Vulcani attivi e sentieri dimenticati: le Eolie che non trovi su Instagram
Le Eolie che circolano sui social media sono quelle di Stromboli di notte, con la lava che scende verso il mare, e quelle di Panarea con gli yacht ormeggiati nella caletta di San Pietro. Sono immagini reali, ma rappresentano due isole su sette. Le altre cinque vivono una dimensione completamente diversa
Filicudi e Alicudi sono le più remote dell’arcipelago. Su Alicudi non ci sono strade asfaltate: ci sono mulattiere e scale di pietra che salgono dal porto verso iterrazzamenti abbandonati del versante.
I pochi abitanti che restano tutto l’anno si spostano a piedi o in barca. Gli asini erano fino a qualche decennio fa l’unico mezzo di trasporto per le merci: alcune famiglie li usano ancora. Portare i bagagli a mano su per i gradini che salgono dal porto è parte integrante dell’esperienza.
Filicudi ha un’archeologia subacquea eccezionale. Il relitto della Nave dei Cretesi, una imbarcazione del XIII secolo avanti Cristo, è uno dei ritrovamenti preistorici più importanti del Mediterraneo.
I fondali intorno all’isola conservano altri relitti e una flora e fauna marina in ottimo stato di conservazione. Per i subacquei con esperienza, è uno dei siti più interessanti delle isole italiane.
Salina è la più verde, con i due coni vulcanici spenti, la Fossa delle Felci e il Monte dei Porri, coperti di vegetazione fitta. I vigneti da cui si produce la Malvasia delle Lipari DOC si alternano ai boschi di leccio e castagno.
Il sentiero che collega i due crateri richiede circa quattro ore di cammino tra boschi e punti panoramici sull’arcipelago: è tra i percorsi trekking più completi delle isole minori italiane.
Santa Marina Salina è il paese principale, con una vita quotidiana che in bassa stagione ha ancora la qualità di un posto non costruito per i turisti.
Per raggiungere le Eolie in traghetto, le partenze sono principalmente da Milazzo e, con frequenza inferiore, da Napoli e Palermo.
TraghettiLines è lo strumento più usato in Italia per cercare e confrontare le rotte: aggrega le compagnie operative sull’arcipelago con la possibilità di filtrare per rotta, orario e tipo di sistemazione.
Per chi organizza un giro su più isole in sequenza, è utile anche per pianificare i collegamenti interni tra un’isola e l’altra, che seguono orari diversi rispetto alle rotte dal continente.
Vulcano è la prima isola che si raggiunge da Milazzo, e la più accessibile. La salita a Gran Cratere dura circa quarantacinque minuti su un sentiero di cenere e lapilli: l’odore di zolfo è intenso già dal porto, e aumenta man mano che si sale.
Dall’orlo del cratere si vede la colata di lava solidificata del 1888, l’ultima eruzione documentata. Le terme di fango nel porto, dove acque calde si mischiano con il mare, sono frequentate soprattutto dagli abitanti di Lipari e dai turisti che arrivano in giornata.
Lipari è la più grande e la più attrezzata dell’arcipelago, con un centro storico che vale una visita indipendentemente dal resto.
Il museo archeologico delle Eolie, nel castello di Lipari, raccoglie una delle collezioni di ceramiche preistoriche più complete del Mediterraneo: i materiali provengono dagli scavi condotti sull’isola a partire dagli anni Cinquanta.
La pumice estratta nei secoli scorsi dai giacimenti del versante nord ha modellato il paesaggio in modo visivamente straordinario, con le cave bianche che scendono verso il mare.
I sentieri vulcanici dell’arcipelago richiedono preparazione adeguata. La salita a Stromboli si effettua solo con guide certificate, obbligatorie sopra i quattrocento metri per ragioni di sicurezza: l’attività vulcanica è continua e imprevedibile.
Portare scarpe da trekking con suola robusta, non sandali o scarpe da ginnastica, è la prima regola per qualsiasi escursione nell’arcipelago.
L’estate è il periodo con più frequenze di traghetto, ma giugno e settembre sono le finestre migliori per camminare: le temperature sono più miti e i sentieri meno affollati.