Olimpiadi Milano-Cortina, il “penisgate” del salto con gli sci: chiusa l’indagine

9 febbraio 2026 - 13:48

La Federazione internazionale sci smentisce l'uso di acido ialuronico nelle parti intime per alterare l'aerodinamica. La Wada valuta se rientra nelle violazioni, ma le sostanze coinvolte non sono nella lista proibita

Si chiude senza conseguenze il caso che ha scosso il mondo del salto con gli sci nelle settimane precedenti le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

La Federazione internazionalesci (Fis) ha archiviato l’indagine sui presunti interventi con acido ialuronico che alcuni saltatori avrebbero utilizzato per modificare i parametri corporei e ottenere vantaggi aerodinamici.

“Questa voce infondata è nata qualche settimana fa da semplici allusioni”, ha dichiarato all’Associated Press il portavoce della Fis Bruno Sassi. “Non c’è mai stata alcuna indicazione né tantomeno prova che un concorrente abbia fatto uso di un’iniezione di acido ialuronico per cercare di ottenere un vantaggio competitivo”.

L’allarme del tabloid tedesco e le misurazioni 3D

La vicenda, ribattezzata “penisgate”, è emersa un mese fa quando il quotidiano tedesco Bild ha pubblicato un’indagine citando fonti dell’Agenzia mondiale antidoping (Wada).

Secondo il tabloid, alcuni saltatori esaminati con scanner 3D durante il volo avrebbero mostrato rigonfiamenti anomali in zona pelvica.

Il medico tedesco Karim Kamran, interpellato dalla testata, ha spiegato che “è possibile ottenere un ispessimento temporaneo e visibile del pene iniettando paraffina o acido ialuronico”.

L’intervento, ha precisato, “non è indicato dal punto di vista medico ed è associato a rischi”, ma i suoi effetti possono durare fino a 18 mesi.

Le fotografie pubblicate dal Bild suggerivano che l’organo ingrandito avrebbe garantito un incremento di velocità al decollo calcolato tra il 2 e il 3 per cento, favorendo anche una maggiore stabilità in volo.

La questione delle tute e l’aerodinamica

Nel salto con gli sci l’aerodinamica rappresenta un fattore determinante per la prestazione.

La disciplina è regolata da norme federali rigidissime proprio per evitare vantaggi illeciti e garantire la sicurezza degli atleti.

Le tute devono rispettare parametri precisi: devono essere più larghe di due e cinque centimetri rispetto alla circonferenza corporea dell’atleta, dall’ascella al ginocchio.

Le maniche devono superare di due-quattro centimetri la circonferenza corporea e il cavallo può essere misurato fino a due centimetri sotto l’altezza anatomica.

Nessun accessorio può essere indossato o inserito nella tuta o sul casco.

Modificare anche di poco questi parametri consente di indossare tute più ampie, con effetti significativi sulla portanza in volo.

Solo l’anno scorso, due medagliati olimpici norvegesi, Marius Lindvik e Johann André Forfang, sono stati squalificati per aver ritoccato le cuciture delle tute rendendole più rigide e quindi più “veleggianti”.

Secondo quanto riportato dal Bild, l’intervento sull’organo maschile rappresenterebbe un’alternativa al più prosaico uso di argilla nella biancheria intima per aumentare le misure corporee e ottenere l’autorizzazione a indossare tute più larghe.

La posizione della Wada

Durante il meeting di Milano che ha preceduto l’avvio delle Olimpiadi, il presidente della Wada Witold Banka ha risposto alle domande sulla vicenda con toni tra il serio e il divertito: “Ci darò un’occhiata”, ha dichiarato secondo quanto riporta il Guardian.

Il direttore generale dell’Agenzia Mondiale Antidoping, Olivier Niggli, ha precisato la posizione ufficiale: “Se dovesse venir fuori qualcosa, lo esamineremmo per vedere se è correlato al doping. Non prendiamo in considerazione metodi per migliorare le prestazioni che non siano inclusi nella Lista”.

In altre parole, se l’intervento fosse legato a un prodotto proibito sarebbe considerato doping, ma acido ialuronico e paraffina non compaiono nella lista delle sostanze vietate.

“Non utilizziamo altri metodi per migliorare le prestazioni, ma la nostra commissione esaminatrice valuterebbe se questo rientra in questa categoria”, ha aggiunto Niggli, ammettendo di non essere “a conoscenza dei dettagli” prima che i giornalisti glielo chiedessero.

Il precedente del ciclismo

Un dibattito simile aveva investito il ciclismo alla fine degli anni Novanta, quando alcuni rigonfiamenti in zona pelvica apparsi nei velocisti a fine tappa venivano collegati all’uso del Viagra per migliorare la vasocostrizione.

Il farmaco, non proibito dalla normativa antidoping, avrebbe favorito l’afflusso di sangue ai muscoli.

Nessun atleta ammise mai l’utilizzo di questa strategia e il Viagra resta tuttora un prodotto non dopante.

La fisica del salto: perché l’aerodinamica conta

Nel salto con gli sci agiscono forze fisiche complesse che determinano la prestazione.

La resistenza dell’aria aumenta con il quadrato della velocità, rendendo fondamentale una posizione aerodinamica ottimale.

Questa dipende da un’area frontale ridotta al minimo e da un coefficiente di resistenza aerodinamica basso, ottenibile con una forma a uovo del corpo.

La portanza, la forza che consente al saltatore di alzarsi e mantenere l’altezza in volo, dipende dalla superficie esposta all’aria, dall’angolo di avvicinamento e dalla velocità.

La sua direzione è perpendicolare alla traiettoria di volo e sempre rivolta verso l’alto.

La posizione di avvicinamento rappresenta la base per un buon salto: l’obiettivo è raggiungere la massima velocità possibile e creare le condizioni ideali per il decollo.

Durante le fasi di volo, il saltatore deve mantenere una postura aerodinamica stabile per ottenere la minima resistenza all’aria e la massima portanza, accumulando quanta più aria possibile sotto il corpo.

Anche variazioni minime nella forma della tuta o nella superficie corporea possono influenzare questi parametri, spiegando perché le normative federali sono così rigorose e i controlli così attenti.