6 imperdibili carnevali di montagna da vivere tra maschere e tradizione
Dalle Alpi lombarde alla Valle d'Aosta, il Carnevale nei borghi montani è un rito collettivo che precede la primavera. Sei luoghi dove maschere arcaiche, campanacci e cortei raccontano tradizioni ancora vive e profondamente radicate nelle comunità.
Il suono dei campanacci rompe il silenzio della valle, i violini si intrecciano con le fisarmoniche e un corteo di maschere attraversa le vie strette di un borgo di pietra.
Inmontagna il Carnevale non è spettacolo da guardare: è un rito collettivo che affonda le radici in tradizioni antiche, spesso precristiane, legate alla fine dell’inverno e al ritorno della luce.
Nei piccoli paesi alpini e prealpini la festa conserva un carattere autentico, lontano dalle grandi sfilate cittadine, e coinvolge l’intera comunità in un tempo diverso dal quotidiano, dove il teatro popolare si intreccia con gesti carichi di significato simbolico.
Dalla Valle d’Aosta alla Lombardia, dal Piemonte al Trentino-Alto Adige, esistono luoghi in cui questa tradizione è ancora fortissima e rappresenta un momento identitario da non perdere.
1) Pont-Saint-Martin, il Carnevale sul ponte romano
A Pont-Saint-Martin, all’estremità orientale della Valle d’Aosta, il Carnevale è uno dei più celebri e partecipati dell’arco alpino.
La sua particolarità sta nel forte legame con la storia romana: il momento simbolicamente più potente è il passaggio del corteo sul ponte romano che attraversa la Dora Baltea, accompagnato dal grido collettivo di vittoria.
Al centro della scena ci sono i personaggi storici, come il console romano e le figure che rappresentano la città, affiancati dalle vivandiere e dalle milizie in costume.
Ph: Gettyimages/IrinaSen
Le sfilate, che durano diversi giorni, coinvolgono tutto il paese e attirano visitatori da fuori regione.
Tra carri allegorici, musiche tradizionali e maschere elaborate, la festa offre spettacoli, laboratori per bambini e momenti conviviali in cui gli abitanti aprono le loro case ai visitatori.
E alla fine, non c’è niente di meglio dello spettacolo delle montagne della bassa Valle d’Aosta come sfondo per la festa!
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2) Il Baìo di Sampeyre, folklore antico della Val Varaita
A Sampeyre, in Val Varaita, il Carnevale prende il nome di Baìo ed è una delle espressioni più antiche e complesse del folklore piemontese.
Qui non si assiste a una semplice festa, ma a una vera e propria rappresentazione itinerante che dura più giorni e coinvolge personaggi codificati, ciascuno con un ruolo preciso.
I Baìo, vestiti con uniformi riccamente decorate, sfilano per il paese accompagnati da musiche tradizionali, mentre altre figure, più grottesche e irriverenti, introducono elementi di satira e disordine.
Ph.: Gettyimages/MicheleVacchiano
L’origine del Baìo è avvolta dalla leggenda e affonda le radici in eventi storici reali della valle, come la difesa del territorio da antichi invasori e le resistenze locali contro le incursioni dei feudatari vicini, intrecciandosi con rituali stagionali e celebrazioni religiose.
_ Maggiori informazioni sul sito dell’ente turismo
3) Bagolino, dove si danza al suono dei violini
Bagolino, in provincia di Brescia, ospita uno dei Carnevali più affascinanti delle Alpi lombarde. In questo antico borgo medievale dell’alta Valle Sabbia, poco distante dal Lago d’Idro, tutto ruota attorno ai Balarì e ai Maschér, protagonisti di una tradizione che unisce danza, musica e maschere di straordinaria fattura.
I Balarì indossano costumi eleganti, impreziositi da ricami, gioielli e cappelli decorati, e si muovono seguendo coreografie precise al suono dei violini.
