Trekking sull’Etna e dintorni: sentieri, regole di accesso e come arrivare
Sull'Etna conviene cominciare a camminare quando il sole è basso: la luce è migliore, la temperatura più sopportabile e le nuvole che spesso avvolgono la vetta nel pomeriggio non sono ancora salite. Il problema è arrivare all'attacco dei sentieri all'alba, perché i mezzi pubblici per Nicolosi o Linguaglossa partono tardi e sono pochi.
Per questo molti escursionisti atterrano a Fontanarossa e prendono un’auto; chi non ha la carta di credito può valutare un noleggio auto Catania senza carta dicredito e pagare con la carta di debito.
In questa guida ci sono i versanti principali, alcuni itinerari fuori dal vulcano e le regole da controllare prima di partire.
Prima di tutto: le ordinanze
L’Etna è un vulcano attivo e l’accesso alle quote alte non è mai scontato. Dipende dalla fase di allerta stabilita dalla Protezione civile e dalle ordinanze dei Comuni del versante.
A titolo di esempio, nel 2023 un’ordinanza di Nicolosi consentiva, in fase di “attenzione”, l’escursionismo senza guida sui sentieri segnalati sopra i 2.500 metri nella zona sommitale, mentre la cosiddetta Zona a Pericolosità Permanente, quella dei crateri attivi, resta accessibile solo con guide autorizzate.
Sul versante nord, nel territorio di Linguaglossa, le regole per le quote alte prevedono a loro volta l’accompagnamento di una guida.
Le condizioni cambiano spesso. Ad agosto 2026 è stata segnalata un’attività eruttiva con chiusura dei crateri sommitali, e non è detto che la situazione sia la stessa quando leggerete queste righe.
La regola è semplice: la sera prima consultate l’ordinanza in vigore sul sito del Comune di riferimento e i bollettini dell’INGV, e chiedete conferma al rifugio o alle guide.
Etna Sud: Rifugio Sapienza e i crateri Silvestri
Il versante sud è il più frequentato. Da Catania si sale verso Nicolosi e si arriva al piazzale del Rifugio Sapienza, a 1.923 metri, in circa un’ora di macchina. Qui ci sono parcheggi, bar e la partenza della funivia, che porta fino a circa 2.500 metri.
Per chi vuole scaldare le gambe, i crateri Silvestri, proprio accanto al piazzale, sono un giro breve e senza difficoltà.
Si cammina sui bordi di due coni spenti formati dall’eruzione del 1892, con vista sul golfo di Catania nelle giornate limpide.
Dalla stazione di monte della funivia, se l’ordinanza lo consente, si può proseguire a piedi sui sentieri segnalati.
In alternativa si sale da sotto senza funivia, lungo la pista, con un dislivello di circa seicento metri su terreno di cenere e lapilli: faticoso, ma è il modo più economico. Partendo presto dal piazzale si evita il flusso di gruppi organizzati della tarda mattinata.
Valle del Bove: il balcone sul vuoto
La Valle del Bove è l’enorme depressione sul fianco orientale del vulcano, larga diversi chilometri, dove si sono riversate molte colate recenti. Vederla dall’alto è uno dei momenti più forti di un’escursione sull’Etna.
Un punto di partenza molto frequentato è la zona della Schiena dell’Asino, raggiungibile a piedi dal versante sud.
Il sentiero sale nel bosco e poi esce sulla cresta, con il precipizio della valle davanti. I tempi variano molto in base al percorso scelto: calcolate almeno mezza giornata e verificate la traccia sulle carte del Parco dell’Etna.
Etna Nord: Piano Provenzana e le pinete
Il versante nord ha un carattere diverso: meno strutture, più boschi di pini larici e betulle, atmosfera più silenziosa.
Si arriva da Linguaglossa fino a Piano Provenzana, a circa 1.800 metri, con una strada panoramica che attraversa le pinete. In auto da Catania serve un’ora abbondante.
Da Piano Provenzana partono escursioni tra i crateri laterali e le colate del 2002, oltre ai sentieri nella pineta di Linguaglossa, adatti anche nelle giornate in cui la vetta è chiusa. Per salire verso le quote alte, sul versante nord serve una guida autorizzata.
Fuori dal vulcano: tre alternative
Quando il vento soffia forte in quota o i crateri sono chiusi, la Sicilia orientale offre altre camminate a poca distanza.
- Gole dell’Alcantara. Il fiume ha scavato un canyon nel basalto, con pareti a colonne prismatiche. Si raggiungono in circa un’ora da Catania. D’estate si cammina nell’acqua gelida, quindi servono sandali da torrente o calzari; l’accesso è regolato e in parte a pagamento.
- Riserva di Vendicari. Sulla costa tra Noto e Marzamemi, sentieri pianeggianti tra pantani, spiagge e la tonnara abbandonata. Ideale per una giornata di riposo attivo, con il binocolo per gli uccelli in migrazione.
- Cavagrande del Cassibile. Un canyon profondo vicino ad Avola, con laghetti sul fondo. La discesa è ripida e alcuni sentieri sono stati chiusi in passato per frane: verificate l’accessibilità con l’ente gestore prima di partire.
Nessuno di questi luoghi è comodo da raggiungere con i mezzi, ed è qui che l’auto diventa davvero utile: in una settimana si alternano giornate sul vulcano e giornate al mare senza dipendere dagli orari degli autobus.
Auto senza carta di credito: cosa serve
Il metodo più diffuso è la carta di debito, accettata da molte agenzie per il pagamento e per il deposito cauzionale.
Deve essere nominativa e intestata al conducente principale, con fondi sufficienti a coprire la cauzione, il cui importo varia a seconda dell’auto ed è indicato nella scheda dell’offerta.
Alcune agenzie locali accettano il contante per il saldo e la cauzione al ritiro.
Al momento della prenotazione si paga online un anticipo, in genere tra il 15 e il 20%, con una carta bancaria.
Al ritiro, all’aeroporto di Fontanarossa o in un ufficio in città, servono patente, documento d’identità, carta di debito e voucher.
Per le strade di montagna basta un’utilitaria con un motore non troppo piccolo: la salita al Sapienza è lunga ma asfaltata.
Lo zaino per l’Etna
In quota la temperatura può essere molto più bassa che sulla costa, anche d’estate, e il vento cambia la percezione del freddo. Il terreno vulcanico è abrasivo e scivoloso.
- Scarponi alti con suola robusta: la cenere entra nelle scarpe da ginnastica e i lapilli le consumano.
- Giacca antivento, pile e cappello, anche ad agosto.
- Almeno due litri d’acqua a testa: sopra il Sapienza non ci sono fontane.
- Crema solare e occhiali, perché il riverbero è forte.
- Bastoncini per la discesa sulla sabbia vulcanica.
- Telefono carico e la traccia scaricata offline: la nebbia arriva in pochi minuti.
Mettete la sveglia presto, controllate l’ordinanza del giorno e lasciate al rifugio o a qualcuno a valle l’itinerario che intendete fare.
Se in quota le nuvole si chiudono, scendete: il cratere sarà lì anche domani.
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