I borghi della fisarmonica: viaggio tra musica, storia e natura
Da Castelfidardo a Stradella, passando per Camerano e Numana: un viaggio nei luoghi italiani dove la fisarmonica è diventata tradizione, artigianato e parte dell’identità locale
I luoghi della fisarmonica: viaggio tra storia, artigianato e paesaggi
La fisarmonica appartiene alla musica popolare italiana.
Il suo suono accompagna balli, feste dipaese, orchestre e repertori tradizionali, ma la sua storia attraversa secoli e continenti prima di trovare in alcune località italiane il terreno ideale per trasformarsi da curiosità musicale a vera industria.
Il principio dell’ancia libera era già utilizzato nello sheng, antico strumento cinese formato da una serie di canne.
La fisarmonica moderna nasce però nell’Europa dell’Ottocento: nel 1829 il viennese Cyrill Demian brevettò un nuovo strumento ad ance libere azionate dall’aria prodotta dal mantice.
In Italia quella invenzione trovò artigiani capaci di modificarla, perfezionarla e costruirla in serie.
Castelfidardo, la capitale italiana della fisarmonica
Il viaggio non può che cominciare da Castelfidardo.
La storia porta al 1863 e a Paolo Soprani, allora diciannovenne. Secondo il racconto tramandato, un pellegrino austriaco diretto a Loreto fu ospitato dalla famiglia Soprani e mostrò al giovane Paolo un accordeon.
Soprani ne studiò il funzionamento, cominciò a riprodurlo e avviò con i fratelli una piccola produzione artigianale. Negli anni successivi l’attività si trasferì nel centro di Castelfidardo e assunse dimensioni sempre maggiori.
Da quell’esperienza prese forma un distretto produttivo destinato a portare il nome della cittadina marchigiana in molti Paesi del mondo.
Il luogo simbolo di questa storia è oggi il Museo Internazionale della Fisarmonica, ospitato nel Palazzo Comunale.
Ph.: Getty Images/LucaLorenzelli
Il percorso espositivo raccoglie strumenti antichi e moderni e permette di seguire l’evoluzione della fisarmonica nelle sue diverse forme, insieme alla storia degli artigiani e delle imprese che hanno contribuito allo sviluppo del settore.
La visita può continuare nel centro storico e verso i giardini di Porta Marina, dove si trova anche “Il bosco della musica”, la fontana ideata da Tonino Guerra.
Poco fuori dall’abitato c’è invece la Selva di Castelfidardo, area naturale legata anche alla memoria della battaglia del 1860, uno degli episodi decisivi del Risorgimento italiano.
_Il Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo
Camerano, la storia degli Scandalli alle porte del Conero
Da Castelfidardo bastano pochi chilometri per raggiungere Camerano, sulle colline del Conero.
Ph.: Getty Images/Marzia Camerano
Anche questo centro occupa un posto importante nella storia della fisarmonica marchigiana.
Qui Silvio Scandalli avviò nel primo Novecento una piccola attività artigianale che, con il passare degli anni, si trasformò in una vera industria.
Nel 1946 la Scandalli partecipò, insieme alla Settimio Soprani di Castelfidardo e alla Frontalini di Numana, alla nascita della Farfisa, acronimo di Fabbriche Riunite di Fisarmoniche.
La produzione dello strumento racconta quindi una storia che non appartiene a una sola località: Castelfidardo era il centro principale di un distretto che coinvolgeva diversi paesi delle colline e della costa anconetana.
A Camerano la giornata può continuare con una visita completamente diversa.
Sotto il centro storico si sviluppa infatti un vasto sistema di ambienti scavati nel sottosuolo. Le Grotte di Camerano formano un reticolo di passaggi e sale ricavati nella roccia, con decorazioni, simboli e bassorilievi.
La loro funzione è cambiata nel corso dei secoli: cantine, ambienti di servizio, luoghi di riunione e, durante la Seconda guerra mondiale, rifugi per la popolazione.
Usciti dalle grotte si torna sulle colline del Conero, tra vigneti e paesaggi che scendono verso l’Adriatico.
_Informazioni e visite alle Grotte di Camerano
Numana, quando le fisarmoniche si costruivano vicino al mare
Proseguendo verso la costa si raggiunge Numana.
Oggi il paese è conosciuto soprattutto per le spiagge, il Monte Conero e il turismo balneare, ma nella prima metà del Novecento anche qui la produzione di fisarmoniche ebbe un peso importante.