Ph: Gettyimages/Sergio-Nogueira
I Maschér, invece, rappresentano l’anima più ironica e irriverente del Carnevale, con travestimenti che giocano sul rovesciamento dei ruoli sociali.
Le strade strette del borgo montano diventano il palcoscenico di una festa che conserva un forte senso di ritualità, in cui ogni gesto ha un significato tramandato da generazioni.
_ Maggiori informazioni sul sito del Comune di Bagolino
4) Schignano, maschere di legno sopra il Lago di Como
A Schignano, sulle montagne che dominano il Lago di Como, il Carnevale assume toni più cupi e arcaici. Le maschere lignee, intagliate a mano, sono il simbolo più potente di questa festa.
I Bej e i Brut incarnano due anime opposte: l’eleganza ostentata e caricaturale da una parte, la rozzezza e l’istinto dall’altra. Le sfilate sono rumorose, caotiche, quasi disturbanti, e proprio per questo estremamente suggestive.
Il Carnevale di Schignano non punta a compiacere o a seguire regole precise: è un rito intenso e travolgente, che mette in scena il conflitto tra ricchezza e povertà, ordine e disordine, civiltà e natura.
Ph: Gettyimages/RnDmS
Durante la festa si alternano scene di danza e duelli simbolici tra le maschere, canti tradizionali e momenti di improvvisazione, che coinvolgono sia gli abitanti sia i visitatori.
Viverlo significa accettare l’incontro con tutta la sua forza primitiva e con la carica di una tradizione secolare: siete pronti?
_ Maggiori informazioni sul sito dell’ente turismo
5) Valfloriana, il frastuono dei Matòci in Trentino
In Valfloriana, in Trentino, il Carnevale è conosciuto come il Carnevale dei Matòci, termine dialettale che indica personaggi volutamente eccessivi, rumorosi e provocatori, coperti di campanacci, pelli, stracci e abiti dai colori accesi.
Si tratta di una festa dal carattere profondamente comunitario, legata al mondo contadino e alla dimensione agricola della valle, in cui il Carnevale assume il valore simbolico di rito di passaggio: serve a scacciare l’inverno, a risvegliare la terra e ad allontanare, con il frastuono e la caricatura, le forze negative accumulate nei mesi freddi.
Ph: Gettyimages/RnDmS
Le sfilate attraversano le diverse frazioni della valle e coinvolgono attivamente gli abitanti, accompagnate da musica tradizionale, canti, urla rituali e da un’atmosfera volutamente sopra le righe, in cui l’eccesso è parte integrante del linguaggio festivo.
Il Carnevale di Valfloriana è meno conosciuto dal grande pubblico rispetto ad altre celebrazioni alpine, ma proprio questa dimensione lo rende particolarmente interessante: il visitatore non assiste a una messa in scena per turisti, ma entra in contatto con una tradizione viva, condivisa e ancora profondamente sentita dagli abitanti locali.
_ Maggiori informazioni sul sito VisitFiemme
6) Terlano, tra cultura alpina e tradizione tirolese
A Terlano, in Alto Adige, il Carnevale riflette l’incontro tra cultura alpina e tradizione tirolese. Le maschere e i costumi richiamano figure storiche e contadine, con un’attenzione particolare alla musica e ai cortei organizzati.
Durante la festa si susseguono sfilate colorate, balli tradizionali e momenti di festa condivisi nelle piazze e nei cortili dei borghi, con la partecipazione attiva di bambini e adulti.
Ph: Gettyimages/Wirestock
Anche qui il Carnevale è un momento di forte coesione sociale, in cui il paese si ritrova attorno a una festa che segna il passaggio dall’inverno alla primavera.
L’atmosfera è più ordinata rispetto ad altre realtà alpine, ma non per questo meno intensa: tra sfilate, balli, canti e momenti conviviali, il Carnevale di Terlano racconta un modo diverso di vivere la montagna, fatto di equilibrio tra tradizione, identità locale e apertura.
_ Maggiori informazioni sulla pagina web dedicata a Terlano
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