Veneto, 5 borghi medievali fortificati da ammirare in autunno

22 ottobre 2026 - 11:03

In Veneto ci sono borghi medievali e rinascimentali che regalano ancora oggi la vista delle loro antiche mura, dietro le quali si nasconde un patrimonio di tradizioni, arte e gusto: eccone 5 tra i più belli da visitare in autunno

Veneto, 5 borghi medievali fortificati da visitare in autunno

In Veneto molti borghi conservano ancora le mura medievali e rinascimentali che in autunno assumono una lucebellissima.

In molte città si può ancora camminare sui camminamenti di ronda, salire sulle torri, attraversare porte medievali e raggiungere castelli che dominano il paesaggio.

Questa stagione è un ottimo periodo per farlo: le temperature sono più adatte alle passeggiate e, in diversi casi, appena fuori dalle fortificazioni cominciano vigneti e colline.

Ecco 5 borghi veneti dalle mura spettacolari, per immergersi tra storia, natura e tradizioni.

 

1 – Montagnana, due chilometri di mura e 24 torri nella pianura veneta

Montagnana è avvolta da circa due chilometri di mura trecentesche, rafforzate da 24 torri e da due grandi complessi fortificati in corrispondenza degli accessi principali: Castel San Zeno e la Rocca degli Alberi.

Gran parte dell’aspetto attuale risale alla signoria dei Carraresi, che nel XIV secolo potenziò le difese della città.

Dall’esterno la cinta appare poderosa.

Ph.: Gettyimages/Faabi

Il fossato oggi è in gran parte un’ampia fascia verde e consente di apprezzare la regolarità delle torri e la continuità delle mura.

Poi si entra nel centro storico, dove l’aspetto militare lascia spazio a piazze, palazzi e chiese.

Il Duomo di Santa Maria Assunta domina la piazza principale, mentre poco lontano si trova Villa Pisani, una delle testimonianze dell’architettura palladiana nel territorio.

Per vedere Montagnana dall’alto si può salire sul Mastio di Ezzelino, parte di Castel San Zeno.

Dalla torre la prospettiva cambia completamente: si distinguono la forma della città murata, la campagna circostante e, nelle giornate limpide, i Colli Euganei e i Colli Berici.

È un punto panoramico che permette di capire perché Montagnana fosse un presidio strategico della pianura.

La visita ha anche un inevitabile lato gastronomico.

La città è legata al Prosciutto Veneto Berico-Euganeo DOP, prodotto che trova proprio in quest’area una delle sue zone simbolo.

Dopo il giro delle mura e del centro, una sosta dedicata ai prodotti locali completa bene una giornata autunnale, soprattutto se si arriva senza fretta e si lascia tempo per percorrere anche il perimetro esterno della fortificazione.

_Tutte le informazioni su Montagnana, sulle mura, sul Mastio di Ezzelino e sui monumenti

2 – Marostica, dalla piazza degli scacchi al Castello Superiore a piedi

Marostica è conosciuta in tutta Italia per la Partita a Scacchi con personaggi viventi, ma limitarsi alla piazza significherebbe perdere la parte più interessante per chi ama camminare.

La città è chiusa da mura che risalgono il Monte Pausolino e collegano il Castello Inferiore, nel cuore dell’abitato, al Castello Superiore.

Ph.: Gettyimages/olgysha2008

Viste dal basso disegnano una grande forma triangolare sul versante e fanno capire immediatamente che qui il borgo e la collina sono un unico sistema.

Un itinerario ufficiale permette di esplorarlo a piedi.

Il percorso “Dal Borgo medievale alla Città Murata” misura circa 3 chilometri, richiede un’ora e mezza e supera 150 metri di dislivello.

Si parte dalla parte bassa, si attraversa il borgo originario, si entra da Porta Bassano e si costeggiano le mura scaligere prima di raggiungere la Chiesa dei Carmini.

Da qui comincia la parte più panoramica.

Il sentiero sale in mezzo agli ulivi verso il Monte Pausolino e raggiunge il Castello Superiore.

La fatica è contenuta, ma sufficiente per guadagnare una vista ampia sulla pianura e sulla Pedemontana Veneta.

Per il ritorno si può ripercorrere la stessa strada oppure seguire l’Antica Strada dei Frati, creando un piccolo anello.

È proprio questo a rendere Marostica speciale: si può seguire a piedi il rapporto tra la città e le sue fortificazioni.

In autunno il tratto tra gli ulivi e la collina è particolarmente piacevole.

Scarpe comode restano comunque indispensabili, perché il percorso alterna asfalto, sterrato e sentiero.

_Tutte le informazioni sull’itinerario tra il borgo, le mura e i castelli di Marostica

3 – Soave, il castello scaligero sopra le mura e i vigneti

A Soave il paesaggio racconta subito due storie insieme.

Da una parte ci sono il borgo medievale, le mura e il Castello Scaligero che domina il Monte Tenda; dall’altra i vigneti dell’Est Veronese, che arrivano praticamente fino alle fortificazioni.