Il nome legato a questa storia è quello della Frontalini, impresa che divenne uno dei protagonisti del settore marchigiano e partecipò alla costituzione della Farfisa insieme alle aziende Scandalli e Settimio Soprani.
Anche alcuni edifici del paese conservano memoria di quella fase industriale: il Palazzo Vescovile, oggi sede municipale, ospitò in passato una fabbrica di fisarmoniche.
È una pagina meno conosciuta della storia di Numana, che precede la trasformazione della località in una delle mete turistiche più frequentate della Riviera del Conero.
Dal centro alto si può poi proseguire a piedi verso il mare.
La Costarella, la storica scalinata percorsa un tempo dai pescatori, scende verso il porto e offre uno dei collegamenti più caratteristici tra il nucleo antico e la costa.
Ph.: Getty Images/ClaudioStocco
Nel centro si trovano anche l’Antiquarium statale, dedicato alla storia archeologica di Numana e del territorio piceno, il Santuario del Crocifisso e i resti della torre medievale.
La storia della fisarmonica si inserisce così in un paese dove archeologia, tradizioni marinare e paesaggio del Conero convivono nello spazio di pochi chilometri.
_Informazioni turistiche su Numana
Stradella, l’altra capitale italiana della fisarmonica
Per raggiungere l’altro grande centro storico italiano della fisarmonica bisogna lasciare le Marche e spostarsi in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese.
A Stradella la storia dello strumento è legata soprattutto a Mariano Dallapè.
Nel 1871 Dallapè realizzò il suo primo modello e alcuni anni più tardi fondò la propria fabbrica. La produzione crebbe rapidamente e altre imprese seguirono il suo esempio, trasformando Stradella in uno dei principali poli della fisarmonica italiana.
Nel corso del tempo operarono in città numerose aziende e laboratori artigiani.
Proprio a Stradella venne inoltre sviluppato il sistema di bassi conosciuto internazionalmente come “sistema Stradella”, destinato a diventare uno degli standard nella costruzione delle fisarmoniche.
A raccontare questa stagione è oggi il Museo Civico della Fisarmonica Mariano Dallapè, ospitato a Palazzo Garibaldi.
La raccolta comprende strumenti, fotografie, documenti e attrezzi utilizzati nelle diverse fasi della lavorazione. La ricostruzione di un laboratorio aiuta a comprendere quante competenze fossero necessarie per costruire uno strumento composto da legno, metalli, pelli, feltro e numerosi elementi meccanici.
Terminata la visita, vale la pena continuare a piedi nel centro storico.
La Torre Civica domina il cuore di Stradella, mentre poco più in alto si trova la Basilica di San Marcello in Montalino. Intorno comincia il paesaggio dell’Oltrepò Pavese, fatto di colline e vigneti.
Ph.: Getty Images/clodio
_Informazioni sul Museo Civico della Fisarmonica Mariano Dallapè
Informazioni utili
Castelfidardo, Camerano e Numana si trovano tutte in provincia di Ancona e possono essere facilmente riunite nello stesso viaggio.
Le distanze sono contenute e consentono di passare dalle colline dell’entroterra alla costa del Conero seguendo, tappa dopo tappa, la storia del distretto marchigiano della fisarmonica.
A Castelfidardo il punto di riferimento principale è il Museo Internazionale della Fisarmonica. Prima della visita è bene controllare sul sito ufficiale giorni e orari di apertura.
A Camerano le grotte si visitano con modalità e orari stabiliti dall’organizzazione locale: anche in questo caso è opportuno verificare in anticipo le visite disponibili.
Numana può diventare la conclusione naturale del percorso marchigiano, con una passeggiata dal centro storico fino al mare e la possibilità di proseguire nel territorio del Parco del Conero.
Stradella costituisce invece una tappa separata, nel cuore dell’Oltrepò Pavese. Il Museo Civico della Fisarmonica Mariano Dallapè permette di completare il viaggio mettendo a confronto le due grandi tradizioni produttive italiane, quella marchigiana e quella lombarda.
Quattro luoghi molto diversi tra loro, uniti da uno strumento che per oltre un secolo ha portato nel mondo il lavoro degli artigiani italiani insieme a uno dei suoni più familiari della musica popolare.
_Scopri altre idee di viaggio in Italia
_Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram