Cima delle Lose: il belvedere invernale dell’Alta Valle Stura

7 febbraio 2026 - 14:20

Un'escursione con le ciaspole nel cuore delle Alpi Marittime che conduce a uno dei punti panoramici più spettacolari della valle, tra boschi, canali nevosi e creste esposte. Un itinerario impegnativo per escursionisti esperti

Il silenzio dell’inverno, quando la neve avvolge le cime dell’Alta Valle Stura, la Cima delle Lose si trasforma in un osservatorio naturale sospeso tra Italiae Francia.

Da Argentera, borgo a 1.400 metri che custodisce l’anima occitana di questa valle, parte un’escursione che attraversa ambienti radicalmente diversi: dal tepore del bosco alla verticalità dei canali, fino alle creste ventate dove lo sguardo abbraccia l’intero arco alpino, dall’Enciastraia alla Meyna, dall’Oronaye alla Punta Incianao.

Una montagna dalle molte facce

Il nome stesso racconta la natura di questa montagna: “lose” indica in occitano i lastroni rocciosi che emergono dalla neve nella parte alta, testimoni di un paesaggio modellato dal tempo e dagli elementi.

Completamente in territorio italiano, la cima sorge a breve distanza dall’Enciastraia e rappresenta uno degli obiettivi più ambiti per chi pratica l’escursionismo invernale con le ciaspole.

La posizione, a ridosso del confine con la Francia e del Colle della Maddalena, valico di antica importanza strategica che collega la Valle Stura alla Vallée de l’Ubayette, rende questo angolo di Piemonte un crocevia naturale e culturale.

A due passi dal confine

Argentera è il comune situato più a monte nella Valle Stura e comprende diverse frazioni, tra cui Bersezio, sede del municipio, e Ferrere, che rappresenta il borgo più elevato dell’intera valle.

La zona è inoltre collegata al Colle della Maddalena, valico di grande importanza storica e strategica che permette di raggiungere la Francia e la vicina Vallée de l’Ubayette.

Ph.: Gettyimages/Andrea Parola

Grazie alla sua posizione elevata e alla varietà dei percorsi disponibili, Argentera costituisce un ottimo punto di partenza per escursioni che spaziano dai boschi in bassa quota fino alle cime più alte e panoramiche dell’alta Valle Stura, come la Cima delle Lose, offrendo scenari spettacolari e itinerari di diversa difficoltà.

L’itinerario

Il percorso inizia all’interno del bosco nei pressi del borgo, procedendo in direzione sud-sudest e superando ponti situati a monte e a valle della frazione.

Il primo tratto, dolce e regolare, permette di prendere confidenza con il ritmo della salita e con la progressione sulla neve.

Usciti dal bosco nei pressi del rudere del Gias delle Lose, il panorama si apre e si individua chiaramente l’ampio canalone che conduce verso le cime.

Questo tratto, che può presentare pendenze fino a 30° nella parte alta, rappresenta la sezione più impegnativa: su neve dura o ghiacciata è consigliabile l’uso di ramponi, mentre su neve fresca la progressione risulta più agevole.

Ph.: Gettyimages/Andrea Parola

Proseguendo lungo il canalone si raggiunge una spalla sulla sinistra della cima sud-est, punto da cui si valuta la traversata verso il colletto che separa questa spalla dalla cima centrale.

Questa fase richiede attenzione, soprattutto se la neve è compatta o ventata, poiché il terreno può essere scivoloso e instabile.

Dallo spallone e dal colletto, la traccia prosegue lungo la cresta principale, tenendosi prevalentemente sul versante sud-ovest e affrontando un breve ma facile passo di arrampicata che consente di raggiungere prima la cima centrale e quindi la cima nord-ovest o principale.

Gli ultimi metri presentano alcuni roccioni coperti di neve e ghiaccio, che richiedono attenzione nella progressione, ma garantiscono un panorama eccezionale verso il fondovalle e le cime circostanti.

L’itinerario ha un dislivello complessivo di circa 1.040 metri e una lunghezza stimata di 12-13 km tra andata e ritorno, con un tempo di percorrenza di cinque-sei ore variabile in base alle condizioni della neve e della traccia.

La discesa segue generalmente le stesse tracce dell’andata, con possibilità di effettuare soste panoramiche in piccoli pianori nevosi o presso i ruderi di gias abbandonati, evitando i tratti più ripidi e instabili del canalone.

La gita è consigliata da fine inverno a inizio primavera, periodo in cui la neve è sufficientemente compatta da garantire sicurezza nella progressione e visibilità dei canali e delle creste.

Ph.: Gettyimages/Andrea Parola

L’esperienza combina ambienti diversi, passando dal bosco alla neve alta dei canaloni e alle creste finali, offrendo un’escursione completa sia dal punto di vista tecnico sia da quello paesaggistico.

La cima delle Lose rappresenta un ottimo obiettivo per escursionisti esperti con ciaspole, allenati alla gestione di pendii ripidi e a condizioni variabili di neve, che vogliono godere di panorami ampi e della tranquillità dell’alta montagna invernale.

Uno sguardo ai bollettini

Prima di intraprendere qualsiasi escursione invernale, soprattutto su percorsi di alta montagna come la Cima delle Lose, è fondamentale valutare attentamente le condizioni meteorologiche e dello stato della neve.

La stabilità dei pendii, la presenza di neve dura, ghiaccio o accumuli recenti può rendere un itinerario molto più impegnativo e pericoloso. È quindi consigliabile consultare i bollettini nivologici e meteorologici ufficiali, verificare eventuali allerte locali o chiusure di strade e sentieri, e aggiornarsi sulle condizioni dei percorsi tramite fonti affidabili o guide locali.

Una corretta pianificazione e la conoscenza delle condizioni reali permettono di affrontare la gita in sicurezza, riducendo il rischio di incidenti e permettendo di godere appieno del panorama e dell’esperienza sulla neve.

Informazioni utili

_ Per maggiori informazioni visitia il sito web dell’Ente turistico Valle Stura

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