Code di volpe e alabarde: a Merano la Festa dell’Uva compie 140 anni
Dal 16 al 18 ottobre la città altoatesina si anima tra bande alpine, sonorità d’avanguardia, vini e specialità sudtirolesi. Tre giorni per ringraziare il raccolto d’autunno, con i pendii colorati dal foliage e il gran corteo della domenica con i carri trainati da cavalli
Dal 1886 Merano dedica un fine settimana d’ottobre al ringraziamento per il buon raccolto autunnale.
Quest’anno la Festa dell’Uva compie 140 anni e, per celebrarel’anniversario, si allunga di un giorno: dal 16 al 18 ottobre la città si riempie di musica alpina tradizionale, proposte d’avanguardia, sapori e vini del territorio, fino alla grande sfilata della domenica.
Un compleanno che parte dal venerdì
La novità del 140° anno è l’anticipo dei festeggiamenti.
Venerdì 16 ottobre la festa si apre con un preludio di musica itinerante per le vie della città, che culminerà in serata con il concerto inaugurale celebrativo al Kursaal.
L’ingresso è gratuito, con posti a sedere non numerati.
L’accesso alla sala è previsto a partire dalle 18.30 e i posti si prenotano presso l’ufficio informazioni dell’Azienda di Soggiorno.
Sabato, un valzer di esibizioni in centro
Sabato il centro cittadino diventa un palcoscenico diffuso.
Le esibizioni si susseguono senza sosta, con repertori che spaziano dai grandi classici alpini alle proposte più contemporanee, accompagnate da un’ampia offerta gastronomica.
Domenica la festa prosegue fino al gran finale: la sfilata di tutte le bande musicali e dei carri allegorici.
Tradizione sudtirolese tra passato e presente
Dalla fine dell’Ottocento la Festa dell’Uva, organizzata sotto la regia dell’Azienda di Soggiorno, anima Merano di suoni, sapori e tradizioni.
Foto credit: Karlheinz Sollbauer
È un momento di gioia condivisa e di ringraziamento per i frutti dell’autunno, un abbraccio tra passato e presente che celebra l’identità sudtirolese.
A fare da cornice c’è il paesaggio: i pendii delle vette che circondano la città, in questa stagione accesi dai colori variopinti del foliage.
Speck, formaggi e vini del Burgraviato
Per tre giorni Merano si veste a festa anche a tavola.
La musica tipica, proposta pure in chiave contemporanea, si affianca a una gastronomia che racconta il territorio: piatti autunnali influenzati dalle tradizioni del nord e del sud, e i prodotti locali del Mercato Meranese, dallo speck ai formaggi, dal pane alle erbe aromatiche.
Nei bicchieri, i vini pregiati del Burgraviato, della Val Venosta e della Val d’Adige. Per l’occasione diversi ristoranti ampliano la propria offerta con specialità del territorio, mentre il tratto più celebre del Lungo Passirio ospiterà vari stand, trasformandosi in una vetrina delle specialità enogastronomiche tipiche dell’Alto Adige.
La festa non è solo musica e cucina.
Già da venerdì sono in programma visite guidate alla scoperta di Merano, della sua storia e del mondo del vino.
Il gran corteo della domenica
Il momento più atteso resta il grande corteo della domenica.
I carri allegorici – Foto credit Fabio Rubini
Sfileranno le bande musicali dell’Alto Adige insieme a bande ospiti provenienti da altre regioni e paesi, carri allegorici decorati trainati da cavalli e numerosi gruppi in costume tradizionale.
Il Saltaro, il guardiano delle vigne
Aggirandosi tra i luoghi della festa può capitare di incontrare un personaggio impossibile da non notare.
Veste un completo di cuoio, con ghette e pantaloni alla zuava, e porta in vita una cintura impreziosita da ricami.
Al collo ha catene con denti di cinghiale e di roditori, in testa un cappello decorato con piume di pavone e di fagiano e code di volpe sui due lati. In mano stringe un’alabarda.
I Guardiani delle Vigne – Foto credit: Fabio Rubini
È il Saltaro, in tedesco Saltner, il guardiano delle vigne. Fino agli anni Sessanta, durante l’estate, venivano assunti giovani uomini, nubili e onesti, scelti per svolgere questo compito dal 25 luglio, festa di San Giacomo, oppure dal 10 agosto, festa di San Lorenzo, fino alla fine della vendemmia.
Il Saltner doveva custodire il vigneto giorno e notte e proteggerlo dai ladri.
Oggi la sua figura attraversa la festa come memoria viva di un mondo contadino in cui il raccolto era un bene da difendere, e la sua celebrazione un rito collettivo che Merano rinnova da 140 anni.
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’evento
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