Ciaspolata in solitaria nel cuore della Valle Maira
Una ciaspolata in un angolo appartato della Valle Maira tra boschi, pendii innevati e segni discreti della presenza umana, un itinerario ideale per chi cerca spazi aperti, silenzio e un autentico ambiente di montagna
Piemonte a febbraio: paesaggi selvaggi in Val Maira con le ciaspole
Il Monte Ruissas, con i suoi 2736 metri, è una meta ideale per chi desidera scoprire la Valle Mairain inverno, lontano dai percorsi più frequentati, immersi in un paesaggio innevato e ancora selvaggio.
La salita in ciaspole permette di attraversare ampi pendii soleggiati, boschi silenziosi e valloni remoti, offrendo un itinerario continuo e appagante che si sviluppa in un ambiente alpino aperto e luminoso.
La borgata Lausetto, punto di partenza dell’itinerario, è una piccola e raccolta frazione di Acceglio, situata sul fondovalle in una posizione tranquilla e appartata.
Le sue poche case in pietra raccontano una storia di vita alpina legata all’agricoltura di sussistenza e alla pastorizia, tipica della Valle Maira.
In inverno la borgata appare spesso immersa nella neve e nel silenzio, offrendo un avvio particolarmente suggestivo alla ciaspolata e un primo contatto con l’atmosfera autentica e discreta di questa valle, ancora lontana dal turismo di massa.
La prima parte della salita al Monte Ruissas
L’itinerario parte, infatti, dalla borgata Lausetto oppure, quando la strada lo consente, dal piccolo piazzale della borgata Colombata poco più avanti, comodo punto di partenza per lasciare l’auto.
I primi passi si svolgono lungo la strada sterrata immersa nel bosco, dove la neve può presentarsi compatta o più soffice a seconda delle temperature e delle precipitazioni recenti.
Dopo circa dieci minuti si attraversa un piccolo ponte, oltre il quale si imbocca la strada sulla destra che inizia a salire con maggiore decisione, conducendo al primo gruppo di baite.
Ph: Fabrizio Rossi
Superate le baite, il bosco tende progressivamente a diradarsi e il percorso si apre su ampi pendii prativi completamente innevati, ideali per la progressione con le ciaspole.
La salita prosegue verso un primo dosso, raggiungendo un secondo gruppo di ruderi che segna la fine della copertura arborea e l’ingresso in un ambiente decisamente più aperto.
Da qui si costeggia sulla destra un caratteristico lariceto di forma rettangolare, mentre i pendii, ampi e regolari, consentono di scegliere liberamente la linea di salita più adatta in base alle condizioni della neve.
Questo tratto conduce alla base del Monte Ruissas, rilievo poco evidente ma già molto panoramico, affacciato sull’ampio vallone sottostante.
La Cappella della Madonna delle Grazie
Il vallone del Ruissas in inverno si presenta ampio, luminoso e silenzioso, con pendii uniformemente innevati che trasmettono una forte sensazione di isolamento.
È un ambiente ideale per la ciaspolata, dove il paesaggio si lascia leggere con facilità e l’orientamento risulta intuitivo in condizioni di buona visibilità.
All’interno del vallone si incontra la Cappella della Madonna delle Grazie, piccolo edificio storico che rappresenta un significativo punto di riferimento della zona.
Ph: Fabrizio Rossi
La presenza della cappella testimonia l’antica frequentazione di questi luoghi e aggiunge un elemento di interesse culturale a un itinerario già ricco dal punto di vista naturalistico.
Verso la vetta del Monte Ruissas
Proseguendo verso la parte finale della salita, un breve tratto pianeggiante conduce alla base dell’ultimo pendio, decisamente più ripido, la cui difficoltà varia in funzione della compattezza del manto nevoso.
In questo punto non esiste un itinerario obbligato: la salita può avvenire al centro del pendio oppure lungo la dorsale di destra, generalmente più stabile in presenza di neve assestata.
Lungo questa sezione si incontra la caratteristica casetta del malgaro, un prefabbricato che ricorda un piccolo bivacco, utilizzato durante la stagione estiva per l’attività pastorale e che in inverno diventa un utile punto di riferimento visivo durante la progressione.
Ph: Fabrizio Rossi
Superato l’ultimo pendio si raggiunge un colletto, dal quale un brevissimo tratto lungo una comoda dorsale conduce alla vetta del Monte Ruissas.
Dalla cima la vista si apre a 360 gradi sulle montagne circostanti e sul vallone percorso in salita, offrendo un colpo d’occhio ampio e ordinato, particolarmente apprezzabile nelle giornate limpide.
Il periodo ideale per ciaspolare
L’esposizione sud-ovest dell’itinerario garantisce un buon soleggiamento durante gran parte della giornata, rendendo la ciaspolata piacevole anche nei mesi più freddi.
I pendii presentano una pendenza costante e mai eccessivamente spezzata, favorendo una progressione regolare e continua.
Il periodo ideale per la salita va generalmente da pieno inverno fino all’inizio della primavera, quando l’innevamento è sufficiente e le temperature permettono una buona stabilità del manto nevoso, sempre in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli.
Un’attenta valutazione
Dal punto di vista della sicurezza, l’itinerario non presenta difficoltà tecniche elevate, ma richiede un’attenta valutazione nivologica, soprattutto nei tratti in ambiente aperto e nell’ultimo pendio sotto la vetta.
Ph: Fabrizio Rossi
È fondamentale verificare il bollettino valanghe, valutare la presenza di accumuli da vento e prestare attenzione alle variazioni di esposizione lungo il percorso.
La progressione va affrontata con adeguata preparazione fisica, attrezzatura idonea e consapevolezza delle condizioni ambientali, elementi indispensabili per vivere questa ciaspolata in modo sicuro e appagante.
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