Piemonte in primavera: 5 esperienze di viaggio tra borghi, laghi e natura

4 aprile 2026 - 9:00

Cinque idee per vivere il Piemonte lontano dalla folla: un santuario Unesco nel Biellese, un borgo medievale, le rive del Lago Maggiore, le colline del Barolo e il Monferrato romantico. Tutto da scoprire a piedi, in primavera

La primavera è la stagione ideale per viaggiare alla scoperta degli angoli più suggestivi del Piemonte, una regione che offre una incredibile varietà di scenari naturali.

Lebelle giornate di sole invitano a uscire all’aria aperta, a percorrere sentieri che in inverno restano chiusi, a riscoprire borghi e paesaggi che cambiano aspetto con la luce di aprile.

Dalle foreste della val di Susa alle colline delle Langhe, dai laghi morenali del Novarese ai santuari del Biellese, questa regione custodisce una varietà di ambienti naturali e culturali che poche altre in Italia possono eguagliare.

Cinque itinerari per attraversarla lentamente, senza fretta, con gli occhi aperti su ciò che resta.

Oropa e il Sentiero del Tracciolino: spiritualità e panorami nel Biellese

Oropa, in provincia di Biella, è una meta ideale per chi desidera unire la camminata in natura a una visita di grande valore storico e spirituale.

Il Sacro Monte di Oropa è patrimonio Unesco dal 2003 e sorge a 1.159 metri di quota, in un contesto montano che già da solo giustifica il viaggio.

La sua costruzione risale con ogni probabilità al IV secolo d.C., e nei secoli il complesso si è arricchito di strutture, cappelle e spazi devozionali che ne fanno uno dei luoghi di culto più rilevanti del Piemonte settentrionale.

Ph.: Gettyimages/Riguar

All’interno della Basilica Superiore è possibile ammirare una preziosa collezione di presepi provenienti da ogni parte del mondo e una straordinaria raccolta di antichi diorami che raccontano la vita di Gesù.

Sul retro della Basilica si apre il Giardino Botanico, ricco di piante e fiori di specie diverse, particolarmente bello nel periodo primaverile quando la fioritura è nel pieno.

L’area del Santuario è attrezzata con punti di ristoro dove si può gustare la polenta concia e molti piatti tipici della tradizione biellese. Intorno al complesso sono presenti diverse aree attrezzate per picnic, ideali per una pausa in mezzo alla natura.

Per chi non vuole arrivare in auto, esiste un’alternativa che vale la pena di percorrere: il Sentiero del Tracciolino, un’antica strada che parte da poco sopra il paese di Andrate e regala scorci panoramici indimenticabili sull’intero territorio biellese.

Il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari, ma è abbastanza lungo e richiede una preparazione fisica adeguata. Lo si percorre a piedi o in bicicletta, secondo il passo che si preferisce.

Una pagina interamente dedicata al Sentiero del Tracciolino

_ Visita il sito ufficiale del Santuario di Oropa

Casale Monferrato e il Parco della Pastrona: storia romantica tra antichi palazzi e rive del Po

Casale è una cittadina dalle dimensioni modeste dove si respira ancora un’atmosfera tranquilla e romantica, quasi come se il tempo avesse rallentato.

Si cammina tra antichi palazzi storici, portici, botteghe artigiane e numerosi punti di interesse architettonico, con la sensazione di trovarsi in un luogo che non ha ceduto alle logiche del turismo di massa.

Nel cuore del centro storico si trova il Castello dei Paleologi, una fortezza dalle dimensioni imponenti il cui perimetro esagonale e asimmetrico è circondato da un profondo fossato.

Sul lato che guarda verso il centro cittadino si apre un maestoso portale, mentre su quattro delle sei estremità si innalzano grandi torrioni massicci. Oggi il castello viene utilizzato come centro culturale: ospita spettacoli, mostre ed esposizioni temporanee.

Vale la pena salire fino in cima alle torri di vedetta per godere di una prospettiva unica sull’intera città e sul paesaggio circostante.

Ph.: Gettyimages/clodio

Nella piazza del Castello si affaccia il Teatro Municipale, edificio settecentesco riaperto nel 1990 con uno spettacolo di Vittorio Gassman e oggi animato da stagioni di balletto, danza e musica.

Poco distante si trova la Torre Civica, costruita interamente in mattoni e riconoscibile anche di notte grazie all’illuminazione colorata che la rende il simbolo visivo della città.

Completano il quadro culturale la Cattedrale di Sant’Evasio, monumento storico più antico di Casale, e il Museo del Tesoro del Duomo, dall’aspetto originale e poco conosciuto fuori dal territorio locale.

Per concludere la giornata si può passeggiare nel Parco della Pastrona, a pochi passi dal Castello e dalle rive del Po. Un’area verde che restituisce pace dopo l’esplorazione del centro storico.

