Veneto alla ricerca del fresco: 4 cascate spettacolari ad agosto
Dalle Dolomiti d'Ampezzo alla Val d'Astico, passando per il Lago del Mis e la Valpolicella: quattro itinerari per scoprire alcune delle cascate e delle pozze naturali più suggestive del Veneto.
Veneto alla ricerca del fresco: le 4 cascate più belle da vedere ad agosto
Il Veneto racchiude, nella distanza di poche ore d’auto, due geografie d’acquacompletamente diverse.
A nord le Dolomiti bellunesi impongono le loro regole: pareti verticali, ghiaioni, torrenti che nascono da nevai e ghiacciai residui e si buttano giù con la violenza tipica della montagna alta.
A sud, dove le Prealpi degradano verso la pianura, l’acqua rallenta, scava gole più dolci nella roccia calcarea, forma pozze turchesi e cascatelle che sembrano fatte apposta per un bagno estivo.
Ecco 4 cascate spettacolari da ammirare ad agosto.
1 – Cascate di Fanes, Cortina d’Ampezzo
Nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, il torrente Fanes crea uno dei salti d’acqua più fotogenici dell’area cortinese.
Il percorso ufficiale è la via ferrata Cascate di Fanes (Giovanni Barbara), un itinerario ben attrezzato e considerato facile, con partenza dal parcheggio di Pian de Loa.
Chi non vuole affrontare la ferrata può comunque godersi un bel punto panoramico lungo il sentiero, che restituisce già una prospettiva ampia sul salto e sulla forra sottostante, incorniciata dalle pareti dolomitiche che qui si alzano quasi verticali.
Ph.: Gettyimages/Massimo De Santis
Il periodo migliore resta la tarda primavera e l’inizio dell’estate, quando lo scioglimento delle nevi alimenta la portata del torrente rendendo il salto più imponente.
È una meta che si presta bene a chi sta già esplorando la zona di Fanes e delle Cinque Torri, magari in combinazione con una tappa ai vicini rifugi, e che difficilmente delude chi cerca l’immagine più classica della cascata dolomitica: acqua bianca contro roccia grigia, in un anfiteatro naturale che sembra costruito apposta per lo spettacolo.
_ Il percorso alle Cascate di Fanes sul sito dell’Ente turismo
2 – I Cadini del Brenton, lago del Mis
Nel cuore della Valle del Mis, all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Lago del Mis segna uno degli accessi più suggestivi a questo angolo di Belluno, tra Sospirolo e l’area agordina di Gosaldo e Rivamonte.
Poco oltre, i Cadini del Brenton offrono una sequenza di pozze scavate nella roccia dal torrente omonimo, collegate da piccole cascate e marmitte di erosione.
Ph.: Gettyimages/Kisa_Markiza
Non ci sono salti spettacolari in senso stretto, ma l’insieme del canyon, con l’acqua che cambia colore a seconda della profondità delle vasche, ha un fascino diverso, più intimo e quasi segreto.
Il sentiero che li raggiunge parte dal parcheggio nei pressi del lago e si sviluppa senza grandi difficoltà tecniche, adatto anche a chi non è escursionista abituale, anche se il fondo roccioso e talvolta scivoloso richiede attenzione, soprattutto vicino alle pozze.
La zona si presta a un’intera giornata nel Parco: il Lago del Mis, con le sue acque verde smeraldo, è già di per sé una meta piacevole, e i Cadini diventano la tappa naturale per chi vuole spingersi oltre la semplice passeggiata lungo la riva.
3 – Parco delle Cascate di Molina, Fumane
A pochi minuti dal lago di Garda, nel territorio di Fumane, il Parco delle Cascate di Molina rappresenta un caso a parte rispetto alle altre mete.
Qui la natura è stata organizzata in un percorso strutturato, con tre itinerari di diversa lunghezza e difficoltà che si snodano tra grotte, resti di antichi mulini e una decina di cascate di dimensioni contenute ma ravvicinate.
Ph: Gettyimages/Olga-Mazyarkina
È probabilmente la meta più adatta a chi viaggia con bambini o cerca un’uscita meno impegnativa: i sentieri sono ben tracciati e segnalati, la vegetazione è fitta e offre ombra anche nelle giornate più calde, e la presenza di ponticelli e passerelle rende il percorso accessibile senza rinunciare all’atmosfera un po’ selvaggia della gola scavata dal torrente Progno di Molina.
L’ingresso è a pagamento, con parcheggio a parte, ma l’organizzazione del parco garantisce una visita completa in un paio d’ore, che si può facilmente abbinare a una giornata sul Garda o a una tappa nella vicina Valpolicella, tra vigneti e cantine.
_ Il sito ufficiale del Parco delle Cascate
4 – Pozze di Arsiero, Val d’Astico
Nella Val d’Astico, nel Vicentino, quello che localmente viene chiamato Contra Pria o Pria Park non è propriamente una cascata, ma un canyon scavato dal torrente Astico in cui si susseguono pozze profonde, piccoli salti e giochi d’acqua dai colori che ricordano, con le dovute proporzioni, certi scorci caraibici.
È probabilmente la meta più amata d’estate da chi cerca refrigerio: l’acqua resta fredda anche nelle giornate più calde, e le pozze più ampie si prestano al bagno, anche se i tuffi vanno evitati per la profondità incerta e i fondali rocciosi.
Ph: Gettyimages/FashionAnatomy
Proprio per questo motivo, e per la popolarità crescente del luogo, la scelta migliore resta visitarlo nei giorni feriali o fuori stagione, quando il canyon si può godere in relativa tranquillità, lontano dal via vai che nei weekend estivi può diventare piuttosto intenso.
Il punto di forza delle Pozze di Arsiero è proprio questo contrasto tra la vicinanza a Vicenza, a meno di un’ora d’auto, e la sensazione di trovarsi in un ambiente selvaggio, quasi fuori scala rispetto al resto delle Prealpi vicentine.
_ Visita il sito della Pro Loco
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