Abruzzo bellissimo a ottobre: 5 passeggiate per godersi l’autunno

8 ottobre 2026 - 9:13

In autunno l'Abruzzo regala emozioni uniche: ecco cinque itinerari a piedi tra faggete dai colori caldi, laghi, vallate e panorami su montagne che in questa stagione si tingono d'incanto

Abruzzo a ottobre: 5 itinerari per godersi i colori dell’autunno

L’autunno è una delle stagioni più belle per camminare nei boschi d’Abruzzo, quandole faggete cambiano colore e i sentieri si immergono in una tavolozza di gialli, arancio e rosso.

Dalle montagne della Camosciara alle faggete del Sirente, passando per laghi, vallate e panorami sul Gran Sasso, ecco 5 luoghi dove andare a passeggiare per ammirare il foliage e vivere il bosco nella sua veste più suggestiva.

1 – Da Villalago allo spettacolare Lago di San Domenico

Una breve escursione tra natura, storia e piccoli borghi nel cuore della Valle del Sagittario, una delle più belle d’Abruzzo.

Da Villalago, arroccato a circa 960 metri di quota, il percorso scende verso il Lago di San Domenico e il suggestivo eremo dedicato al santo, immerso nel paesaggio della Riserva Naturale Regionale.

Ph: Gettyimages/ValerioMei

L’itinerario parte dal centro storico di Villalago e segue il percorso verso il lago, raggiungendo l’antico eremo di San Domenico Abate.

Il luogo è legato alla presenza del monaco benedettino che, intorno all’anno Mille, scelse questa valle per vivere in solitudine. Oggi l’eremo si affaccia sulle acque verde smeraldo del lago, creando uno degli scorci più caratteristici della zona.

Dopo la visita all’eremo si può proseguire verso la sorgente del fiume Sega, da cui si gode un interessante punto di osservazione sulla valle.

Il rientro permette quindi di tornare a Villalago e dedicare un po’ di tempo alla scoperta del borgo, con le sue stradine, gli archi e le case in pietra.

_ L’Eremo sul sito del FAI

2 – Anello del Lago Vivo da Barrea, panorami unici

Un suggestivo itinerario nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che da Barrea conduce attraverso le faggete della Valle dell’Inferno fino alla conca del Lago Vivo.

Un percorso particolarmente piacevole in autunno, quando il bosco si accende di tonalità dorate e rossastre.

Ph: Gettyimages/ValerioMei

Dal tornante sulla strada per Alfedena si imbocca il sentiero K6, inizialmente quasi pianeggiante, quindi si entra nella Valle dell’Inferno seguendo il segnavia K4.

Il sentiero risale una valle stretta e ombrosa, tra grandi faggi e massi ricoperti di muschio.

Superato il capitello della Madonna delle Grazie, la salita diventa più dolce e il bosco lascia spazio alla conca erbosa del Lago Vivo, a circa 1590 metri di quota.

Il piccolo lago, alimentato principalmente dallo scioglimento delle nevi, è circondato da faggete e montagne e rappresenta il punto più caratteristico dell’escursione.

Dopo averlo raggiunto, il percorso prosegue verso il Serrone, attraversando una bella faggeta dove affiorano formazioni rocciose di origine carsica.

La discesa continua nel bosco, alternando brevi radure e scorci sul Lago della Montagna Spaccata, fino a raggiungere una zona di pascolo.

Da qui una pista sterrata conduce nuovamente alla strada Barrea-Alfedena e al punto di partenza.

Un anello vario e immerso nella natura dell’Abruzzo, particolarmente indicato per ammirare i colori autunnali delle faggete del Parco.

_ Utili info sul sito del Parco

3 – Bosco dei Faggi Torti dal Ceppo, la magia della foresta

Una piacevole escursione nel Bosco Martese, con partenza dalla località Ceppo, nel cuore dei Monti della Laga.

Il percorso attraversa una bella faggeta e raggiunge alcuni punti panoramici affacciati sul Gran Sasso, fino ai caratteristici Faggi Torti.

