Supercelle e grandine a settembre: perché i temporali saranno più violenti

31 agosto 2026 - 18:59

Il Mediterraneo resta a 30°C e l'umidità sfiora valori tropicali. Con l'aria oceanica in arrivo, i modelli meteo prevedono temporali sparsi al nord dal 1° settembre e una possibile fase di maltempo più organizzato dopo il 10: ecco cosa aspettarsi in questi giorni

L’estate meteorologica si chiude, ma l’Italia resta avvolta in un contesto che ha poco di autunnale.

Il Mar Mediterraneo continua a registrare temperature intornoai 30°C, l’umidità tocca valori vicini a quelli tropicali e l’aria oceanica è ormai alle porte.

Secondo l’analisi di TempoItalia.it, è proprio questa combinazione a rendere i prossimi temporali potenzialmente molto più violenti del normale, con grandinate diffuse su diverse regioni.

Supercelle in aumento, non è solo una sensazione

TempoItalia.it ha realizzato una ricerca sulla frequenza delle supercelle in Italia, tornata di attualità dopo le numerose grandinate degli ultimi giorni.

Le supercelle sono sistemi temporaleschi particolarmente intensi che si sono sempre sviluppati, ma che negli ultimi tempi hanno fatto registrare un incremento, sia nel numero sia nella violenza dei fenomeni.

Non si tratta solo di una percezione. Il crescente numero di danni causati dalle celle temporalesche, unito alle osservazioni a terra, genera un dato statistico che documenta l’aumento di eventi estremi.

A guardare le mappe di proiezione per i prossimi giorni, un elemento in particolare desta preoccupazione: la forte ondata di calore marino che prosegue su tutto il Mediterraneo, soprattutto sul settore occidentale e attorno all’Italia, con temperature del mare che raggiungono ancora i 30°C.

Un mare che non riesce più a raffreddarsi

Le temperature del bacino non sono scese perché, pur con giornate più corte rispetto a giugno, non sono diminuite le ondate di calore.

La più recente è stata intensissima soprattutto sulle regioni centro-meridionali e non si è ancora esaurita: anche domenica al Sud e in Sicilia sono stati superati i 40°C.

Il progressivo riscaldamento del mare restituirà all’atmosfera, mese dopo mese, l’energia accumulata durante l’estate.

A rendere il quadro ancora più instabile è l’umidità. In alcune località si stanno raggiungendo i punti di saturazione dell’aria, con formazione di rugiada a valori particolarmente elevati.

In alcune aree centro-meridionali il punto di rugiada ha toccato i 30°C, una misura altissima che di norma si registra nelle foreste equatoriali o amazzoniche, dove peraltro non è comune. Caldo intenso e umidità estrema, spiega TempoItalia, generano l’energia che alimenterà le aree temporalesche in transito nei prossimi giorni.

Temporali sparsi al Nord tra il 1° e il 2 settembre

I modelli matematici sono ancora incerti, ma forniscono le prime indicazioni: al Nord Italia transiterà un’area temporalesca martedì 1° settembre.

Si tratterà di nubi sparse, difficili da localizzare con precisione perché i diversi modelli le collocano in punti differenti. Potrebbero essere interessate le regioni alpine e prealpine, ma anche altri settori della Pianura Padana, Milano compresa.

Il modello europeo indica instabilità lungo la penisola soprattutto nelle zone interne, con fenomeni pomeridiani; al nord, invece, i temporali potrebbero verificarsi a tutte le ore, dal mattino alla notte.

Rovesci sparsi e irregolari che potrebbero ripetersi, forse con minore frequenza, anche mercoledì 2 settembre, con zone coinvolte un po’ ovunque.

Sempre il modello europeo segnala residua attività temporalesca in quella giornata lungo l’Appennino meridionale.

Temperature sopra la media per tutta la prima decade

Un altro elemento destinato a interessare l’Italia è la temperatura diffusamente sopra la media.

Con previsioni affidabili nell’arco di cinque o sei giorni, per tutto il periodo sono attesi valori superiori alla norma, con un nuovo aumento anche dove si era registrato un lieve calo.

Non si toccheranno i picchi dei primi di agosto, ma i valori resteranno sensibilmente elevati.

Molto sopra la media anche l’umidità: tutti fattori che, all’arrivo di infiltrazioni oceaniche, favoriscono la genesi di fenomeni violenti.

Dopo il 10 settembre la porta atlantica

I modelli matematici ipotizzano l’arrivo dei primi temporali ben organizzati soprattutto al Nord dopo il 10 settembre.

Trattandosi di un orizzonte previsionale lontano, resta però solo una stima, indicata dall’ultima emissione del centro meteorologico europeo, l’ECMWF.

Questa fase dovrebbe coinvolgere le regioni settentrionali e probabilmente anche la Toscana, Firenze inclusa, spingendosi su alcune aree del Centro Italia, con la possibilità di un fronte seguito da un ulteriore peggioramento.

Si aprirebbe così una situazione favorevole a piogge abbondanti, con temporali piuttosto violenti e grandinate localmente severe: le temperature ancora sopra la media manterranno elevatissima l’energia disponibile per le perturbazioni.

I modelli intercettano inoltre, nel lunghissimo termine a metà mese, la possibile formazione di minimi di bassa pressione sul Golfo Ligure.

Un peggioramento anche consistente, ma di natura estiva, lontano da un clima prettamente autunnale. Fino a metà settembre, insomma, il tempo continuerà a comportarsi come se fossimo ancora in piena estate, non solo al Centro-Sud, in Sicilia e Sardegna, ma anche al Nord.

 

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