Il lago piemontese che nasce dal nulla: nessun fiume lo alimenta
Nel cuore del Canavese, il Lago di Candia nasconde una particolarità sorprendente: le sue acque sgorgano dal sottosuolo. Intorno, una riserva naturale, canneti, uccelli, canottaggio e le colline dell'Erbaluce
Lago di Candia: il lago senza immissari a mezz’ora da Torino
Nel cuore del Canavese, a pochi chilometri da Torino, c’è un lago che non ha mai avuto bisognodi un fiume per nascere.
Non ha immissari permanenti, bensì è alimentato principalmente da sorgenti sommerse, con apporti occasionali da piccoli rii e canali.
Ph: Comune di Candia Canavese
Le sue acque, dunque, sgorgano direttamente dal fondo, da sorgenti sotterranee nascoste lungo la sponda meridionale, come se il lago respirasse dal basso invece che riceverne dall’alto.
È una particolarità che pochi conoscono, e che rende il Lago di Candia una piccola anomalia geologica in mezzo a una pianura di vigneti e campi di mais.
Un lago nato dal ghiaccio, alimentato dal nulla
L’origine di questa stranezza va cercata nell’ultima era glaciale.
Quando i ghiacciai che scendevano dalla Valle d’Aosta si ritirarono, lasciarono dietro di sé un paesaggio fatto di colline arrotondate.
Ne è un esempio l’Anfiteatro Morenico di Ivrea dove, in una delle sue depressioni, si formò questo specchio d’acqua poco profondo, appena quattro metri e mezzo in media, che invece di raccogliere le piogge di superficie preferisce attingere dalle falde.
Ph: Gettyimages/A_Columbo
L’acqua, una volta entrata, se ne va con la stessa discrezione con cui è arrivata, defluendo verso il Canale Traversaro senza fretta: ci vogliono sei o sette anni perché l’intero bacino si rinnovi completamente.
Un ritmo lento, che ha permesso alla vita acquatica di stratificarsi indisturbata per secoli, rendendo questo lago un ecosistema unico.
Non stupisce che, osservandolo da riva in una giornata senza vento, il lago sembri quasi immobile, sospeso, come se custodisse un equilibrio che non deve niente al resto del paesaggio che lo circonda.
Un rifugio per chi ha le ali
Ed è proprio questa quiete a rendere il lago un rifugio prezioso per chi ha le ali.
I canneti e le zone paludose che orlano la riva nord ospitano una delle aree umide più importanti del Piemonte, tutelata come riserva naturale dal 1995 e riconosciuta a livello europeo come Sito di Importanza Comunitaria.
Ph: Gettyimages/Muhammad-Ferari
Aironi cenerini, garzette, tuffetti e martin pescatori si muovono tra i canneti con la naturalezza di chi sa di essere a casa, mentre nei boschi che circondano il bacino si annidano picchi e rampichini, in un viavai continuo che negli anni ha attirato appassionati di birdwatching da tutta la regione.
Capanni di osservazione e sentieri natura permettono di avvicinarsi senza disturbare, e non è raro passare un’ora intera immobili dietro una siepe, ad aspettare che un airone si decida a muoversi.
Vietati i motori, benvenuti i remi
C’è poi un altro dettaglio che sorprende chi arriva per la prima volta: sul Lago di Candia i motori sono banditi, ma i remi no.
Anzi, qui il canottaggio si pratica fin dal diciannovesimo secolo, e le acque piatte e prevedibili del lago, proprio per l’assenza di correnti e immissari, si sono rivelate perfette per l’allenamento e le regate.
Ph: Gettyimages/Gregorio-ferraris
Negli anni è stato realizzato un vero e proprio campo di gara omologato, che ospita competizioni regionali e nazionali, e non è raro vedere le imbarcazioni a remi scivolare silenziose sull’acqua all’alba, tra la nebbia che in autunno si alza dai canneti.
Per chi invece cerca un ritmo più lento, kayak, canoe e pedalò si noleggiano lungo la riva, e la spiaggia attrezzata del Lido di Candia, sul lato ovest, resta una delle poche occasioni per fare il bagno in un lago piemontese senza dover salire fino alle Alpi.
La chiesa che guarda dall’alto
Chi risale sulla collina che sovrasta il paese di Candia Canavese trova un altro pezzo di questa storia sospesa tra terra e acqua: la romanica Chiesa di Santo Stefano del Monte, edificata nell’undicesimo secolo su un antico priorato benedettino, con una cripta sostenuta da colonnine sottili e capitelli scolpiti.
Ph: Amici chiesa di Santo Stefano di Candia
Fino al 1970 custodiva una venerata statua in marmo dipinto della Madonna con Bambino, oggi conservata nella parrocchiale del paese.
Dal prato che circonda la chiesa lo sguardo scende fino al lago e oltre, verso le colline coperte di vigneti dell’Erbaluce, il vitigno bianco che qui trova uno dei suoi terroir più autentici lungo la Strada Reale dei Vini.
Come arrivare e cosa vedere intorno
Il lago si raggiunge in una mezz’ora d’auto da Torino, uscendo dall’autostrada A5 a Caluso o percorrendo la provinciale che attraversa il Canavese.
Ph: Gettyimages/Emotiondrops
Intorno al bacino corre un anello di sei-otto chilometri, percorribile a piedi o in mountain bike, che tocca il Lido di Candia, la zona della Paludetta e il bosco verso Vische e Mazzè, quest’ultima dominata dal suo castello.
Chi vuole prolungare la visita può abbinare il lago a un giro tra le cantine dell’Erbaluce di Caluso o alla vicina Serra Morenica, per una gita che in un solo pomeriggio mette insieme natura, storia e un bicchiere di vino locale.
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