In Cammino con i Lupi: dodici ragazzi autistici tra le Alpi

10 settembre 2026 - 16:10

Cinque giorni tra Valle Maira e Valle Grana, quasi trenta persone in quota e zero costi per le famiglie. La II edizione del progetto sostenuto dal Ministero per le Disabilità ha trasformato i sentieri del cuneese in un percorso terapeutico

Cinque giorni di cammino, quasi trenta persone e dodici giovani adulti nello spettro autistico che salgono fino a 2.298 metri di quota.

È il bilancio della seconda edizionedi “In Cammino con i Lupi”, il trekking che dal 26 al 30 luglio 2026 ha attraversato le Valli Maira e Grana, trasformando i sentieri del cuneese in uno spazio di autonomia, relazione e scoperta.

Quest’anno l’iniziativa è entrata nel progetto Tip Top Mountain del Ministero per le Disabilità, di cui il Club Alpino Italiano è stato capofila.

A costruirla sono stati tre soggetti: l’ASL Città di Torino, la Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale del Cai e la Sezione Cai di Cuneo.

Chi cammina nel branco

Lungo i sentieri si sono mossi dodici partecipanti, sei accompagnatori esperti del Cai, sette operatori sanitari e psico-educativi dell’ASL Città di Torino e di Unione NET, una Guida Ambientale Escursionistica e due video-maker professionisti.

Un gruppo eterogeneo, in cui il mondo professionale ha garantito il corretto approccio clinico e psico-educativo mentre il volontariato ha messo a disposizione l’accompagnamento dei soci del Cai.

Un’alleanza preziosa, nella quale le competenze tecniche si sono fuse con la passione e la profonda conoscenza dell’ambiente montano.

Il lupo, del resto, non è un dettaglio decorativo: è stato scelto come simbolo di resilienza, libertà e appartenenza al gruppo.

E il cammino di questo vero e proprio branco ha rappresentato il coronamento di un percorso abilitativo di ampio respiro.

Da Canosio al Santuario di Castelmagno

Le tappe sono state studiate per unire la scoperta della biodiversità alla gestione dell’impegno fisico.

Dopo la partenza da Torino, il gruppo si è mosso da Canosio verso Marmora, esplorando le borgate storiche e la suggestiva Cappella di San Sebastiano.

Nei giorni successivi i ragazzi si sono immersi nei boschi di larici fino al Lago Nero, per poi vivere l’esperienza della transumanza salendo al Rifugio Fauniera, a 2.298 metri, dove hanno incontrato chi vive e lavora in alpeggio.

Gli ultimi due giorni sono stati dedicati alle dorsali dell’Alta Valle Grana, da dove l’orizzonte si è aperto verso la catena delle Alpi.

È lì che è stato raggiunto il massimo traguardo di autonomia, prima della discesa panoramica in Valle Grana verso il Santuario di Castelmagno, dove si sono svolti i saluti finali.

“Un potentissimo spazio terapeutico”

Il valore clinico dell’esperienza è stato spiegato da Roberto Keller, direttore del Centro regionale autismo adulti dell’ASL Città di Torino.

“La montagna non è solo un luogo fisico, ma un potentissimo spazio terapeutico e un regolatore naturale dello stress”, ha sottolineato in una nota stampa.

Portare i ragazzi fuori dai contesti urbani iper-stimolanti e inserirli in un ambiente sfidante ma protetto, ha aggiunto, “ha permesso loro di sviluppare autonomie reali, dalla gestione dello zaino alla regolazione emotiva nella fatica condivisa”.

Per Keller l’iniziativa ha dimostrato che “un modello integrato tra sanità, natura e volontariato è la chiave per una vera riabilitazione sociale e relazionale”.

La montagna, in questa lettura, ha funzionato come uno specchio: ogni ragazzo ha potuto riscoprire le proprie capacità e mettere alla prova le autonomie acquisite muovendosi in un contesto di realtà naturale.

Costi azzerati per le famiglie

Per il biennio 2026-2027 “In cammino con i lupi” è finanziato dal Club Alpino Italiano, con il sostegno della Fondazione CRC attraverso il Bando Vitae e di Banca CRS.

Una copertura economica che ha garantito il carattere inclusivo dell’iniziativa, azzerando totalmente i costi per le famiglie dei partecipanti.

C’è poi una scelta precisa sul fronte della spesa. Tutte le voci di logistica e accoglienza sono ricadute esclusivamente su attività del territorio: dai rifugi, come la struttura Lou Pitavin e il Rifugio Fauniera, fino alle aziende agricole e alle guide del posto.

Il progetto ha così innescato un circolo virtuoso a sostegno dell’economia montana.

L’accoglienza delle valli e il ruolo delle istituzioni

A ribadire il valore di questa rete è stato Paolo Salsotto, Presidente del CAI Cuneo: “La montagna deve essere accessibile a tutti, non solo fisicamente ma anche umanamente”.

Il progetto, ha spiegato, ha costruito “un modello di turismo inclusivo che dialoga attivamente con il territorio”, e l’accoglienza calorosa ricevuta dalle strutture delle Valli Maira e Grana ha testimoniato “la grande vocazione alla solidarietà delle comunità montane”, trasformando questi luoghi in un laboratorio permanente di cittadinanza attiva.

Per far conoscere il progetto nella sua concretezza attuativa, nelle singole giornate del trekking sono stati invitati a camminare insieme al gruppo anche diversi attori della politica e delle amministrazioni locali.

Una partecipazione diretta che ha favorito momenti di condivisione autentica e di sensibilizzazione sul campo, creando un legame tangibile tra le istituzioni e i bisogni reali.

La montagna come patrimonio di tutti

Sul senso complessivo dell’operazione è intervenuta il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli:

“Con il progetto Tip Top Mountain abbiamo voluto offrire alle persone con disabilità l’opportunità di vivere la montagna come spazio di libertà, autonomia, crescita personale e inclusione”.

L’obiettivo, ha aggiunto, è costruire reti “affinché la montagna diventi un patrimonio di tutti”, promuovendo la vita indipendente e dimostrando che l’inclusione passa da esperienze autentiche e condivise.

Antonio Montani, Presidente Generale del CAI, ha rivendicato il ruolo del sodalizio:

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti dal Ministero come capofila di un progetto così importante. La montagna deve poter essere un’esperienza di valore per tutti, un luogo in cui ciascuno possa trovare occasioni di crescita, autonomia e partecipazione”.

“In Cammino con i Lupi”, ha concluso il presidente del Cai, ne rappresenta un esempio concreto, “un’esperienza in cui il cammino, la relazione con gli altri e il contatto con la natura diventano strumenti di scoperta delle proprie capacità”.

 

➡️​​ Aggiungi TREKKING&Outdoor come fonte preferita su Google