Reggio Emilia d’autunno tra castelli, borghi e passeggiate

26 ottobre 2026 - 11:42

Dalla Rocca dei Boiardo alle fortezze di Matilde di Canossa, un itinerario nell'Appennino reggiano tra borghi medievali, antiche pievi, calanchi, sapori locali e i sorprendenti vulcani di fango delle Salse di Regnano

Appennino reggiano: castelli, borghi e antiche pievi sulle tracce di Matilde di Canossa

Castelli medievali, borghi in pietra, antiche pievi e colline modellate da spettacolaricalanchi: nell’Appennino di Reggio Emilia, a pochi chilometri dalla pianura, si attraversa un territorio profondamente legato alla storia di Matilde di Canossa.

Tra le valli del Tresinaro e del Secchia, le fortificazioni medievali ricordano il periodo in cui queste montagne furono al centro delle contese tra Papato e Impero. Accanto ai castelli sorgono piccoli paesi che conservano testimonianze dell’architettura rurale e tradizioni gastronomiche ancora vive.

Un itinerario di circa 65 chilometri permette di visitare alcuni dei luoghi più interessanti della zona, alternando soste nei borghi e passeggiate tra boschi, pievi e curiosi fenomeni geologici.

Da Scandiano a Viano, tra storia e sapori dell’Emilia

Il viaggio comincia a Scandiano, cittadina dominata dalla Rocca dei Boiardo, complesso fortificato di origine medievale che nei secoli divenne una residenza signorile.

Qui nacque il poeta Matteo Maria Boiardo, autore dell’Orlando innamorato, e soggiornò anche il naturalista Lazzaro Spallanzani, originario della città.

Ph.: Gettyimages/8vFanI

Lasciato il centro storico, si segue la strada provinciale 7 lungo il torrente Tresinaro, attraversando Iano, Mazzalasino, Cerro e Rondinara, fino a raggiungere Viano.

Questo piccolo comune appartiene all’Associazione Nazionale Città del Tartufo e rappresenta un’ottima occasione per conoscere la cucina tradizionale reggiana.

Tra le specialità locali figurano cappelletti, tortelli di zucca e di erbette, erbazzone, ciccioli e Parmigiano Reggiano, da accompagnare con un bicchiere di Lambrusco. Per concludere, la torta di tagliatelle, dolce tipico della tradizione emiliana.

Baiso, il castello medievale e i calanchi

Da Viano si raggiunge Baiso, borgo dalla lunga storia medievale, situato in un paesaggio collinare caratterizzato da estesi anfiteatri di calanchi.

Queste particolari formazioni argillose, modellate dall’erosione dell’acqua, creano profondi solchi e creste che interrompono il verde dei boschi e dei prati.

Ph.: Gettyimages/Oldpaddo

Per esplorare il territorio si può seguire l’anello escursionistico di Cassinago, identificato dal segnavia CAI 632.

Il percorso misura circa 9 chilometri, con un dislivello di 250 metri, e parte dalle vicinanze del centro di Baiso. Attraversa il borgo rurale di Cassinago, costeggia i calanchi, percorre i boschi del Monte Lusina e torna verso il castello.

L’itinerario consente di osservare anche antichi edifici agricoli, testimonianze dell’organizzazione della vita nelle campagne appenniniche.

Valestra e la Pieve di San Vitale

Proseguendo attraverso Castagneto si raggiunge Valestra, piccolo paese ai piedi dell’omonimo monte, la cui imponente parete rocciosa domina questa parte dell’Appennino.

Una specialità della tradizione gastronomica locale è la carne di pecora, utilizzata per preparare le barzigole, bistecche aromatizzate, e il violino, un particolare salume ricavato dalla coscia dell’animale.

Tra Valestra e Carpineti merita una deviazione la Pieve di San Vitale, antico complesso religioso di probabili origini bizantine, situato su un pianoro erboso circondato dai boschi.

