Valbelluna, 5 camminate tra borghi e panorami da fare a novembre
Cinque itinerari per esplorare la Valbelluna a piedi, tra le spettacolari gole dei Brent de l’Art, borghi storici, chiesette affrescate, boschi e punti panoramici sulle Dolomiti e sulla valle del Piave.
Veneto, 5 passeggiate in Valbelluna da fare a novembre
La Valbelluna è una terra da scoprire a piedi, dove la bellezza dei paesaggi si intreccia con una storia anticae un ricco patrimonio di arte e tradizioni.
Tra gole spettacolari scavate dall’acqua, borghi storici, chiesette affrescate e sentieri che attraversano boschi e prati, ogni itinerario offre un modo diverso di conoscere questo angolo del Bellunese.
Dalle acque color smeraldo della Grotta Azzurra ai panorami sconfinati del Monte Boral, passando per le testimonianze della vita rurale e religiosa, ecco cinque percorsi per esplorare la Valbelluna tra natura, cultura e scorci suggestivi sulle Dolomiti.
1 – Sentiero della Grotta Azzurra, tra boschi e acque color smeraldo
Un’escursione breve ma suggestiva, che conduce a uno degli angoli naturali più affascinanti di Borgo Valbelluna.
Il punto di partenza è il parcheggio ai piedi del Castello di Zumelle.
Ph: Gettyimages/Rimbalzino
Da qui si scende attraverso il bosco, incontrando lungo il cammino installazioni artistiche realizzate da autori locali.
Ben segnalato, l’accesso al sentiero per la Grotta Azzurra introduce in un ambiente sempre più suggestivo.
Il percorso raggiunge il greto del torrente Rui, che va risalito con cautela tra rocce e superfici spesso umide.
Al termine della risalita, tra pareti di roccia stratificata, appare la piccola Grotta Azzurra.
Il suo nome richiama le caratteristiche tonalità blu-verdi dell’acqua, mentre una piccola cascata accompagna la scena con il suo scroscio.
Un luogo raccolto e quasi fiabesco, che ripaga della breve salita lungo il torrente.
Per tornare al parcheggio si può ripercorrere lo stesso itinerario.
Chi desidera prolungare la passeggiata può invece risalire la strada asfaltata che passa davanti alla solitaria chiesa di San Donato.
2 – Brent de l’Art, tra gole scolpite dall’acqua e sentieri della storia
Nel cuore della Valbelluna, i Brent de l’Art sono una delle meraviglie naturali più sorprendenti del territorio.
Il percorso ad anello che parte da Sant’Antonio Tortal offre però molto altro: tra prati panoramici, boschi e antiche strade, l’itinerario unisce la bellezza del paesaggio alle testimonianze della storia.
Ph: Gettyimages/corradobarattaphotos
Lasciata l’auto a Sant’Antonio Tortal, si attraversano i prati di Col de Varda, un luogo frequentato fin dalla preistoria e utilizzato come punto di controllo in epoca medievale.
Il cammino prosegue lungo la dorsale panoramica a nord del torrente Ardo, fino a raggiungere i Brent de l’Art, spettacolari formazioni rocciose modellate dall’erosione dell’acqua nel corso di milioni di anni.
Superato il canyon, il sentiero si addentra nel bosco, dove si incontrano le antiche calchere, fornaci utilizzate per produrre la calce, e i resti del mulino ad acqua delle Biattole, testimonianze delle attività che un tempo animavano queste vallate.
Il rientro a Sant’Antonio Tortal segue alcuni tornanti della storica strada Trichiana-Tovena, costruita dal Genio austroungarico nel 1918 durante la Prima guerra mondiale, in vista della Battaglia del Solstizio sul Piave.
3 – Giro delle Chiesette e dei Capitelli: arte e paesaggi della Valbelluna
A Lentiai, nel territorio di Borgo Valbelluna, un itinerario ad anello permette di alternare una passeggiata nella campagna alla scoperta di chiese antiche, piccoli luoghi di culto e testimonianze della tradizione locale.
La partenza è nei pressi della Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta, dichiarata Monumento Nazionale nel 1880.
Ph: Visit Borgo Valbelluna
Al suo interno meritano attenzione il soffitto a cassettoni, con venti dipinti realizzati da Cesare Vecellio, e il polittico proveniente dalla bottega di Tiziano, oltre alle numerose opere pittoriche e scultoree custodite nelle tre navate.
