In Lombardia ci sono grotte dove l’acqua scompare nella montagna
Nel territorio di Claino con Osteno, un percorso sotterraneo attraversa 7 grotte e conduce fino alla spettacolare Cascata di Santa Giulia: un paesaggio modellato dall'acqua, fresco e sorprendente da scoprire d'estate.
Lombardia: le grotte dove l’acqua scompare nella montagna
A pochi chilometri dalle rive del Lago di Lugano, sul versante italiano del Ceresio, esiste un luogo incui l’acqua sembra aver deciso di cambiare direzione.
Invece di scorrere soltanto all’aperto, tra boschi e montagne, qui entra nella roccia, la attraversa, la scava e ne trasforma lentamente le forme.
Poi ricompare all’improvviso, precipitando in una gola profonda con un salto di circa settanta metri.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
Siamo a Claino con Osteno, in provincia di Como, dove le Grotte di Rescia e l’Orrido di Santa Giulia formano un piccolo sistema naturale sorprendente, soprattutto per chi arriva qui d’estate.
Sotto la superficie del bosco la temperatura cambia, la luce scompare e il rumore dell’acqua diventa sempre più presente.
Il percorso attraversa sette cavità naturali per circa mezzo chilometro e conduce infine verso la cascata, creando un’esperienza che alterna il buio delle grotte alla verticalità improvvisa della gola.
Un paesaggio costruito dall’acqua
Le Grotte di Rescia non sono semplicemente una serie di cavità sotterranee.
La loro particolarità sta soprattutto nella roccia in cui si sono formate: il complesso si sviluppa infatti all’interno di antiche formazioni di travertino, una caratteristica che rende queste grotte piuttosto insolite nel panorama italiano.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
Per migliaia di anni l’acqua ha attraversato e modellato questo materiale, sfruttando fratture e punti di debolezza e depositando allo stesso tempo nuovi strati minerali.
È un processo lentissimo, quasi impossibile da percepire mentre si cammina, ma che ha prodotto forme molto diverse tra loro: stalattiti che scendono dalla volta, stalagmiti che crescono dal pavimento, colonne, colate e piccole concrezioni che sembrano quasi sculture.
Il risultato è un ambiente che non dà l’impressione di essere stato semplicemente scavato.
Le pareti sono irregolari, ondulate, spesso ricoperte da concrezioni che raccontano le diverse fasi della vita della grotta.
Alcune zone sono ancora interessate dall’azione dell’acqua, altre appartengono invece a una fase ormai fossile.
Le Grotte di Rescia permettono quindi di osservare, nello stesso percorso, diversi momenti dell’evoluzione di una cavità.
Sette grotte, un unico percorso
Le cavità sono sette, ma vengono visitate come un unico itinerario.
Il percorso turistico, lungo circa 500 metri, accompagna gradualmente verso l’interno della montagna, alternando passaggi stretti e ambienti più ampi.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
La storia delle visite è molto più antica di quanto si potrebbe immaginare.
Le grotte erano già conosciute nel Settecento e attiravano viaggiatori interessati alle curiosità naturali del territorio.
All’inizio del Novecento le diverse cavità furono riunite in un unico itinerario, rendendo più semplice la visita dell’intero complesso.
Oggi il percorso è attrezzato e permette di osservare le concrezioni senza dover affrontare un itinerario speleologico vero e proprio.
Non serve quindi essere speleologi per entrare nel sottosuolo: è proprio questa accessibilità a rendere le Grotte di Rescia interessanti anche per chi vuole semplicemente scoprire un ambiente naturale diverso dal solito.
Eppure, una volta superato l’ingresso, la sensazione è quella di essersi allontanati molto più dei pochi metri che separano la grotta dalla strada.
Il fresco che arriva dalla montagna
È soprattutto in estate che si comprende quanto possa essere particolare questo luogo.
Fuori, lungo le strade del Ceresio, il sole può essere forte e l’aria calda. Dentro la montagna, invece, il rapporto con l’ambiente cambia immediatamente.