_ Maggiori informazioni sul sito turistico del Monferrato

Arona, gioiello sul Lago Maggiore

Arona è famosa come luogo di nascita del cardinale San Carlo Borromeo, al quale è dedicata un’imponente statua che attrae ogni anno migliaia di visitatori.

Ma la città merita una visita più lenta e attenta di quanto il flusso turistico suggerisca.

Ph.: Gettyimages/Andrei Domanin

Il centro storico è intimo e raccolto, delimitato da un lato dalle acque del Lago Maggiore e circondato dall’altro da una corona di colline moreniche che creano una cornice naturale di grande suggestione.

Tra i monumenti da non perdere c’è la Rocca, le cui antiche fortificazioni fanno da sfondo a eventi culturali e manifestazioni durante la stagione primaverile, testimonianza concreta dell’antico passato di questa zona lacustre.

Nel centro storico vale la pena visitare il Museo Archeologico, che raccoglie reperti provenienti dall’intero territorio circostante e copre un arco temporale dall’Età del Bronzo all’epoca romana.

Nei dintorni di Arona si trova il Parco naturale dei Lagoni di Mercurago, un’oasi naturalistica incontaminata dove è possibile immergersi in ecosistemi diversi e incontrare fauna selvatica in un contesto di grande tranquillità.

Il parco ha anche un valore storico e scientifico rilevante: verso la metà dell’Ottocento fu qui scoperto il primo insediamento palafitticolo dell’Età del Bronzo sul territorio italiano, ancora oggi oggetto di studio da parte di storici e archeologi internazionali.

L’insediamento è inserito nel circuito dei siti palafitticoli riconosciuti patrimonio UNESCO.

_ Scopri maggiori informazioni sul sito turistico di Arona

Usseaux e il Gran Bosco di Salbertrand: il borgo dei murales e le foreste dei Savoia

Con soli 191 abitanti, Usseaux è uno dei borghi più piccoli e singolari del Piemonte, situato nella città metropolitana di Torino.

Gli edifici, per la maggior parte ristrutturati, risalgono principalmente al 1700 e conservano elementi storici di grande fascino: il forno per il pane, i lavatoi, le fontane e il Mulino Canton, ancora funzionante e visitabile nelle domeniche di agosto.

Ciò che rende Usseaux immediatamente riconoscibile è il ciclo di 40 murales dipinti sulle facciate delle case, che trasformano ogni angolo del borgo in un racconto visivo.

Un linguaggio popolare che convive con una storia complessa, che coinvolge anche i tre piccoli paesini vicini di Pourrieres, Balboutet e Fraisse.

Le prime testimonianze documentate risalgono al 1064, quando la Contessa Adelaide fondò l‘Abbazia di Santa Maria di Pinerolo donando a essa i territori dell’alta valle.

Da non perdere il Punto Museo “Brunetta d’Usseaux”, dedicato al Conte Eugenio Brunetta d’Usseaux, Segretario Generale del Comitato Olimpico Internazionale e fondatore del Comitato Olimpico italiano.

Il territorio di Usseaux è compreso tra due aree naturali protette: il Parco naturale Orsiera Rocciavrè e il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, istituito nel 1980 per proteggere le pregiate abetine e gli estesi larici-cembreti che ricoprono i versanti della valle.

Nel Settecento questo bosco aveva un valore economico e strategico preciso: forniva il legname per le grandi travature delle più importanti opere di ingegneria civile e militare di Casa Savoia.

Tra queste l’Arsenale di Torino, la Basilica di Superga e la Reggia della Venaria Reale. Camminare oggi tra queste piante significa attraversare, senza saperlo, una parte concreta della storia architettonica piemontese.

 

Barolo e le Langhe: le colline del vino più famoso d’Italia

Le colline delle Langhe sono patrimonio dell’Umanità Unesco e Barolo ne è il simbolo più conosciuto.

Il borgo ha origini medievali e si è costruito attorno al Castello Falletti, raggiungibile percorrendo la via principale, ai cui lati si susseguono le enoteche per la degustazione dei vini locali.

Ph.: Gettyimages/monticelllo

Il castello è diventato di proprietà comunale nel 1970 e, dopo importanti interventi di restauro, ospita oggi il Museo del Vino, uno degli spazi espositivi più visitati delle Langhe.

Il centro storico si percorre tra vicoli acciottolati, case in pietra adornate da piante e fiori, chiese antiche e castelli che raccontano secoli di storia feudale.

A legare questo paesaggio al vino che lo ha reso famoso nel mondo c’è una figura precisa: la Contessa Giulia Falletti di Barolo, nobile francese discendente di un’antica famiglia di vinificatori, alla quale si deve la definizione e la valorizzazione del Barolo così come lo conosciamo.

 

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