Monviso spettacolare con le ciaspole: 3 itinerari panoramici

9 gennaio 2026 - 18:03

L’inverno trasforma il Monviso e le sue valli in un ambiente da sogno per le escursioni con le ciaspole: ecco tre itinerari panoramici per ammirare una delle più spettacolari montagne delle Alpi

Piemonte: Monviso meraviglioso con le racchette da neve

L’inverno trasforma il massiccio del Monviso e le valli circostanti in un ambiente da sogno per escursioni conle ciaspole, offrendo percorsi adatti a diversi livelli di esperienza.

La neve copre boschi, pendii e corsi d’acqua, creando un paesaggio silenzioso e di facile lettura per chi cammina.

Le escursioni attorno al Monviso permettono di unire attività fisica e osservazione della natura, attraversando boschi, vallate.

Ecco tre itinerari bellissimi e panoramici per ammirare il Monviso d’inverno.

1 – Con le ciaspole immersi nella natura verso il Lago Fiorenza

L’escursione prende avvio da Pian della Regina, dove il silenzio ovattato della neve annuncia già la magia del paesaggio invernale.

Calzate le ciaspole, ci si incammina sul tracciato che sale dolcemente, lasciandosi alle spalle la zona degli impianti.

Si oltrepassa il piccolo convento in pietra grigia, custode silenzioso di un mondo immobile.

Ph: Gettyimages/Marcobarone

La salita si fa via via più ripida, e il paesaggio si apre a panorami sempre più suggestivi.

Prima la chiesetta di Madonna della Neve, minuscola e isolata, con la sua facciata rosea che spicca tra il bianco immacolato della neve e il grigio delle rocce circostanti.

Poi le cascate del Po, parzialmente ghiacciate, dove l’acqua scrosciante si insinua tra gigantesche stalattiti azzurrine, creando un concerto silenzioso di luce, ghiaccio e movimento.

Proseguendo lungo il versante, un ultimo tratto faticoso conduce a Pian del Re, ampio pianoro dominato dall’imponente presenza del Monviso e culla delle sorgenti del Po.

Da qui, l’itinerario si dirige verso Pian Fiorenza.

Il pendio innevato richiede attenzione e eventualmente l’uso dei ramponi: passi misurati, piccoli, ma sicuri, mentre il panorama si apre verso Monviso, Visolotto e Viso Mozzo.

Superato il traverso più delicato, appare il Lago Fiorenza.

Poco oltre, il crinale sovrastante offre una vista unica su Pian della Regina, Borgo di Crissolo e sull’intera conca del lago.

Il rientro segue lo stesso itinerario di salita.

Dal crinale si scende verso Pian del Re, si superano nuovamente le cascate del Po, si passa davanti a Madonna della Neve e al convento, fino a ritornare a Pian della Regina.

2 – Salita alla Rocca Nera, panorami bellissimi

La Rocca Nera, con le sue rocce scure che contrastano con il candore della neve, si erge maestosa ai piedi della parete est del Monviso, collegandosi al Monte Tivoli attraverso la lunga Costa del Vallone.

Questo itinerario sulle racchette da neve regala scenari grandiosi e una prospettiva unica sul massiccio del Monviso e le cime satelliti circostanti.

Ph: Rifugio Alpetto

La partenza avviene nei pressi della borgata Porcili, seguendo la valle Po e la strada tortuosa che si snoda tra pareti rocciose imponenti e boschi silenziosi.

Il percorso si sviluppa in una lenta ascesa, tra vecchie borgate e ruderi che raccontano la storia di queste montagne.

Attraverso la borgata Meisonette e le meire Tirolo, si inizia a intravedere la Rocca Nera, mentre sullo sfondo le cime di Frioland, Briccas e Ostanetta catturano lo sguardo.

Abbandonata la strada principale, il sentiero si addentra in diagonale sul terreno pietroso verso la Costa del Vallone, dove il crinale apre una vista ampia e luminosa, anticipando la bellezza della meta.

La salita più ripida, da affrontare solo con neve stabile, conduce fino al crestone, preludio all’ultimo tratto verso la Rocca Nera.

Dalla cima innominata che precede la Rocca Nera, la vista spazia sulla conca del rifugio Alpetto e sul lago omonimo.

Il Monviso che domina la scena e, tra le balze di neve, il rifugio Quintino Sella appare in lontananza.

Raggiunta la Rocca Nera a 2.319 metri, il panorama si apre ulteriormente verso nord, abbracciando le cime circostanti e conferendo al visitatore un senso di silenziosa grandezza.

La discesa segue lo stesso itinerario dell’andata, permettendo di godere ancora una volta dei paesaggi innevati e della quiete del Parco Naturale del Monviso, chiudendo così un’escursione che unisce fatica, emozione e meraviglia.

3 – Da Ostana a Punta Selassa, per i più esperti

L’escursione si snoda lungo il percorso che attraversa Meire Durandini, Punta Razil e Punta Selassa, per poi ritornare a Meire Durandini.

Il tracciato varia dai 1.620 metri della quota minima fino ai 2.385 metri della cima, con un dislivello complessivo di circa 800 metri e una durata stimata di circa cinque ore.

Ph: Gettyimages/Alessandro-Giamello

L’itinerario è classificato per escursionisti esperti (EE) ed è adatto a chi affronta percorsi in alta montagna su terreni innevati utilizzando le ciaspole.

L’accesso avviene dal capoluogo di Ostana.

Si percorre la strada principale in salita e si superano le borgate superiori fino a raggiungere Meire Durandini.

La strada termina e si trova un ampio parcheggio mantenuto sgombro dalla neve anche in pieno inverno grazie alla vicinanza di un agriturismo.

Pensato per condizioni invernali con buon innevamento, durante le quali i sentieri segnati possono risultare coperti dalla neve.

Fondamentale consultare sempre le condizioni del manto nevoso e il bollettino valanghe ARPA Piemonte prima di partire.

Dal parcheggio di Meire Durandini, l’escursione inizia procedendo verso Est per pochi minuti fino a Pian Charm, punto panoramico sull’alta Valle Po.

Si prosegue lungo la strada sterrata in direzione Nord-Ovest affrontando alcuni tornanti fino a raggiungere la dorsale che collega Meire Durandini e Pian Charm al Colle Bernardo a 1840 metri.

Dal Colle il percorso devia verso destra seguendo l’ampia cresta in direzione Nord.

La salita diventa più ripida fino a raggiungere un cucuzzolo intermedio a 2190 metri e, in pochi minuti, il Colle Bernardo superiore a 2250 metri.

La cresta continua fino a Punta Razil a 2385 metri, dove il panorama spazia dal Monviso alla pianura torinese.

In presenza di neve si sconsiglia di proseguire verso Punta Ostanetta per via di passaggi esposti.

Dal Colle Bernardo è possibile seguire una variante verso Est lungo la cresta.

Si risale brevemente a 2270 metri e raggiungendo il Colle Selassa a 2010 metri e la cima omonima a 2040 metri.

La discesa verso Meire Durandini segue la cresta fino al Colle Selassa.

Poi un percorso in discesa a mezza costa lungo una vecchia mulattiera che attraversa L’Arp a 1840 metri.

Si ricongiunge con la strada di salita presso il tornante di Rouquet a 1770 metri, da cui in pochi minuti si raggiunge nuovamente Pian Charm e il parcheggio di partenza.

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