Trentino Alto-Adige: 5 camminate per godersi le fioriture più belle

4 maggio 2026 - 10:22

Cinque itinerari in Trentino per vivere il meglio delle fioriture primaverili: dai meleti della Val di Non ai pascoli del Lagorai, fino ai panorami sul Garda tra crocus, narcisi e peonie

Trentino Alto-Adige: 5 itinerari alla scoperta delle fioriture di primavera

La primavera in Trentino è uno spettacolo: i prati di montagna si accendono di colori, trameleti in fiore, pascoli punteggiati di crochi e versanti alpini dove sbocciano specie rare.

Ecco cinque itinerari accessibili ma estremamente scenografici, ideali per immergersi nelle fioriture più belle.

1 – Tra gli alberi in fiore della Val di Non: il percorso Al Meleto

Il percorso “Al Meleto” parte dal centro di Romallo, nel cuore della Val di Non, e segue un anello semplice e ben segnalato tra meleti e brevi tratti boschivi.

Dalla piazza si costeggia la chiesa di San Vitale e si imbocca la viabilità rurale che entra subito tra i frutteti: è il tratto più caratteristico, soprattutto in primavera, quando i filari in fiore creano un paesaggio continuo di petali bianchi e rosa.

Ph: Gettyimages/clodio

Seguendo le indicazioni del percorso didattico si procede tra strade agricole e sentieri, accompagnati da pannelli informativi dedicati alla coltivazione della mela.

Dopo una prima parte quasi pianeggiante, il tracciato scende gradualmente verso la zona del torrente Novella, dove un breve sentiero conduce a una piccola cascata.

Qui l’ambiente cambia, diventando più fresco e ombreggiato, prima di aprirsi su ampi scorci panoramici: si affacciano il Lago di Santa Giustina, la forra del Novella e, sullo sfondo, le Dolomiti di Brenta.

Si continua a scendere fino alla località San Biagio, in prossimità dell’ingresso al Parco Fluviale Novella, punto più basso dell’itinerario.

Da qui inizia la risalita verso Romallo, che avviene lungo un percorso progressivo, in parte segnato da una Via Crucis, fino a rientrare nel paese chiudendo l’anello.

Nel complesso si tratta di una camminata breve (circa 5 km, 1 ora e 45 minuti, 150 metri di dislivello), lineare da seguire e particolarmente gratificante nel periodo della fioritura dei meleti.

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2 – Tra pascoli e fioriture ai piedi del Lagorai: da Varena a Spianez

Questa facile escursione in Val di Fiemme parte dal piccolo centro di Varena e si sviluppa su un percorso lineare tra prati aperti e pascoli, con un’esposizione soleggiata e panorami ampi sulla valle e sulla catena del Lagorai.

È un itinerario semplice, lungo circa 8,5 chilometri tra andata e ritorno, con dislivello contenuto, adatto anche a famiglie e in gran parte percorribile con passeggino.

Ph: Gettyimages/FashionAnatomy

Dalla piazza principale si scende verso la chiesa e, appena sotto, si imbocca una strada pianeggiante che costeggia il cimitero. Da qui si prosegue senza possibilità di errore lungo una sterrata ampia e regolare che attraversa prati aperti, mantenendo sempre una visuale molto aperta sul fondovalle.

Il tracciato, sempre dolce e senza difficoltà, conduce in circa due chilometri e mezzo a Maso Spianez, punto di arrivo dell’itinerario.

Durante la camminata, soprattutto tra maggio e inizio estate, i prati si riempiono di fioriture spontanee.

Crochi, genziane e ranuncoli colorano i pendii al margine del bosco, mentre non è raro incontrare mucche al pascolo. Il contesto è tranquillo ma mai isolato, con numerosi paesi visibili tutt’intorno che punteggiano il paesaggio.

Il rientro avviene sullo stesso percorso dell’andata.

L’unica attenzione, per chi utilizza il passeggino, riguarda l’ultimo tratto dove il fondo può essere leggermente più sassoso.

Nel complesso è una passeggiata rilassante e molto panoramica, ideale per godersi le prime fioriture di montagna senza affrontare dislivelli o terreni impegnativi.

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3 – Tra peonie e narcisi: i pascoli di Dromaè sopra il Lago di Ledro

L’itinerario verso Dromaè, con partenza da Mezzolago, è una delle escursioni più spettacolari della Valle di Ledro in tarda primavera, quando i pendii si coprono di fioriture diffuse.

Il percorso, piuttosto lungo e con dislivello significativo (circa 12 km e quasi 1000 metri di salita), si sviluppa tra boschi, pascoli e tracce storiche, con continui affacci sul Lago di Ledro.

Ph: Gettyimages/Wirestock

Dal paese si risale lungo la strada principale fino a imboccare una forestale; dopo un primo tratto si devia a sinistra seguendo il sentiero botanico, uno dei segmenti più interessanti dell’escursione.