Lasciato il centro di Lentiai, il percorso attraversa un paesaggio rurale fatto di prati e campi coltivati, fino a raggiungere Cesana, frazione affacciata sul Piave.
Qui si trova la chiesetta di San Bernardo, documentata già nel 1295.
Poco distante, a Villapiana, sorge la chiesa di San Bartolomeo.
Raggiunta Ronchena, la strada comincia a salire tra boschi e radure, aprendo gradualmente ampie vedute sulla valle del Piave e sulle Dolomiti. Una breve deviazione consente di raggiungere la cascata della Pisotona.
Proseguendo si incontra l’Eremo di San Donato, probabilmente di origine longobarda.
Gli affreschi al suo interno sono una delle particolarità del luogo, che apre le porte ai visitatori in occasione delle feste e delle processioni dedicate.
L’itinerario raggiunge infine Colderù, dove si trova la chiesetta di San Giacomo, prima di imboccare la discesa verso Lentiai.
Il rientro segue il Sentiero dei Capitelli Affrescati, un percorso caratterizzato da dieci capitelli decorati da altrettanti artisti contemporanei, con immagini e simboli ispirati ai mestieri, alle usanze e alla cultura del territorio.
4 – Mel: vicoli storici e antiche chiesette
Una passeggiata facile per scoprire Mel, uno dei borghi più suggestivi della Valbelluna, dove il patrimonio storico e artistico si intreccia con i paesaggi rurali ai piedi delle Dolomiti.
Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia dal 2017, il paese conserva l’eleganza di un antico centro veneto, con palazzi nobiliari, affreschi e stradine caratteristiche.
Ph: Visit Borgo Valbelluna
Il percorso parte nei pressi della piazza principale, circondata da edifici che ricordano l’architettura delle piazze veneziane.
Lasciato il centro abitato, l’itinerario si inoltra tra prati e piccoli boschi, dove la quiete della campagna accompagna la camminata.
Una tappa interessante è la Giazera, un’antica struttura interrata utilizzata per conservare gli alimenti, testimonianza dell’ingegnosità delle comunità locali.
Il cammino prosegue tra scorci rurali e luoghi di devozione, incontrando le chiesette di Pagogna e Col e numerosi capitelli.
Risalendo verso Mel lungo via XXXI Ottobre, si aprono belle vedute sulle Prealpi.
Da qui si raggiunge la suggestiva Karera, antica strada che sale al colle passando sotto l’arco di Palazzo Pivetta-Stefani, fino ad arrivare al borghetto del Follo, caratterizzato dalla sua chiesetta affrescata.
L’ultima salita riporta al punto di partenza, regalando scorci sul paesaggio della Valbelluna e sulle Dolomiti, che si stagliano sullo sfondo della valle del Piave.
5 – Anello del Monte Boral, panorami sconfinati e faggete selvagge
Un itinerario che conduce a uno dei punti panoramici più spettacolari della zona di Borgo Valbelluna, con una vista che, nelle giornate più limpide, abbraccia gran parte della Pianura Veneta e arriva fino al mare.
L’Anello del Monte Boral alterna boschi, ampie vedute e angoli di natura ancora intatta.
Ph: Visit Borgo Valbelluna
La partenza è nei pressi dell’area ricreativa di Stabiole.
Da qui si imbocca il sentiero in salita che attraversa una suggestiva faggeta e conduce alla cima del Monte Boral, a 1.245 metri di quota.
Raggiunta la sommità, il percorso prosegue verso la località Le Crosere, lungo un tratto caratterizzato da numerosi punti panoramici sulla pianura sottostante.
Quando il cielo è particolarmente limpido, il panorama diventa davvero ampio: lo sguardo può spingersi dal golfo di Trieste fino a Venezia, seguire il corso del Piave e riconoscere le colline moreniche del Montello, i Colli Asolani, i Monti Berici e i Colli Euganei.
Lungo il cammino si incontrano anche rustici ben conservati e ristrutturati, testimonianza di un territorio ancora vissuto e curato.
Lasciati alle spalle i panorami aperti, l’itinerario cambia atmosfera e si addentra negli ambienti più appartati della Val Negra e del Col de Tabac.
Qui il paesaggio si fa più selvaggio e silenzioso, tra boschi e scorci naturali che accompagnano il percorso di rientro verso Stabiole.
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