Val d’Ossola del gusto: 5 borghi deliziosi da godersi a Pasqua
Maccheroni fatti a mano, formaggi di malga, mercati che profumano di miele e salumi: ecco 5 borghi del gusto in Val d'Ossola da visitare a Pasqua e Pasquetta tra sapori genuini e camminate rilassanti
Val d’Ossola: 5 borghi del gusto da godersi a Pasqua e Pasquetta
La Val d’Ossola, nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola, è una meta ideale per una bella passeggiataa Pasqua e Pasquetta.
A pochi chilometri dal confine svizzero, stretta tra vette che superano i tremila metri, custodisce una tradizione gastronomica autentica e poco conosciuta.
Una cucina di confine che porta in sé influenze piemontesi, walser e svizzere, stratificatesi nei secoli lungo le antiche vie di transito verso il Sempione.
Ecco 5 borghi tra le montagne, piccoli gioielli che garantiscono tranquillità e relax, tra piatti della tradizione e camminate panoramiche.
1 – Baceno, supa da pitun da leccarsi i baffi
Baceno è un borgo che sorprende su due fronti.
Il primo è architettonico: la chiesa di San Gaudenzio, dedicata al primo vescovo di Novara, è considerata uno dei monumenti storici più significativi dell’intera Ossola.
Ph: Gettyimages/dallosto
L’interno è quasi interamente ricoperto da affreschi cinquecenteschi di straordinaria qualità, che rendono questo edificio una meta da non perdere.
Il secondo fronte è gastronomico: Baceno è il cuore della cucina tradizionale della Valle Antigorio, la laterale dell’Ossola che sale verso Formazza, una delle più genuine e meno battute dal turismo di massa.
A tavola si trovano piatti di stretta tradizione montana, come la pasta rustìa, impastata e tirata a mano secondo ricette tramandate di generazione in generazione.
O la supa da pitun, una zuppa di pane raffermo e brodo di montagna che scalda e nutre come pochi piatti sanno fare, e la polenta con i fragait, i ciccioli di maiale che nel dialetto locale prendono questo nome.
Attorno a questi piatti si costruisce una tavola fatta di formaggi di malga stagionati nelle cantine del borgo, miele di rododendro, funghi secchi e zuppe di erbe spontanee di montagna.
_Tutti i prodotti tipici di Baceno
2 – Vogogna: polenta, miele e formaggi della tradizione
Inserita nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”, a Vogogna le strade acciottolate salgono tra case di pietra e archi antichi fino al Castello Visconteo, costruito nel XIV secolo per volere dei Visconti di Milano.
Il borgo è anche la porta meridionale del Parco Nazionale della Val Grande, la più vasta area wilderness d’Italia con oltre 17mila ettari di boschi, creste e valloni quasi privi di sentieri segnati.
Ph.: Gettyimages/AleMasche72
Questa posizione di confine tra mondo abitato e natura selvatica si riflette direttamente in tavola.
La cucina di Vogogna è quella povera e sostanziosa della montagna ossolana: polenta di mais biancoperla con stufato di cinghiale o capriolo, formaggi locali stagionati serviti con miele di castagno, funghi porcini e finferli raccolti nei boschi del parco, zuppe di legumi con lardo di montagna.
I locali del paese, trattorie e osterie a conduzione familiare, propongono menu stagionali che cambiano con quello che offre la valle.
Il mercatino locale e i piccoli alimentari del borgo sono il posto giusto per trovare formaggi artigianali prodotti nelle malghe della Val Grande, confetture di frutti di bosco e prodotti sottolio di produzione casalinga.
_Tutti i prodotti tipici della Val Grande
3 – Domodossola, il regno del pane dolce e speziato
Capoluogo dell’Ossola e nodo ferroviario sulla storica linea del Sempione, Domodossola è facilmente raggiungibile da Milano o da Torino.
È spesso vissuta dai viaggiatori come una sosta veloce tra Italia e Svizzera, ma il suo centro storico merita almeno mezza giornata.
