Flåm, il treno che sale 900 metri scavando spirali nella roccia
In poco più di venti chilometri la Flamsbana risale dal livello del mare all'altopiano di Myrdal, senza cremagliera e con tunnel elicoidali scavati quasi a mano. Un viaggio norvegese in cui il clima cambia due volte e il fiume scorre sotto i binari
Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano in dislivello.
La Flamsbana appartiene alla seconda categoria: poco più di venti chilometri di binariche dal livello del mare, nella piccola Flam, risalgono fino all’altopiano di Myrdal, a oltre 900 metri di quota. In mezzo, venti gallerie scavate quasi tutte a mano e una pendenza che nessuna cremagliera aiuta a vincere.
Dove finisce il fiordo
La sensazione di arrivare in battello alle destinazioni montane, attraversando tratti di mare, resta uno dei ricordi più intensi che si serbano di un viaggio in Norvegia.
A Flam si può giungere in molti modi diversi: in auto, percorrendo la nazionale che collega Oslo a Bergen e guidando all’interno di lunghi tunnel sotterranei che attraversano i fiordi, oppure in treno.
Nella stagione estiva fino a sette autobus al giorno collegano la cittadina a Gudvangen e Aurland, entrambe distanti non più di venti minuti, ma con lunghe gallerie che non consentono di ammirare il panorama circostante.
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Così, per chi non ha fretta, la scelta migliore è percorrere la via più naturale, quella che meglio permette di apprezzare la particolare orografia del luogo: il mare.
L’arrivo a Flam via mare, con il battello che percorre il corso principale del fiordo e si infila nel ramo laterale quasi invisibile fino all’ultimo, celato tra le impressionanti pareti rocciose che cingono la stretta valle d’acqua, dà più di ogni altro la misura della potenza e del fascino di questo monumento della natura.
I toni scuri delle pareti di granito sono interrotti solo ogni tanto dai colori vivaci di rari villaggi sulla costa, mentre cascate di ogni dimensione scendono dalle vette per gettarsi in mare. Solo alla fine, quando diventa evidente che il fiordo non ha altri affluenti, si vedono i primi tetti e il molo: siamo a Flam.
Mille abitanti in fondo all’Aurlandsfjord
La minuscola cittadina, conosciuta anche come Flåm o Flaam, ospita neanche mille abitanti ed è posta in cima all’Aurlandsfjord, uno dei tanti rami laterali del Sognefjord, il più lungo fiordo norvegese e il secondo al mondo.
Oltre che per la sua posizione in mezzo ai fiordi norvegesi, Flåm è diventata un’importante attrazione turistica per la sua particolare linea ferroviaria, conosciuta con il nome di Flamsbana o Flambanen.
Un percorso spettacolare che in pochi chilometri risale dal livello del mare fino a circa 900 metri di quota, con un costante cambiamento di clima e paesaggi impressionanti.
Vent’anni di scavi e tunnel a spirale
La ferrovia di Flam è considerata a buon diritto un capolavoro dell’ingegneria norvegese.
Il percorso che unisce Flam con Myrdal è una delle linee ferroviarie a scartamento normale più ripide del mondo: la sua pendenza si mantiene al ritmo di 55 metri di incremento per ogni 1000 metri per almeno l’80 per cento dell’intero percorso.
Il tutto senza l’uso della cremagliera, ma con soluzioni arditissime come i tunnel a spirale scavati nella roccia, dentro e fuori della montagna.
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I lavori di costruzione iniziarono nel 1920, allo scopo di collegare il Sognefjord con la linea ferroviaria Oslo-Bergen, e durarono vent’anni.
La maggior parte di quel tempo fu impiegata per la costruzione dei venti tunnel, scavati quasi tutti manualmente.
La pendenza del percorso rappresentò da subito il maggior problema: la soluzione fu la costruzione di gallerie elicoidali, per ridurre l’eccessiva differenza di altitudine.
La Flamsbana venne aperta il 1° agosto 1940 al transito temporaneo di locomotive a vapore e al traffico passeggeri non molto tempo dopo, mentre l’elettrificazione venne completata nel 1944, facendo della linea una delle prime ferrovie norvegesi a elettricità.
Attualmente, grazie all’afflusso di turisti da ogni parte del mondo, è una delle attrazioni principali di tutta la Scandinavia.
La brevità del percorso ferroviario, circa 20 chilometri, non deve trarre in inganno.
Il clima di Flam, mitigato dall’azione tiepida del mare e quindi caratterizzato da temperature più miti specialmente in estate, è molto diverso da quello di Myrdal: mentre a Flam si sta in maniche di camicia, baciati da un tiepido sole, a Myrdal può accadere che stia nevicando.
