5 bellissimi borghi del gusto da assaporare vicino a Roma

25 febbraio 2026 - 14:00

A poca distanza da Roma si nasconde una realtà di piccoli borghi dove la cucina è ancora un’espressione viva del territorio: dalla cucina verace di Ariccia al pane storico di Genzano, un viaggio ideale per chi cerca sapori autentici

5 borghi del gusto vicino a Roma da non perdere

Roma è un punto di partenza privilegiato per esplorare un territorio ricchissimo di sapori, tradizioni contadine e piccolicentri dove il cibo non è solo un elemento identitario, ma un vero e proprio racconto del luogo.

Intorno alla Capitale si estende un mosaico di paesaggi e culture gastronomiche che cambia volto nel raggio di pochi chilometri, offrendo esperienze diverse ma profondamente coerenti con la storia del Lazio.

A poca distanza dalla città si incontrano borghi che custodiscono ricette tramandate da generazioni, prodotti riconosciuti a livello nazionale e un rapporto stretto tra paesaggio, agricoltura e cucina.

Dai Castelli Romani alla Tuscia, ecco 5 borghi del gusto da non perdere vicino a Roma.

1 – Nemi, la delizia delle fragoline di bosco

Affacciata sull’omonimo lago vulcanico, Nemi è uno dei borghi più suggestivi dei Castelli Romani, un luogo in cui il paesaggio naturale e la tradizione gastronomica si fondono in modo quasi indissolubile.

Le case affacciate sullo specchio d’acqua e i boschi che circondano il lago creano un’atmosfera raccolta e intima, che invita alla lentezza e alla contemplazione.

Ph.: Gettyimages/yang hao

Questo contesto ha contribuito a modellare una cultura del gusto profondamente legata al territorio e ai suoi ritmi naturali.

La fama di Nemi è legata soprattutto alle fragoline di bosco, coltivate da secoli sui terreni vulcanici delle pendici circostanti.

Piccole, profumatissime e delicate, sono diventate il simbolo del borgo e la base di una tradizione dolciaria che comprende crostate, confetture, sciroppi e liquori artigianali.

Le fragoline non sono solo un prodotto tipico, ma un elemento identitario celebrato anche attraverso feste e ricorrenze che rafforzano il legame tra comunità e territorio.

Accanto alla dolcezza, però, Nemi conserva una cucina di impronta contadina, fatta di ingredienti semplici e stagionali.

Nei ristoranti e nelle trattorie del borgo trovano spazio piatti della tradizione laziale, verdure locali, primi piatti robusti e carni preparate secondo ricette consolidate, spesso accompagnati dai vini dei Castelli Romani.

_ Nemi tra i Borghi più belli d’Italia

2 – Ariccia vuol dire porchetta

Ariccia è universalmente riconosciuta come la patria della porchetta, uno dei prodotti simbolo del Lazio, qui tutelato dal marchio IGP e diventato un vero emblema dell’identità locale.

Il borgo, celebre anche per il suo ponte monumentale e per il Palazzo Chigi, unisce una forte valenza storica a una tradizione gastronomica profondamente popolare, radicata nella vita quotidiana e nella convivialità.

Ph.: Gettyimages/Salvatore Micillo

Le fraschette storiche rappresentano il cuore dell’esperienza culinaria ariccina: ambienti informali dove il cibo è condivisione, porzioni generose e sapori netti, senza concessioni alle mode.

Accanto alla porchetta trovano spazio pane casereccio, formaggi locali, vino dei Colli Albani e piatti che raccontano la cucina romana più autentica, fatta di semplicità e sostanza.

_ La pagina ufficiale di Ariccia

3 – Genzano, pane antico

Genzano di Roma è un punto di riferimento per l’arte bianca laziale grazie al suo pane IGP, prodotto secondo un disciplinare che tutela metodi e tempi di lavorazione tradizionali.

Il forno, qui, non è solo un’attività commerciale ma un presidio culturale, un luogo di identità collettiva.

Il borgo, affacciato sul lago di Nemi, unisce una forte vocazione agricola a una cucina domestica, fatta di primi piatti robusti, verdure di stagione e carni preparate secondo ricette familiari.

Ph: Gettyimages/FRANCESCO-VIGNALI

Genzano è anche noto per l’Infiorata, evento che sottolinea il legame profondo tra comunità, territorio e tradizione, lo stesso che si ritrova nel cibo.

_ Genzano sul sito dell’Ente turismo

4 – Civita di Bagnoregio, la riscoperta della cucina povera

Civita di Bagnoregio, nella Tuscia viterbese, è un borgo unico nel suo genere, sospeso su uno sperone di tufo e collegato al mondo da un solo ponte pedonale.

La sua fragilità geologica, che le è valsa il soprannome di “città che muore”, ha paradossalmente contribuito a conservarne l’identità, proteggendo un tessuto urbano rimasto fedele alle origini.

Ph: Gettyimages/Mark Zhu

Camminare tra i vicoli silenziosi e le case in pietra significa entrare in un luogo dove il paesaggio domina l’esperienza e influenza profondamente anche il modo di vivere e di mangiare.

La cucina di Civita è essenziale, radicata nella tradizione etrusca e contadina della Tuscia.

I piatti nascono da una dispensa povera ma sapiente, che valorizza legumi, cereali, verdure di stagione e l’olio extravergine d’oliva locale, vero protagonista della tavola.

Le preparazioni sono semplici, spesso legate al calendario agricolo, ma capaci di esprimere sapori intensi e riconoscibili.

I vini del territorio, prodotti sulle colline circostanti, accompagnano una gastronomia che rifugge l’eccesso e punta sulla qualità delle materie prime.

_ Il sito dedicato a Civita di Bagnoregio

 

5 – Rocca di Papa: tagliatelle, pecorino e cantine

Rocca di Papa, arroccata a circa 680 metri di altitudine sui Colli Albani, è uno dei borghi più caratteristici dei Castelli Romani, a soli 30 km da Roma.

Oltre alla sua storia millenaria e ai panorami unici sul Lago Albano, il borgo è una vera destinazione per gli amanti del gusto e dei prodotti locali.
La cucina di Rocca di Papa, infatti, punta sulla tradizione contadina e sulle eccellenze del territorio.

Nei ristoranti e nelle trattorie è possibile assaggiare piatti come la porchetta cotta lentamente, le tagliatelle fatte a mano con funghi porcini dei boschi circostanti, e la pasta alla carbonara reinterpretata in chiave locale con ingredienti dei Castelli Romani.

Ph: Gettyimages/e55evu

Tra i formaggi spiccano la caciotta dei Colli Albani e il pecorino locale, spesso abbinati a miele e marmellate artigianali.

I dolci tradizionali includono le ciambelline al vino e i biscotti con farina di castagne, perfetti con un bicchiere di vino dei Colli Albani, come il Frascati Superiore o il Malvasia Puntinata.

Rocca di Papa ospita anche mercati settimanali e sagre stagionali che celebrano i prodotti tipici: dal tartufo dei boschi alle castagne autunnali, fino ai funghi porcini raccolti a mano.

Per chi ama l’enogastronomia, sono imperdibili le visite alle piccole cantine e alle aziende agricole locali, dove è possibile degustare vini e oli extravergine d’oliva direttamente dai produttori.

_ Cosa vedere a Rocca di Papa

 

 

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