Ph.: Gettyimages/AleMasche72
Tutto ruota attorno alla Piazza del Mercato, uno degli spazi medievali meglio conservati del Piemonte settentrionale.
Portici antichi, le case in pietra scura e i palazzi nobiliari che si affacciano sulla piazza restituiscono l’immagine di un borgo di confine che visse per secoli di commerci e traffici alpini.
Vale la pena passeggiare nella vicina Piazza della Repubblica dell’Ossola, dedicata alla breve Repubblica partigiana del 1944, e perdersi tra le vie del centro tra botteghe artigiane e caffè storici.
Dal punto di vista gastronomico, Domodossola è il luogo ideale sia per fare la spesa che per sedersi a tavola.
Il mercato del sabato offre un panorama completo dei prodotti tipici ossolani.
Si trovano formaggi a pasta semi-dura e stagionati, salumi di montagna tra cui la caratteristica violetta, miele di rododendro e di castagno, vini della Val d’Ossola e dolci tradizionali.
Tra questi ultimi il Pan di Domodossola, un pane dolce speziato con miele e frutta secca che affonda le radici nella tradizione conventuale locale.
In centro le trattoria propongono la classica cucina piemontese di montagna con qualche tocco di confine.
Sulle tavole: risotto con fonduta di formaggio ossolano, polenta con brasato, taglieri di salumi locali e zuppe di cereali di tradizione walser.
_ Una pagina su Domodossola ricca di informazioni e suggerimenti
4 – Salecchio, i piatti dell’antica tradizione Walser
Salecchio è una frazione del comune di Premia, arroccata su un terrazzo naturale a oltre 1200 metri di quota, con le case in pietra e legno scuro tipiche dell’architettura walser.
La comunità walser che abitò queste quote lasciò un’impronta profonda.
Non solo nell’architettura, con i caratteristici rascard, i granai in legno sopraelevati su pilastri di pietra per proteggerli dai roditori, ma anche nella cucina.
Ph: Gettyimages/kippiss
A Salecchio si trovano ancora preparazioni che non esistono altrove in Piemonte: zuppe di orzo e radici, piatti a base di segale, formaggi a pasta molle prodotti con il latte delle vacche d’alpeggio, burro artigianale e ricotte di malga consumate fresche o stagionate.
Il tutto accompagnato da pane di segale compatto e dal sapore intenso, cotto nei forni comuni del borgo.
Non ci sono ristoranti nel senso tradizionale del termine, ma alcuni agriturismi e case private offrono su prenotazione piatti della tradizione walser e prodotti di produzione propria.
_Un bell’itinerario di trekking a Salecchio con mappa e descrizione
_Salecchio sul sito delle Aree Protette
5 – Gabbio di Migiandone, cucina di confine
Gabbio è una frazione di Ornavasso, nel basso Ossola, a circa 10 km a sud di Domodossola.
È il borgo meno conosciuto del nostro percorso, e forse il più sorprendente: arroccato sulle pendici che separano il fondovalle Ossola dal Lago Maggiore, in una posizione geografica che è già di per sé una rarità.
Ph.: Gettyimages/AleMasche72
Il borgo in sé è un piccolo gioiello di architettura rurale piemontese: case in pietra, vicoli stretti, orti terrazzati che scendono verso valle.
Ciò che lo rende una tappa gastronomica interessante è la sua posizione di transizione tra due cucine.
Quella di montagna ossolana, con i suoi formaggi, la polenta e i prodotti d’alpeggio, e quella lacustre del Verbano, con il pesce di lago, l’olio di oliva coltivato sulle rive e le verdure degli orti.
Nelle cascine e negli agriturismi della zona si trovano prodotti che incarnano questa doppia tradizione: formaggi caprini a pasta fresca, miele millefiori di quota media, vino locale prodotto sui terrazzamenti soleggiati, confetture e prodotti sottolio artigianali.
_ Tutto quello che c’è da sapere sul borgo e dintorni
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