Val d’Orcia spettacolare, tra colline e fortezze: trekking a Radicofani
Con la primavera alle porte la Val d'Orcia è un paradiso per gli appassionati di trekking: un itinerario tra borghi medievali, natura e panorami unici
Trekking in Val d’Orcia: borghi medievali, panorami indimenticabili
La Val d’Orcia è Toscana allo stato puro: colline, strade bianche, poderi isolati, crinali chedisegnano linee dolci.
Dal 2004 è nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come paesaggio culturale.
Qui, tra Contignano e Radicofani, si cammina in un tratto bellissimo.
E poi quella presenza costante, in fondo: la rocca di Radicofani, che si vede da lontano e ti accompagna per buona parte del percorso.
Contignano è una manciata di case raccolte attorno a un nucleo fortificato.
Il suo castello conserva l’impianto medievale con due porte: una accanto al torrione (l’antico cassero), l’altra lungo le mura a nord, chiamata Porticciola.
Radicofani è l’opposto: un borgo appeso, arroccato ai piedi di uno sperone basaltico.
Sopra, la Rocca, a 896 metri, citata per la prima volta nel 973.
L’itinerario: trekking da Contignano a Radicofani
Un centinaio di metri fuori dal centro storico di Contignano, una carrareccia scende al fosso delle Truciole. Si cammina costeggiandolo fino a raggiungere l’Orcia.
È un tratto che alterna terreno agricolo e vegetazione lungo l’acqua, con un’aria di valle che cambia subito rispetto al borgo.
Lungo il percorso si “occhieggia” l’antica pieve romanica di San Pietro in Campo: una presenza discreta, ma perfetta per ricordare che qui, anche fuori dai paesi, la storia ha lasciato segni. Poi si prosegue “controcorrente” sulla sinistra idrografica del fiume.
Ph.: Gettyimages/ViliamM
Arriva uno dei passaggi chiave dell’itinerario: il guado dell’Orcia, indicato in prossimità del Pian del Re. È un punto che va preso per quello che è: un guado vero, quindi legato alle condizioni del fiume e alle piogge dei giorni precedenti.
Superato l’Orcia, la via confluisce al km 18 della strada per Radicofani. Oltrepassato il ponte, si sale a sinistra sul crinale. Qui il paesaggio cambia: entrano in scena calanchi, tratti più aspri, alternati a lecci e ginestre. È una Val d’Orcia diversa da quella “cartolina”, più ruvida, più segnata.
Si raggiunge il Casolare Sansano (460 m), poi si scende lungo il torrente Socenna. Attraversata una strada asfaltata, si prosegue sulla pista verso il Podere Migliari (523 m). La salita finale verso Radicofani arriva dopo, quando ormai la rupe basaltica è lì, vicina, e la rocca sembra sempre più grande.
Prima dell’ultimo tratto, c’è un punto che vale una sosta anche solo per il valore pratico e storico: la Fonte Antese.
Si trova ai piedi della rupe, verso levante, e il Comune di Radicofani ricorda che è citata già nello Statuto comunale del 1255.
È una di quelle presenze “minime” che raccontano il senso dei luoghi: una “cannella”, una vasca in pietra basaltica, un grande abbeveratoio.
E intorno, l’incrocio di antiche strade che scendevano verso la valle.
Poi si entra a Radicofani.
E si capisce subito perché questo borgo abbia avuto un ruolo strategico per secoli: è un punto alto, di controllo, legato alle grandi vie di transito tra nord e sud.
Radicofani: la rocca e il borgo
La Rocca di Radicofani domina dall’alto il paese e una porzione ampia di territorio tra Val d’Orcia e Amiata. È costruita su uno sperone di basalto a 896 metri e le fonti la citano già nel 973.
Oggi è visitabile e resta il punto migliore per leggere la geografia dei dintorni: colline, vallate, linee di crinale che si inseguono.
Ph.: Gettyimages/Sergio Nogueira
A Radicofani è legata anche la figura di Ghino di Tacco, personaggio diventato celebre tra storia e letteratura.
Le fonti ricordano che nel 1290 riprese la sua attività di fuorilegge e che la zona di Radicofani è parte del suo racconto biografico, con la rocca spesso evocata come luogo simbolico.
Ma Radicofani non è solo la sua rocca.
Il centro storico ha altri dettagli che meritano tempo.
La Chiesa di San Pietro, indicata come chiesa principale del borgo, è un edificio romanico-gotico e custodisce opere in terracotta invetriata legate ad Andrea della Robbia.
Sono opere che spostano l’attenzione dal panorama alla materia: luce, colore, smalti: un controcanto perfetto alla pietra scura della rupe.
Informazioni utili
Il sito ufficiale della Pro Loco di Contignano è ricco di informazioni utili per organizzare il viaggio e godere di tutte le bellezze del borgo.
Il sito ufficiale del Museo e Rocca di Radicofani
A settembre a Radicofani si tiene il Palio del Bigonzo. Le quattro contrade del paese si sfidano con i bigonzi, gli antichi recipienti per portare le uova, e correndo per le vie del borgo raggiungono Piazza San Pietro, dove verrà dichiarato il vincitore.
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