Dell’edificio originario sopravvivono alcuni resti, recuperati e valorizzati insieme alla vicina canonica, oggi destinata anche all’accoglienza dei visitatori.

La pieve è raggiungibile attraverso percorsi escursionistici che attraversano il crinale. Particolarmente interessante è il collegamento con il Castello di Carpineti, lungo il Sentiero Spallanzani, che permette di unire la visita ai due monumenti a una camminata panoramica.

Il Castello di Carpineti, la fortezza di Matilde di Canossa

Tra le testimonianze medievali dell’Appennino reggiano, il Castello di Carpineti occupa un posto di particolare importanza.

La fortezza sorge sul crinale del Monte Antoniano, in posizione strategica tra le valli del Secchia e del Tresinaro. Fu uno dei principali centri del potere di Matilde di Canossa durante la lotta per le investiture.

Nel 1077 ospitò papa Gregorio VII, reduce dal celebre incontro di Canossa con l’imperatore Enrico IV. Nel 1092 Matilde vi convocò un’assemblea di vescovi e prelati per discutere la prosecuzione del conflitto con l’imperatore.

Il complesso conserva parte della doppia cinta muraria, il mastio e la chiesetta romanica di Sant’Andrea, fatta edificare per volontà della contessa.

Dal castello si apre un vasto panorama sulle montagne circostanti. Una breve passeggiata dal parcheggio permette di raggiungere il complesso fortificato, mentre chi desidera camminare più a lungo può proseguire verso la Pieve di San Vitale.

Marola e Casina, tra pievi e borghi in pietra

Lasciato il castello, una strada panoramica scende verso Carpineti, il cui centro storico conserva edifici legati alla storia della famiglia Amorotti.

Proseguendo verso Casina, vale la pena raggiungere Marola, borgo circondato da grandi castagneti e conosciuto per la sua abbazia benedettina.

Ph.: Gettyimages/Oldpaddo

Secondo la tradizione, il complesso religioso fu fondato per volontà di Matilde di Canossa tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. La chiesa conserva elementi dell’originaria architettura romanica.

Marola è inoltre legata alla coltivazione delle castagne, celebrata ogni autunno con una festa dedicata a questo prodotto.

Nei dintorni di Casina si possono raggiungere anche piccoli nuclei rurali come Crovara, nella valle del Tassobbio, dove sopravvivono antiche costruzioni in pietra e case a torre.

Le Salse di Regnano, i vulcani di fango dell’Appennino

Prima di concludere l’itinerario, una deviazione conduce a Regnano, nel territorio comunale di Viano, dove si trova un fenomeno geologico particolarmente curioso.

Le Salse di Regnano sono piccoli coni argillosi dai quali fuoriescono fango freddo e gas provenienti dal sottosuolo.

Il fenomeno, legato alla risalita di idrocarburi gassosi attraverso i sedimenti, produce bolle e colate fangose che ricordano in miniatura l’attività dei vulcani, pur avendo un’origine completamente diversa.

Il sito si raggiunge attraverso un breve sentiero dal parcheggio e fa parte della Via dei Vulcani di Fango, un itinerario che collega diversi geositi delle colline reggiane e modenesi.

Un’ultima sosta che aggiunge alle testimonianze medievali un aspetto insolito della geologia dell’Appennino.

Informazioni utili

Lunghezza dell’itinerario: circa 65 chilometri, escluse eventuali deviazioni aggiuntive
Partenza: Scandiano

Il percorso si sviluppa prevalentemente su strade provinciali e secondarie.

Per le escursioni è consigliato utilizzare cartografia aggiornata e verificare le condizioni dei sentieri.

La Rocca dei Boiardo di Scandiano è attualmente chiusa al pubblico per restauri.

Per il Castello di Carpineti è opportuno verificare preventivamente le modalità di visita.

Le Salse di Regnano sono ad accesso libero e dispongono di un parcheggio nelle vicinanze.

_Il sito ufficiale del Castello di Carpineti

 

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