restituiscono al meglio il senso di questa esperienza:
“La vera magia di questi luoghi non è solo in ciò che si vede, ma in ciò che si respira e nelle storie di chi oggi li custodisce.”
Quella che si scopre tra il Bosco della Ficuzza, la Rocca Busambra e Corleone è una Sicilia in cui la natura non è semplice sfondo, ma protagonista di un tessuto sociale in pieno fermento.
Un territorio che chiede di essere attraversato a passo lento, con scarponi ai piedi e zaino in spalla, per riconoscere in ogni sentiero, in ogni vetta e in ogni borgo l’anima più verde e autentica dell’isola.
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