Ph.: Gettyimages/Isaac74

È proprio questo incontro tra pietra e filari a rendere il paese diverso dalle altre città murate del Veneto.

La cinta racchiude il nucleo storico e risale fino alla collina, dove si trova il castello.

Le mura scaligere sono scandite da 24 torri merlate e accompagnano la salita verso la fortezza.

Il castello conserva l’impianto di una tipica costruzione militare medievale: il mastio domina il complesso e intorno si sviluppano più cortine murarie e tre cortili.

Dal punto più alto la vista si apre sul borgo, sulla pianura e sulle colline coltivate.

Dentro le mura il percorso continua lungo le vie del centro, dove si incontrano il Duomo di San Lorenzo, il Palazzo di Giustizia e il Palazzo del Capitano.

Ma basta uscire dal nucleo storico per ritrovare subito la campagna.

La Garganega è l’uva che caratterizza maggiormente questo territorio ed è alla base delle principali tipologie del Soave e del Recioto di Soave.

In autunno la visita acquista quindi un significato particolare.

Il borgo conserva l’atmosfera medievale, mentre le colline raccontano il momento più importante dell’anno agricolo e iniziano gradualmente a cambiare colore.

Chi ama camminare può cercare uno dei percorsi che collegano Soave alle campagne e ai rilievi circostanti, trasformando la visita al castello in una giornata più ampia tra storia e vigneti.

_Tutte le informazioni su Soave, sul Castello Scaligero, sulle mura e sul territorio del vino

4 – Castelfranco Veneto, dentro le mura sulle tracce di Giorgione

Castelfranco Veneto chiude la cinquina con un carattere completamente diverso.

Qui le mura non salgono su una collina e non conducono a un castello dominante: racchiudono invece un nucleo urbano compatto nel cuore della pianura trevigiana.

Ph.: Gettyimages/boerescul

Le alte cortine in mattoni, le torri angolari e il fossato definiscono ancora oggi con grande chiarezza il perimetro della città fortificata.

Il castello nacque come presidio strategico in una zona contesa tra Padova, Vicenza e Treviso.

Entrando nel centro storico si passa quindi da un sistema difensivo medievale a una piccola città d’arte.

Castelfranco è infatti legata soprattutto a Giorgione, uno dei grandi protagonisti della pittura veneta del Rinascimento, nato qui alla fine del Quattrocento.

La tappa fondamentale è il Duomo, dove si conserva la celebre Pala di Castelfranco.

Poco lontano si trova la Casa Giorgione, mentre il centro racchiude anche il Teatro Accademico, progettato nel Settecento da Francesco Maria Preti.

In pochi minuti a piedi si passa quindi dalle mura alla pittura rinascimentale e poi all’architettura teatrale, senza mai uscire dal nucleo storico.

Per chi ama camminare il modo migliore di concludere la visita è seguire il perimetro delle fortificazioni e osservare la città sia dall’interno sia dall’esterno.

È una passeggiata breve, ma permette di leggere bene la struttura del castello e di vedere come le mura continuino a definire la vita urbana contemporanea.

In autunno Castelfranco è una meta facile da abbinare ad altre località della Marca trevigiana, ma vale la pena dedicarle almeno qualche ora per non ridurla alla sola Pala di Giorgione.

_Tutte le informazioni su Castelfranco Veneto, sulla città murata e sui luoghi di Giorgione

 

5 – Cittadella, quasi un chilometro e mezzo di mura da percorrere dall’alto

A Cittadella le mura non sono soltanto lo sfondo del centro storico: sono il vero percorso della visita.

La cinta medievale ha forma ellittica, misura 1.461 metri di circonferenza e si conserva ancora integra.

Ph.: Gettyimages/Gim42

L’altezza media è di circa 14 metri, mentre i torrioni delle porte arrivano fino a 30.

Il sistema difensivo è scandito da torri di dimensioni diverse e circonda un impianto urbano organizzato attorno ai due assi principali che collegano le quattro porte.

La particolarità che rende Cittadella diversa da molte altre città fortificate è il camminamento di ronda completamente percorribile.

Si sale da Porta Bassano e si può compiere l’intero giro delle mura camminando a circa 15 metri di altezza.

Da lassù si osservano contemporaneamente il centro storico, i tetti, il fossato e la pianura; nelle giornate limpide lo sguardo raggiunge anche i rilievi verso il Monte Grappa.

Il camminamento è stato recuperato con un lungo restauro che ha restituito continuità al percorso.

Oggi è un balcone circolare sulla città e permette di leggere bene la struttura difensiva medievale, dalle quattro porte alle torri e all’organizzazione geometrica delle strade interne.

Una volta scesi, vale la pena completare la visita a piedi nel centro storico.

La Casa del Capitano, la Torre di Malta, il Duomo e il Teatro Sociale sono tutti facilmente raggiungibili senza spostare l’auto.

In settembre e ottobre il camminamento resta particolarmente piacevole perché si può percorrere senza il caldo pieno dell’estate, ma gli orari cambiano nel corso dell’anno e vanno verificati prima della visita.

_Tutte le informazioni su Cittadella e sul Camminamento di Ronda

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