Trentino, Valle dei Mòcheni con l’e-bike tra montagne e panorami
Un itinerario in e-bike in Trentino, nella bellissima Valle dei Mòcheni, un vero paradiso naturalistico da conoscere pedalando tra strade forestali, masi, tradizioni antiche e spettacolari panorami sul Lagorai e il Brenta
Trentino bellissimo in e-bike: la spettacolare Valle dei Mòcheni sui pedali
Nel Trentino orientale, tra Valsugana, l’Altopiano di Piné e le montagne del Lagoraisi allunga una valle meno conosciuta ma preziosa come un segreto custodito da millenni da un antico popolo di origine germanica.
Parliamo della Valle dei Mòcheni, che segue il corso del torrente Fersina fino all’area di Pergine Valsugana.
Circondata da boschi, punteggiata da masi e montagne, si raggiunge da Pergine Valsugana risalendo verso Sant’Orsola Terme e Palù del Fersina, oppure dall’Altopiano di Piné attraverso il Passo del Redebus, collegamento tra i laghi di Serraia e delle Piazze e la parte più interna della valle.
In mòcheno, l’antica lingua locale tramandata dalla minoranza di lingua germanica insediata negli antichi borghi di Fierozzo, Frassilongo e Palù del Fersina, la valle prende il nome di Bersntol.
Il paesaggio regala montagne e panorami unici, ma anche il racconto delle tradizioni dei Mòcheni e i segni delle loro antiche attività minerarie, come nell’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus e della miniera Gruab va Hardimbl sopra Palù.
Il giro in e-bike da Piné permette di attraversare questo paradiso naturalistico del Trentino in un unico anello.
Si parte da Baselga di Piné, vicino al Lago di Serraia, si sale verso il Redebus, si entra nella valle del Fersina e si prosegue su strade forestali e tratti in quota fino alla Bassa in Panarotta, sopra i 2.000 metri.
Inforchiamo i pedali e andiamo a goderci lo spettacolo della natura e le antiche tradizioni della Valle dei Mòcheni.
Trentino, in e-bike nella Valle dei Mòcheni: il giro in quota da Piné alla Panarotta
L’Altopiano di Piné e la Valle dei Mòcheni sono un vero paradiso per gli appassionati di e-bike.
I paesaggi che accompagnano la pedalata sono indimenticabili: i laghi di Serraia e delle Piazze, i borghi di Baselga e Bedollo, i boschi che salgono verso il Passo del Redebus, il selvaggio torrente Fersina, i masi sparsi, i versanti ripidi e dorsali del Lagorai.
Il giro in quota che parte da Piné permette di attraversare questi ambienti in un unico anello, partendo dal Lago di Serraia e salendo fino alla zona della Bassa in Panarotta, sopra i 2000 metri.
È un itinerario pensato per e-bike o mountain bike con gomme da sterrato, non per una pedalata leggera su pista ciclabile. La lunghezza, il dislivello e il fondo richiedono preparazione, controllo della bici e buona gestione della batteria.
La partenza è a Baselga di Piné, in località Lido, vicino al Lago di Serraia.
Lo specchio d’acqua, principale lago dell’altopiano, si trova intorno ai 1000 metri di quota ed è circondato da prati, boschi e canneti.
Da qui il percorso lascia progressivamente l’ambiente lacustre e sale verso l’interno, seguendo strade secondarie e forestali che portano verso la soglia della Valle dei Mòcheni.
Dal Lago di Serraia al Passo del Redebus
La prima parte del giro serve a guadagnare quota e a spostarsi dall’Altopiano di Piné verso il Passo del Redebus.
La salita attraversa un paesaggio di boschi, radure e piccoli centri abitati, con l’asfalto che lascia spazio a tratti su fondo più montano.
L’e-bike aiuta a mantenere una pedalata regolare, ma il dislivello comincia già qui a farsi sentire.
Il Passo del Redebus è uno dei punti più importanti dell’itinerario.
Collega l’altopiano alla Valle dei Mòcheni e introduce in un ambiente più chiuso, con il Lagorai che diventa il riferimento principale della pedalata.
Nei pressi del passo si trova anche l’area archeologica di Acqua Fredda, a circa 1450 metri di quota, uno dei siti più rilevanti del Trentino per la metallurgia preistorica.
Qui sono stati rinvenuti forni fusori della tarda età del Bronzo, datati tra il XIII e l’XI secolo a.C., usati per la lavorazione del rame.
Il giro in bici non prevede necessariamente una sosta lunga, ma il passaggio aggiunge un elemento concreto alla salita: queste montagne non sono state solo luogo di pascolo e transito, ma anche area di estrazione e lavorazione dei minerali fin dall’antichità.
Dentro la Valle dei Mòcheni, tra masi e strade forestali
Dal Redebus si entra nel territorio della Valle dei Mòcheni, chiamata Bersntol in lingua mòchena.
La valle è una delle aree del Trentino dove è tutelata una minoranza linguistica di origine germanica, presente soprattutto nei comuni di Fierozzo, Frassilongo e Palù del Fersina.
Lungo l’itinerario questa presenza emerge nei toponimi, nei masi sui versanti, nelle frazioni distribuite in quota e nel rapporto stretto tra abitato, bosco e prati.
Foto: Marco Simonini
Il tracciato si sviluppa prevalentemente su strade forestali o minori, attraversando paesi e nuclei di montagna.
Non è un percorso costruito su un fondovalle regolare: si pedala spesso sui fianchi della valle, con salite, cambi di pendenza, tratti ombrosi e aperture verso le dorsali del Lagorai.
I masi compaiono sui pendii, a volte isolati, a volte raccolti in piccoli gruppi, circondati da prati, fienili e boschi.
In questa parte l’e-bike diventa particolarmente adatta.
Non elimina la fatica, ma permette di affrontare rampe e dislivelli senza trasformare il giro in una prova per pochi ciclisti molto allenati.
Serve comunque una guida attenta: il percorso può alternare fondo compatto, sterrato, tratti più sconnessi e discese dove è necessario controllare velocità e traiettoria.
Verso Palù del Fersina e la montagna del Lagorai
Proseguendo nella parte alta della valle, il percorso si avvicina ai territori di Palù del Fersina, uno dei luoghi più legati alla cultura mòchena. Sopra il paese partono sentieri verso il Lago di Erdemolo, il Rifugio Sette Selle e le zone alte del Lagorai.
Il giro in e-bike non entra nei sentieri escursionistici d’alta quota, ma pedala dentro lo stesso sistema di valli, boschi e pascoli che porta verso quelle mete.
Nella zona di Palù si trova anche la miniera Gruab va Hardimbl, legata alla storia estrattiva della valle.
La miniera, oggi visitabile con accesso guidato secondo modalità e periodi stabiliti, testimonia una lunga attività mineraria iniziata nel Cinquecento e cessata nell’Ottocento.
Il percorso non è pensato come visita culturale approfondita, ma questi riferimenti aiutano a capire perché la Valle dei Mòcheni abbia un’identità così distinta rispetto ad altre valli trentine.
Salendo ancora, la strada porta verso gli ambienti più alti del giro.
I paesi restano più in basso, le forestali attraversano boschi e pascoli, e la bici raggiunge progressivamente la zona della Panarotta.
Qui il percorso arriva alla Bassa, a poco più di 2000 metri, il punto più alto dell’anello.
La Bassa in Panarotta e la vista verso il Brenta
La Bassa in Panarotta è il passaggio più alto e più impegnativo dell’itinerario.
Arrivarci dopo chilometri di salita e strade forestali richiede una buona gestione dello sforzo e dell’assistenza elettrica.
Il percorso ufficiale segnala proprio questa quota come uno dei motivi principali del giro: dalla zona della Bassa si può osservare la dorsale del Gruppo del Brenta, che appare oltre le valli e i rilievi del Trentino centrale.
La Panarotta è un riferimento noto della zona, frequentato nelle stagioni senza neve per escursioni, mountain bike e strade panoramiche, oltre che legato agli sport invernali.
Per chi arriva in e-bike, la parte alta del giro è il tratto in cui la montagna si fa più aperta: boschi, pascoli, sterrate, cambi di pendenza e vista sulle cime accompagnano la pedalata prima della lunga discesa.
Qui conviene non affidarsi soltanto al motore.
I 2000 metri di quota, il vento, il fondo e la lunghezza complessiva dell’anello rendono necessario arrivare con margine di energia, acqua e batteria.
Usare assistenze troppo alte nelle prime salite può diventare un problema proprio quando il percorso entra nella parte più alta e più esposta.
Il rientro verso Piné
Dopo la Bassa in Panarotta comincia la fase di rientro verso l’Altopiano di Piné.
La discesa richiede attenzione quanto la salita: le strade forestali possono avere tratti in ghiaia, terra battuta, curve strette, zone umide e passaggi condivisi con escursionisti o altri ciclisti. Freni efficienti, casco, occhiali e giacca antivento sono indispensabili, soprattutto dopo molte ore in sella.
Scendendo, il percorso torna gradualmente verso quote più basse.
I boschi si fanno più fitti, ricompaiono strade secondarie, frazioni e prati, fino a rientrare nell’ambiente dell’altopiano.
L’arrivo al Lago di Serraia chiude un anello molto lungo, che parte dall’acqua e raggiunge la montagna alta prima di tornare a Baselga di Piné.
È un giro adatto a chi vuole usare l’e-bike per affrontare un itinerario di montagna completo, con distanza e dislivello importanti.
Non è una proposta per principianti, ma per ciclisti abituati a fondi misti, salite prolungate e discese su strade forestali.
Nelle giornate limpide offre un percorso molto vario: lago, passo, area archeologica, valle mòchena, masi, sterrate, quota alta e rientro verso Piné.
Informazioni utili sul percorso in e-bike nella Valle dei Mòcheni
Il giro parte e arriva a Baselga di Piné, in località Lido, vicino al Lago di Serraia.
La scheda ufficiale del percorso indica 61,4 chilometri, circa 5 ore di pedalata, 2.094 metri di salita e altrettanti di discesa, difficoltà difficile, quota massima a 2.003 metri e quota minima a 499 metri.
È un itinerario adatto a e-bike o mountain bike con gomme da sterrato.
Ph.: Marco Simonini
Il periodo più indicato va dalla tarda primavera all’autunno, controllando sempre la presenza di neve residua, lo stato delle strade forestali e le condizioni meteo nella parte alta.
In estate conviene partire presto, con acqua, snack, casco, occhiali, kit di riparazione, piccolo kit di pronto soccorso, cartina o traccia GPS e giacca antivento per la discesa.
Per arrivare al punto di partenza si segue la SS47 della Valsugana fino a Pergine Valsugana e poi la SP83 verso l’Altopiano di Piné.
La scheda del percorso segnala diversi parcheggi nei pressi del Lago di Serraia, tra località Serraia, Lido e Alberon, con possibili aree a pagamento o a disco orario nel periodo estivo.
Con i mezzi pubblici, il Lago di Serraia è raggiungibile con le linee extraurbane B403 e B402.
Prima di partire conviene consultare la scheda aggiornata del percorso e verificare eventuali variazioni legate a meteo, lavori forestali o condizioni del fondo.
In ambiente montano il tracciato può cambiare rapidamente, soprattutto dopo temporali, nevicate tardive o interventi sulle strade forestali.
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