La partenza, tra una chiesa del 1667 e un salto di 140 metri
Tra il blu dei fiordi, ma circondata da montagne che superano i 1400 metri di altezza, la Flamsbana comincia il suo percorso con una prima salita di circa tre chilometri, passando accanto alla vecchia chiesa in legno del 1667, immersa nel bellissimo paesaggio.
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A fianco della chiesa, un’alta pietra monumentale ricorda il poeta Per Sivle.
Sullo sfondo si staglia invece la sagoma scura del monte Vidmesnosi, da cui scende la cascata Rjoandefossen con un salto di 140 metri.
Il treno lascia poi i campi verdi e i frutteti della valle per continuare lungo il fiume.
Il fiume che passa sotto i binari
Lo attraversa per tre volte, ma non ci sono ponti: al loro posto, gli ingegneri norvegesi hanno fatto passare il fiume dentro i tunnel.
È il fiume, quindi, a passare nelle gallerie al di sotto della linea ferroviaria.
Solo presso Hoga il treno attraversa il corso d’acqua e si spinge fino alla stazione di Bergkvam, l’unica di tutta la linea dove un doppio binario permette ai treni di entrambe le direzioni di incrociarsi.
Qui la vista è su montagne aspre e selvagge, e sui ruscelli che corrono verso valle. A Blomheller è possibile godere dell’ultima visione panoramica sul verde e idilliaco scenario della valle di Flam.
Intorno, i fianchi delle montagne sono disseminati di tracce di frane e di massi erratici in bilico, che sembrano pronti a rotolare a ogni vibrazione dei binari, rendendo ancor più elettrizzante il viaggio in treno.
La stazione successiva è Kardal, con fattorie di montagna e allevamenti di capre, e un paesaggio ora decisamente montano: pascoli, pendii ricoperti di boschi e cime innevate.
Ventuno tornanti per chi sceglie la bicicletta
È quando il treno esce dal tunnel di Nåli, il più lungo del percorso, che si ha la percezione netta dell’asprezza del paesaggio.
Compaiono davanti a noi i pendii scoscesi della montagna di Myrdalsberget, con i ventuno tornanti della sua sterrata: strada di servizio per i lavoratori impegnati nella costruzione della ferrovia, essa è ora uno dei punti più spettacolari per chi decide di percorrere la tratta in bicicletta.
Decisamente impegnativo per chi affronti la salita, divertente e delicato se lo si discende, il tracciato promette comunque emozioni ai numerosi gruppi che tentano l’esperienza.
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Percorso remunerativo e anche abbastanza facile da organizzare: basta prendere il treno da Bergen e scendere a Myrdal.
La presenza della vicina ferrovia permette, in questa regione, di traversare in bicicletta zone assolutamente selvagge, anche con itinerari di più giorni.
Un giro classico per i ciclisti norvegesi, da fare in giornata nella zona, parte da Haugastol, a 988 metri, per poi proseguire in direzione nord-ovest parallelamente ai binari fino a Finse, la stazione ferroviaria più alta della Norvegia con i suoi 1.222 metri di altitudine, distante 26 chilometri dalla partenza.
Dopo altri 36 chilometri si arriva a Myrdal e si scende poi a Flam, altri 18 chilometri.
Kjosfossen e l’ultima spirale
Usciti da Nåli si comprende meglio anche l’arditezza della costruzione: compaiono infatti i quattro livelli lungo i quali il nostro treno risalirà il fianco della montagna fino alla sua destinazione finale.
La prossima sosta è alla cascata Kjosfossen. Pochi posti al mondo permettono di osservare una cascata così imponente a una distanza tanto ravvicinata.
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Dopo le foto di rito si riparte verso l’ultimo capolavoro ingegneristico della Flamsbana, un tunnel che con la sua lunga spirale percorre un angolo di 180 gradi per superare le ripide pendenze di questa parte di montagna.
Il treno transita poi per Reinungvatnet e percorre l’altopiano di Vatnahalsen, noto centro per gli sport di montagna.
Le sue brughiere sono percorse in estate da centinaia di chilometri di sentieri e piste per biciclette, e in inverno da altrettante piste da sci.
L’ultima parte del viaggio attraversa protezioni antineve che permettono solo poche volte di godere del panorama, ma pochi minuti dopo siamo a Myrdal, a quota 865, su un altro versante del selvaggio altopiano che abbiamo attraversato.
Sull’altro binario aspetta già la coincidenza.
Il viaggio può continuare, per chi lo desidera, lungo la Bergen Line verso l’Oceano Atlantico, a conoscere altre zone e altri panorami di questo fantastico paese.
Venti chilometri di binari, vent’anni di scavi e una montagna aggirata a forza di spirali: la Flamsbana resta soprattutto il racconto di quanto possa cambiare il mondo quando lo si attraversa alla velocità giusta.
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