Ph: Gettyimages/letizia-strizzi

Dal Ceppo, lasciata l’auto nei pressi del campeggio, si seguono le indicazioni che conducono nel bosco.

Il primo tratto si sviluppa tra i faggi del Bosco Martese e, dopo circa mezz’ora di cammino, il sentiero esce dalla vegetazione raggiungendo un’area aperta con un bel panorama sulla catena del Gran Sasso.

Si continua a salire fino al Lago dell’Orso, una piccola raccolta d’acqua circondata dai prati.

Superato il laghetto, il percorso attraversa una zona dove cresce la genziana e raggiunge una strada sterrata.

Da qui lo sguardo si apre sul Pizzo di Moscio e, proseguendo per un breve tratto verso destra, si arriva ai Faggi Torti, alberi dalle forme particolari modellate nel tempo dalle condizioni ambientali.

Il rientro può avvenire lungo lo stesso itinerario.

_ Scopri di più sul sito dell’Ente Turismo

 

4 – Il cuore della Camosciara, tra faggete e panorami

Un itinerario ad anello nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra i boschi della Camosciara e la cresta di Decontra.

La partenza è da Villetta Barrea e il percorso raggiunge Civitella Alfedena attraverso sentieri immersi nella vegetazione, con belle aperture panoramiche sull’anfiteatro della Camosciara.

Ph: Gettyimages/ValerioMei

In autunno il percorso assume un fascino particolare: il bosco di faggi si accende di tonalità dorate e rossastre, mentre il Pino nero di Villetta Barrea, caratteristico di quest’area, accompagna alcuni tratti dell’itinerario.

Lontano dalle strade e dai percorsi più battuti, si cammina in un ambiente tranquillo, dove il paesaggio del Parco rimane il principale protagonista.

Da Villetta Barrea si imbocca il sentiero H3, che sale gradualmente attraverso il bosco.

Dopo il primo tratto, il percorso raggiunge un valico dal quale si apre la vista sull’ampio anfiteatro della Camosciara, circondato dalle montagne che caratterizzano uno degli angoli più noti del Parco.

Il cammino prosegue quindi verso Civitella Alfedena lungo la cresta di Decontra.

L’arrivo a Civitella Alfedena conclude la parte principale dell’itinerario.

Da qui, con una breve camminata di circa 15 minuti, è possibile rientrare verso Villetta Barrea e completare l’anello.

In autunno, con i colori del bosco e la luce più morbida sulle montagne, è un modo piacevole per scoprire la Camosciara lontano dai percorsi più frequentati.

_ Il sito ufficiale del Parco

5 – Monte Sirente dallo Chalet Sirente, boschi antichi

Un lungo itinerario ad anello che raggiunge la vetta del Monte Sirente attraversando faggete, valloni e un tratto di cresta panoramica.

La partenza è dallo Chalet del Sirente, dove è possibile lasciare l’auto.

Si segue il sentiero 15, che sale con pendenza costante attraverso il bosco di faggi fino a raggiungere la Valle Lupara.

Ph: Gettyimages/ValerioMei

Qui il percorso diventa più impegnativo e un breve tratto roccioso richiede anche l’uso delle mani.

Raggiunta la zona tra la Castellina e il Monte Sirente, si prosegue verso destra fino alla vetta.

Dopo aver ripercorso il tratto fino alla forcella, l’itinerario continua lungo la cresta, dove la traccia diventa meno evidente.

Si susseguono così la Castellina, il Peschio Gaetano e il Monte di Canale, con un ambiente aperto e panoramico.

Dalla forcella con il Monte San Nicola, eventualmente raggiungibile con una breve deviazione, si imbocca il sentiero verso sinistra per iniziare la discesa.

La traccia iniziale non è molto evidente, ma conduce al Rifugio di Canale e quindi al Piano di Canale.

Da qui si rientra allo Chalet del Sirente, mantenendosi sul versante del Colle delle Macchie.

_ Tutto quello che c’è da sapere sul Sirente

 

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