La luce naturale diminuisce fino a scomparire e l’umidità diventa parte integrante dell’esperienza.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
Il rumore dell’acqua accompagna il percorso e diventa più evidente proprio perché tutto il resto si attenua.
Non ci sono panorami da cercare né grandi distanze da percorrere: l’attenzione viene attirata dai dettagli ravvicinati, dalle forme delle concrezioni, dalle pareti bagnate e dai piccoli corsi d’acqua che hanno contribuito a costruire questo mondo sotterraneo.
È una frescura diversa da quella di un bosco di montagna o di una cascata all’aperto.
Qui non arriva dal vento o dall’ombra degli alberi, ma dalla massa stessa della montagna.
E forse è proprio questo a rendere la visita particolarmente piacevole nelle giornate più calde.
E poi la montagna si apre
Il percorso sotterraneo conduce verso uno dei momenti più sorprendenti della visita.
Dopo essersi abituati al buio delle grotte, improvvisamente lo spazio cambia e la montagna si apre sull’Orrido di Santa Giulia.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
La differenza è quasi cinematografica: dalla dimensione raccolta delle cavità si passa a una gola verticale, scavata dall’acqua, dove la luce torna a entrare e il paesaggio si sviluppa nuovamente verso l’esterno.
Qui si trova la Cascata di Santa Giulia, che compie un salto di circa 70 metri.
L’acqua precipita lungo la parete rocciosa formando uno spettacolo completamente diverso da quello appena osservato nelle grotte.
È proprio questo passaggio a rendere particolare l’esperienza di Rescia.
Non si tratta semplicemente di visitare una grotta e poi andare a vedere una cascata nelle vicinanze: i due ambienti fanno parte dello stesso racconto geologico.
Prima si segue l’acqua dentro la montagna, poi la si ritrova all’aperto, mentre precipita nella gola.
Un territorio modellato dall’acqua
Guardando l’insieme, diventa più facile capire perché questo angolo della Lombardia abbia un carattere così particolare.
Il versante del Lago di Lugano attorno a Claino con Osteno è un territorio dove l’acqua ha lasciato tracce praticamente ovunque.
Ph: Gettyimages/Freeartist
Nel sottosuolo ha scavato cavità e modellato concrezioni; all’esterno ha inciso torrenti e gole; nelle pareti ha creato fratture e forme che continuano lentamente a modificarsi.
Anche il paesaggio umano racconta questo rapporto.
Claino con Osteno è formato da due nuclei distinti, Claino e Osteno, affacciati in punti diversi della valle e del lago.
Il territorio conserva edifici storici, chiese e antichi percorsi, mentre il vicino Ceresio aggiunge un’altra dimensione al paesaggio.
È quindi una zona che merita di essere scoperta senza fermarsi alla singola attrazione. Le grotte sono il punto più spettacolare, ma intorno c’è un territorio fatto di montagne, acqua e piccoli borghi che permette di costruire una giornata molto più varia.
Dalla grotta al lago
Una delle cose interessanti delle Grotte di Rescia è proprio la possibilità di abbinarle facilmente alla scoperta del Lago di Lugano.
Dopo aver trascorso parte della giornata sotto terra, basta tornare verso Osteno per ritrovare la luce e il paesaggio aperto del Ceresio.
Ph: Gettyimages/Jani Matomaki
Il contrasto è netto. Prima le pareti ravvicinate, l’umidità e il buio; poi il lago, le montagne riflesse sull’acqua e gli spazi aperti della valle.
È una combinazione che funziona particolarmente bene d’estate, quando il clima più fresco delle grotte diventa parte integrante dell’esperienza e il lago offre la possibilità di proseguire la giornata all’aperto.
Anche il vicino territorio della Valle Intelvi offre diversi itinerari e punti panoramici, mentre Claino conserva un piccolo borgo dipinto dove le facciate delle case sono diventate una sorta di museo a cielo aperto.
_ Tutto quello che c’è da sapere sulle grotte
_ Scopri altre idee di viaggio in Italia
Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram