Dove vedere il foliage in Emilia: 4 luoghi da non perdere
Dai boschi dell’Appennino alle colline del Lambrusco, quattro paesaggi emiliani dove l’autunno cambia il colore di montagne, laghi, vigneti e antichi borghi: uno spettacolo da ammirare a passo lento
Emilia: 4 posti dove ammirare il foliage d’autunno
L’autunno in Emilia non ha un solo colore.
Sale dalle colline, attraversa i boschi dell’Appennino, si posasui vigneti e cambia lentamente il volto dei borghi.
È una stagione di passaggio, ma anche uno dei momenti migliori per guardare questi paesaggi con occhi diversi.
Il foliage emiliano ha però una caratteristica particolare: non è confinato soltanto alle grandi faggete di montagna.
In poche decine di chilometri si può passare dai boschi dell’Appennino reggiano alle rive di un lago circondato dagli alberi, per poi scendere verso le colline modenesi, dove sono le vigne a trasformarsi insieme alla campagna.
L’autunno diventa così un modo per leggere il territorio attraverso la vegetazione, ma anche attraverso la sua storia e le sue attività agricole.
Per cercare il foliage in Emilia non serve quindi inseguire necessariamente la montagna più alta.
A volte basta una rocca affacciata sull’Appennino, un lago raccolto tra i boschi o una strada secondaria che attraversa le colline coltivate.
Ecco quattro luoghi in cui l’autunno assume ogni volta un carattere diverso.
1 – Levizzano Rangone, l’autunno intorno al castello
Scendendo dall’Appennino verso le colline modenesi, il foliage cambia completamente volto.
A Levizzano Rangone non sono soltanto i boschi a colorarsi: l’autunno coinvolge il paesaggio agricolo, i filari e le colline del Lambrusco Grasparossa, creando un mosaico nel quale natura e campagna coltivata si confondono.
Il cuore del borgo è il Castello di Levizzano Rangone, complesso fortificato di origine medievale dominato dalla Torre Matildica.
Ph.: Gettyimages/MasterLu
Le prime notizie certe della fortificazione risalgono al 890 e il castello è legato anche alla storia della famiglia di Matilde di Canossa.
Oggi la struttura conserva la cinta muraria, la torre e altri edifici che testimoniano le diverse trasformazioni subite nel corso dei secoli.
In autunno il castello acquista un ruolo particolare perché si trova immerso in un paesaggio agricolo collinare che cambia insieme alla stagione.
Le vigne del Grasparossa assumono tonalità gialle, rosse e brune e disegnano geometrie sui versanti, mentre le strade che collegano Levizzano alle località circostanti permettono di osservare il paesaggio da prospettive differenti.
È un foliage meno selvaggio rispetto a quello dell’Appennino e proprio per questo interessante.
Qui l’autunno racconta la campagna modenese: filari, case rurali, colline e antichi insediamenti si ritrovano dentro la stessa immagine.
_ Tutto quello che c’è da sapere su Levizzano Rangone
2 – Lago Calamone, il riflesso dell’autunno nell’acqua
A quasi 1400 metri di quota, sulle pendici del Monte Ventasso, il Lago Calamone è uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino reggiano per osservare l’arrivo dell’autunno.
Il lago, di origine glaciale, si trova in una conca naturale circondata da faggete e rimboschimenti di conifere.
Ph: Gettyimages/PhotoFra
Proprio questa combinazione di alberi contribuisce alla varietà cromatica del paesaggio.
Qui il foliage ha una scenografia particolare: non si guarda soltanto verso il bosco, ma anche verso il suo riflesso nell’acqua.
Quando le faggete cominciano a virare dal verde verso il giallo e l’arancio, le rive del lago diventano una sorta di cornice naturale e la superficie dell’acqua restituisce i colori degli alberi.
Il Lago Calamone è anche un punto di partenza per escursioni più impegnative sul Monte Ventasso.
Dal lago si può proseguire sui sentieri del crinale fino alla vetta, a 1727 metri, oppure limitarsi a esplorare l’area lacustre e i boschi circostanti.
L’autunno qui arriva prima rispetto alle quote più basse.
È quindi uno dei luoghi da considerare quando si vuole seguire il foliage lungo la montagna: mentre nelle colline emiliane le foglie possono essere ancora verdi, intorno al Calamone il paesaggio può già avere assunto le prime tonalità calde.
_ Il lago sul sito dell’Ente turismo
3 – Castelvetro di Modena, quando anche le vigne fanno foliage
A Castelvetro l’autunno scende sulle colline come una pennellata e trasforma il paesaggio del Lambrusco Grasparossa.
È un foliage diverso da quello dei boschi appenninici, ma non per questo meno interessante: qui il colore nasce soprattutto dai vigneti, che in questa stagione cambiano progressivamente aspetto e interrompono con tonalità calde il verde ancora presente nella campagna.
Ph: Gettyimages/Stefano-Termanini
Il centro storico di Castelvetro conserva l’impronta del borgo medievale e domina un territorio collinare fortemente caratterizzato dalla viticoltura.
Le vigne che circondano il paese diventano così parte integrante del paesaggio autunnale, mentre le strade e i percorsi nelle campagne permettono di osservare il susseguirsi di colline coltivate, filari e piccoli nuclei rurali.
È soprattutto il rapporto tra il borgo e il paesaggio a rendere interessante una visita in questa stagione.
Dalle zone più alte lo sguardo attraversa le colline del Grasparossa, mentre avvicinandosi al centro storico il paesaggio agricolo lascia spazio alle strade del borgo.
In autunno la campagna assume tonalità più intense e la geometria ordinata dei filari diventa particolarmente evidente.
Il periodo più interessante coincide generalmente con ottobre e l’inizio di novembre.
È un foliage agricolo, profondamente emiliano, dove il colore delle foglie racconta anche la storia del territorio.
_ Scopri di più su Castelvetro
4 – Pietra di Bismantova, il foliage ai piedi della grande rupe
La Pietra di Bismantova è uno dei paesaggi più riconoscibili dell’Appennino emiliano.
La grande rupe di arenaria emerge dal territorio di Castelnovo ne’ Monti e in autunno offre un contrasto particolarmente suggestivo: da una parte le pareti rocciose, dall’altra la vegetazione che intorno alla Pietra cambia progressivamente colore.
Ph.: Gettyimages/GiorgioMorara
Il bosco non è una faggeta uniforme.
La vegetazione della Pietra è infatti molto varia e comprende soprattutto roverella, oltre ad acero campestre, carpino nero, nocciolo, tiglio e altre specie arboree e arbustive.
Proprio questa varietà rende il paesaggio autunnale meno monotono, con tonalità differenti che si alternano lungo i versanti e intorno al pianoro sommitale.
Il modo migliore per apprezzarlo è camminare.
Il percorso classico con partenza da Piazzale Dante raggiunge la sommità della Pietra attraverso un itinerario di neanche 300 metri di dislivello.
Il sentiero attraversa dapprima la zona boscata e poi conduce verso gli spazi più aperti della sommità, dove il panorama si allarga sull’Appennino reggiano.
In autunno la Pietra offre quindi una doppia prospettiva. Da vicino si osservano le foglie e i colori del bosco.
Una volta guadagnata quota, invece, lo sguardo si apre sul paesaggio circostante, trasformato in una grande tavolozza di verdi spenti, gialli e bruni.
_ La Pietra sul sito del Parco
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