Qui il cammino si snoda tra pannelli informativi e vegetazione ricca, permettendo di osservare da vicino peonie selvatiche, narcisi, orchidee e altre specie alpine.

Terminato questo tratto, si rientra sulla strada forestale che sale con pendenza regolare fino al belvedere di Dromaè, punto panoramico di grande impatto da cui lo sguardo spazia dal gruppo dell’Adamello fino al Lago di Garda e alle montagne del Tremalzo.

Dal belvedere si scende brevemente per poi risalire verso i casinei, le caratteristiche baite d’alpeggio circondate dai prati dove, tra maggio e inizio giugno, si concentra la fioritura più intensa di narcisi e peonie.

In quest’area sono ancora visibili trincee, gallerie e resti militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale, testimonianza del passato di confine della valle.

Per il rientro si segue la strada forestale che riporta a Mezzolago, chiudendo un anello vario e panoramico.

Nel complesso è un’escursione completa, che unisce botanica, paesaggio e storia, consigliata a chi ha un minimo di allenamento e vuole vivere una delle fioriture più scenografiche del Trentino.

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4 – Val del Parol e le fioriture del Monte Baldo: trekking nel “Giardino d’Europa”

Nel cuore del Monte Baldo, affacciato come un balcone naturale sul Lago di Garda, questo itinerario nella zona della Val del Parol è uno dei più rappresentativi per scoprire la straordinaria biodiversità del massiccio, celebre fin dal Quattrocento tra botanici ed erboristi.

Il percorso prende avvio dal Rifugio Graziani e si sviluppa su un anello di media lunghezza (circa 10,5 km e poco più di 500 metri di dislivello), tra pascoli aperti e ambienti più selvaggi.

Ph: Rifugio Albergo Graziani

Si parte seguendo la strada sterrata che conduce a Malga Campo, attraversando praterie d’alta quota già ricche di fioriture tra fine primavera e inizio estate.

Da qui si prosegue sul sentiero che sale verso Bocca Paltrane, punto di passaggio panoramico, per poi scendere sul versante opposto entrando nella più isolata Val del Parol.

È in questo tratto che il paesaggio si fa più vario e interessante dal punto di vista botanico: tra maggio e luglio si incontrano orchidee, gigli, genziane e cespugli di rododendro e mirtillo, mentre sulle rocce più aride può comparire anche il raro geranio argenteo.

Nei prati aperti, invece, spicca spesso il giallo acceso del botton d’oro, una delle fioriture simbolo del Baldo.

Il percorso prosegue fino a Malga Campei, mantenendo un andamento piacevole e mai troppo impegnativo, per poi chiudere l’anello tornando verso il Rifugio Graziani lungo un tracciato più dolce e panoramico, con belle vedute sull’altopiano di Brentonico.

Nel complesso è un’escursione varia e accessibile, ideale per immergersi nei colori della primavera alpina in uno dei contesti floristici più ricchi d’Europa.

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5 – Crocus e panorami sul Garda: il Monte Casale in primavera

La salita al Monte Casale è un’escursione breve e panoramica sopra la Valle del Sarca, particolarmente suggestiva in primavera quando i prati sommitali si riempiono di crocus e altre fioriture dai toni vivaci.

Il punto di partenza è la località Le Quadre, raggiungibile con strada a pagamento, da cui si sviluppa un itinerario semplice (circa 2,5 km e poco più di 150 metri di dislivello) adatto anche a camminatori poco esperti.

Ph: Gettyimages/Tinieder

Dal parcheggio si segue la strada sterrata in salita, superando il cartello di Le Quadre e proseguendo fino a uscire sui prati aperti che caratterizzano la parte alta della montagna.

A un bivio si tiene la destra in direzione del Rifugio Don Zio, raggiungibile con una breve ma più decisa salita che regala già ampie vedute verso il Lago di Garda e le montagne circostanti.

Oltre il rifugio si attraversa un breve tratto tra gli alberi per poi uscire nuovamente allo scoperto, dove si punta facilmente verso la cima, riconoscibile anche per la presenza di un’antenna.

Dalla vetta, a 1631 metri, il panorama è molto ampio: lo sguardo abbraccia l’intera Valle del Sarca, il Lago di Toblino, le Dolomiti di Brenta e, nelle giornate limpide, anche le cime dell’Adamello.

Nei prati intorno alla vetta, tra maggio e inizio estate, si concentra la fioritura più scenografica, con distese colorate che rendono questo itinerario particolarmente appagante nonostante la brevità.

Il rientro avviene sullo stesso percorso dell’andata. Si tratta di una camminata semplice ma molto panoramica, ideale per una mezza giornata tra natura e grandi vedute, nel periodo in cui la montagna si accende dei colori della primavera.

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