Piemonte, foliage di ottobre: 5 posti spettacolari per rilassarsi
Dalle foreste di larici delle Alpi alle vigne delle Langhe, fino ai parchi di Torino: cinque luoghi dove ammirare il foliage autunnale in Piemonte, per rilassarsi passeggiando tra colori emozionanti di ottobre
Piemonte d’autunno: 5 posti spettacolari tra foliage e natura ad ottobre
In Piemonte l’autunno e il foliage sono un vero spettacolo.
In montagna, i laricidelle valli alpine cominciano a tingersi di giallo già tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, mentre più in basso prati e boschi conservano ancora buona parte del loro verde.
Nelle colline del vino, le foglie dei filari cambiano colore attorno a borghi, castelli e strade panoramiche.
In pianura e nelle città, invece, sono i grandi alberi dei parchi, dei giardini storici e delle rive del Po a creare scenari autunnali accessibili anche con passeggiate semplici.
Ecco 5 luoghi bellissimi per rilassarsi tra i colori dell’autunno piemontese.
1 – Alpe Devero e foliage, la conca dei larici
Nell’Ossola, dentro il Parco naturale Veglia-Devero, l’Alpe Devero si apre a milleseicento metri come un ampio catino pianeggiante circondato da cime.
In ottobre il fondo della conca si tinge di ocra e arancio, perché i larici che salgono sui versanti perdono gradualmente gli aghi e trasformano i boschi in una fiamma bassa e continua.
Ph: Gettyimages/undefined-undefined
Da qui partono sentieri facili, come quello che porta a Crampiolo, piccolo nucleo di case in pietra e legno affacciato sulla piana, o quello che sale verso la Buscagna e il Lago delle Streghe.
Il lago del Devero, con l’acqua ferma che raddoppia i colori dei pendii, regala le fotografie più riuscite quando il vento cala.
Le mucche hanno già lasciato gli alpeggi, il silenzio è quasi totale e il camminare diventa un’esperienza più intima.
_ Il sito ufficiale dell’Alpe Devero
2 – Le Langhe di Treiso, filari rossi sul mare di nebbia
Treiso è uno dei borghi più alti della zona del Barbaresco, e da qui lo sguardo scorre su un paesaggio che l’UNESCO ha riconosciuto patrimonio dell’umanità.
Dopo la vendemmia i vigneti di nebbiolo cambiano volto: le foglie diventano rosse, bordeaux, giallo aranciato, e le colline sembrano ricamate a righe parallele.
Ph: Gettyimages/e55evu
Camminare tra i filari lungo le stradine che collegano le cascine, e magari spingersi fino a Neive o a Barbaresco, significa vedere il colore da vicino, foglia dopo foglia.
Nelle mattine limpide la corona delle Alpi con il Monviso in fondo chiude l’orizzonte, mentre nelle giornate di nebbia le colline emergono come isole.
I noccioleti, più scuri, danno contrasto e profondità al quadro.
_ Tutto quello che c’è da sapere su Treiso
3 – L’Alta Valle Stura, larici e fortezze di confine
Nel Cuneese, risalendo la Valle Stura oltre Vinadio verso il confine francese, il paesaggio si fa più severo e più ampio.
I lariceti che vestono i versanti di Pietraporzio, Sambuco e Argentera in ottobre diventano un’unica distesa di oro antico, interrotta dal grigio delle rocce e dal verde scuro dei pini.
Ph: Gettyimages/Alessandro-Giamello
Il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, a più di duemila metri, è tra i più alti d’Europa e si raggiunge con una strada che attraversa boschi in piena trasformazione.
Più su il Colle della Lombarda, al confine con la Francia, offre panorami a perdita d’occhio.
In basso il Forte Albertino di Vinadio, con le sue mura in pietra, ricorda che questa è stata a lungo una terra di frontiera.
Qui l’autunno ha il tono grave delle Alpi occidentali, e la folla è un ricordo lontano.
_ L’Alta Valle Stura sul sito dell’Ente turismo
4 – Il Castello di Grinzane Cavour, tra vigne e storia
A pochi chilometri da Alba, il Castello di Grinzane Cavour sorge su uno sperone da cui si domina il territorio del Barolo.
Fu la sede in cui Camillo Benso di Cavour esercitò da sindaco tra il 1832 e il 1848, e oggi ospita un museo e l’Enoteca regionale piemontese.
Ph.: Gettyimages/cristianoalessandro
In autunno il maniero medievale si staglia sopra i vigneti di nebbiolo dai toni ramati, mentre la nebbia sale dalle valli e la luce radente scalda i mattoni.
Salire alla torre e guardare le colline che si susseguono verso sud dà la misura di quanto questo paesaggio sia disegnato dall’uomo, ma con una delicatezza che lo rende naturale.
Chi arriva tra ottobre e novembre trova anche l’aria del tartufo, che riempie i mercati di Alba e le tavole delle trattorie vicine.
_Il sito ufficiale del Castello
5 – Il Parco del Valentino, l’autunno dentro Torino
Non serve lasciare la città per incontrare il foliage.
Il Parco del Valentino si stende lungo il Po per circa mezzo milione di metri quadrati, e in autunno i suoi platani, tigli e ippocastani costruiscono gallerie di luce dorata sopra i viali.
Ph: Gettyimages/Daniele-Codegoni
Il Castello del Valentino, residenza sabauda del Seicento, sta sulla sponda del fiume con la sua facciata chiara, e poco più a sud il Borgo Medievale, costruito nel 1884 per l’Esposizione Generale, fa da quinta a un tappeto di foglie cadute.
Vale la pena scendere alla passeggiata lungofiume, dove l’acqua riflette i rami e le sagome dei canottieri passano tra i riflessi.
È un autunno che si vive con il passo lento del cittadino, tra un caffè e una panchina.
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