Delfino spiaggiato in Liguria: cosa fare e cosa no in questi casi

2 febbraio 2022 - 9:11

Il caso di un delfino arenato sulla costa ligure, nei pressi d'Imperia, è un'occasione per ricordare cosa fare e cosa no, nel caso s'incontri un cetaceo in difficoltà sulla spiaggia.

Cetacei spiaggiati, cosa fare e cosa no: il caso della Strenella in Liguria

Nel tardo pomeriggio di domenica 30 gennaio, un esemplare di stenella striata – Stenellacoeruleoalba – è stato ritrovato in difficoltà nei pressi della spiaggia di Borgo Marina ad Imperia.

L’animale era vivo, ma non riusciva a tornare al largo.

Dopo alcuni tentativi di salvataggio da parte dei biologi e dei veterinari accorsi sul luogo e coadiuvati dai surfisti già presenti, purtroppo la stenella, un maschio di circa 1 metro e 90, non ce l’ha fatta.

Il team di Delfini del Ponente, un’associazione che si occupa di educazione ambientale e anche di questi casi, è stato allertato immediatamente da alcune persone sul posto che hanno segnalato la presenza della stenella nella zona di Borgo Marina, ad Imperia.

Avvisata parallelamente anche la Capitaneria di Porto, i Veterinari dell’Istituto Zooprofilattico e il CERT, tutti hanno fatto il possibile per salvare l’animale, purtroppo senza successo.

Cosa è successo alla stenella?

Se una stenella striata, che è un animale che vive generalmente al largo, in acque profonde e non costiere si avvicina alla riva sicuramente c’è qualcosa che non va ed è oggettivamente difficile che sopravviva – spiega Davide Ascheri, Presidente dell’Associazione Delfini del Ponente che è intervenuto sul posto – Alcuni surfisti prima del nostro arrivo avevano già provato ad accompagnare il delfino al largo, ma sembrava tornare sempre indietro. Quando siamo giunti sulla spiaggia abbiamo provato ancora, insieme ai veterinari, ad accompagnare la stenella al largo, ma alla fine purtroppo l’animale è morto”.

Sul corpo della stenella verrà effettuata la necroscopia per capire le cause del decesso anche se alcune supposizioni si possono fare.

“L’animale non aveva alcun segno di trauma esterno dovuto a collisioni o incidenti – spiega Davide Ascheri.

“Quindi potrebbe essere che abbia perso l’orientamento per colpa di qualche infezione virale o batterica, ma è presto per dirlo e dovremo aspettare le analisi specifiche che verranno effettuate dall’Istituto Zooprofilattico”.

Cetacei spiaggiati: cosa fare

L’evento è un’occasione per interrogarsi su cosa sia opportuno o meno fare qualora ci si trovi di fronte a un cetaceo in difficoltà sulla spiaggia.

Vediamo le le indicazioni pratiche dell’associazione Delfini del Ponente.

Fondamentale è che, quando avvengono questi spiaggiamenti, si agisca immediatamente nel modo giusto.

La prima cosa da fare è chiamare immediatamente la Guardia Costiera al numero 1530 (o al numero della sede locale) oppure il 112″ spiega Davide Ascheri.

Saranno loro poi ad attivare il protocollo di emergenza e chiamare i biologi e i veterinari della zona che interverranno tempestivamente sul posto”.

Avvicinarsi, farsi le foto con l’animale morente o deceduto e toccarlo non è sicuramente la cosa corretta da fare – spiegano i ricercatori del team Delfini del Ponente – E nemmeno provare, mossi da buona fede, ad aiutare autonomamente l’animale perché si potrebbe correre il rischio di soffocarlo e di sottoporre l’animale ad un forte stress per via della presenza umana”.

Cetacei spiaggiati: cosa assolutamente da non fare

1 – Toccare l’animale

Ricordare che i cetacei sono animali selvatici che possono trasmettere malattie all’uomo.

Proprio il fatto che l’animale sia spiaggiato indica una potenziale malattia.

2 – Provare a trascinare l’animale in acqua

Il trascinamento può provocare ferite all’animale, per questo il soccorso professionale utilizza speciali imbracature.

3 – Affollarsi vicino all’animale

Purtroppo questa è la prima cosa che capita. Ci si avvicina per curiosità e in buona fede per capire cosa si può fare.

La confusione crea un grave stress agli animali che può determinare una reazione pericolosa.

Ricordate che si tratta di animali possenti che, dimenandosi con la coda, possono mettere a repentaglio l’incolumità, soprattutto dei bambini.