Valmalenco: 5 rifugi da non perdere tra ghiacciai e sapori alpini
La Valmalenco è una delle valli più famose delle Alpi Lombarde: dai rifugi sul lago di Campo Moro fino alle creste del Bernina, ecco 5 strutture ideali per trekking e alpinismo tra Chiesa in Valmalenco e alta quota.
Lombardia, 5 rifugi da non perdere in Valmalenco
La Valmalenco, incastonata nel cuore della provincia di Sondrio, è una delle valli più affascinanti delle Alpi Lombarde.
Siestende da Chiesa in Valmalenco verso nord-est fino alle propaggini del gruppo del Bernina, toccando i 4.020 metri della Punta Perrucchetti.
Qui il paesaggio cambia registro ad ogni quota: prati fioriti, larici centenari, laghi glaciali e antiche morene si alternano creando un teatro naturale di rara bellezza.
Questa valle è anche un territorio ricco di storia alpinistica.
Fu teatro delle prime grandi ascensioni ottocentesche al Monte Disgrazia (3.678 m) e alle cime del Bernina, ed è tuttora frequentata da alpinisti, escursionisti e scialpinisti di tutta Europa.
La rete di rifugi che punteggia la Valmalenco è di conseguenza densa e di qualità, con strutture che spaziano dal classico bivacco alpino all’accoglienza quasi alberghiera: eccone 5 da visitare.
1 – Rifugio Zoia, tra laghi e montagne
Il Rifugio Zoia, a 2021 m, è tra i più noti e frequentati dell’intera Valmalenco.
Sorge affacciato sul lago artificiale di Campo Moro, con i ghiacciai del gruppo Bernina che incombono sullo sfondo in un panorama di straordinaria potenza visiva.
Si raggiunge comodamente da Lanzada percorrendo la strada asfaltata fino all’area parcheggio della diga, quindi brevemente a piedi su sentiero pianeggiante: un accesso adatto a tutti, bambini e anziani compresi.
Ph: Rifugio Zoia
Il livello di ospitalità va ben oltre il concetto tradizionale di rifugio alpino.
Camere curate, cucina di qualità con ingredienti locali e una cantina selezionata lo avvicinano più a un piccolo hotel di montagna che a una struttura classica.
Non mancano, nelle stagioni giuste, eventi e iniziative che attirano ospiti da tutta Europa.
La cucina valorizza con intelligenza i prodotti della Valtellina: formaggi d’alpeggio, bresaola, pizzoccheri, selvaggina.
Per gli escursionisti è il punto di partenza naturale per il Sentiero Roma, per il Rifugio Marinelli-Bombardieri, per i ghiacciai del Fellaria e del Palù, e per il tranquillo giro del lago di Campo Moro.
_Il sito ufficiale del Rifugio Zoia
2 – Rifugio Motta, cucina di montagna e natura
Il Rifugio Motta, a quota 2236 m, è una di quelle strutture che conquistano subito per il calore della gestione familiare.
Gli ospiti sono accolti con una naturalezza e una cura che si percepiscono già al primo ingresso, e che spiegano la fedeltà quasi affettuosa di chi ci torna anno dopo anno.
Il rifugio si raggiunge nel modo più comodo tramite la funivia che parte da Chiesa in Valmalenco: dalla stazione a monte sono circa 20 minuti a piedi su traccia agevole.
Chi preferisce guadagnarselo con le gambe può salire direttamente da Chiesa in circa due ore, oppure percorrere i sentieri laterali che salgono da Lanzada o da San Giuseppe.
Ph: Rifugio Motta
La cucina è il punto di forza assoluto.
I pizzoccheri si preparano con grano saraceno, verza, patate, burro fuso e formaggio Casera secondo la ricetta della tradizione.
Sono considerati da molti avventori tra i migliori dell’intera zona.
Un giudizio non da poco in una valle dove questo piatto è quasi una questione d’identità.
Dal pianoro partono sentieri verso il Lago Palù, verso il Rifugio Zoia via Passo del Pubblio, e verso il Rifugio Longoni per chi ha gambe e voglia di salire ancora.
3 – Rifugio Alpe Ponte, rilassarsi tra le Alpi
Il Rifugio Alpe Ponte è particolarmente amato da chi cerca un contatto autentico con la montagna senza la folla dei circuiti più battuti.
Collocato su un alpeggio a 1560 metri, si raggiunge da Lanzada su sentiero CAI segnalato con dislivello contenuto e nessuna difficoltà tecnica.
Qui potrete gustare i piatti della tradizione con ingredienti freschi provenienti in buona parte dall’alpeggio stesso: formaggi, burro, latte, selvaggina di stagione.
Le recensioni di chi c’è stato premiano la bontà del cibo e la gentilezza della famiglia, a conferma che certi rifugi si reggono prima di tutto sulle persone che li abitano.
Ph: Rifugio Alpe Ponte
Il Rifugio Alpe Ponte, inoltre, è una base tranquilla per escursioni lungo la Valmalenco centrale e per il collegamento verso Campo Moro e il Rifugio Zoia.
_ Il sito del Rifugio Alpe Ponte
4 – Rifugio Gerli – Porro, foreste e panorami
Il Rifugio Gerli–Porro si trova in uno dei punti più scenografici della Valmalenco.
L’Alpe Ventina è un anfiteatro glaciale dominato dalla parete nord del Monte Disgrazia, con il ghiacciaio omonimo che scende imponente verso la piana sottostante.
Una vista che da sola giustifica la salita.
Si raggiunge da Chiareggio in circa un’ora su sentiero CAI ben segnalato, con dislivello moderato: adatto a escursionisti con una minima esperienza di montagna.
La struttura si presenta oggi moderna, pulita e funzionale, pur conservando l’atmosfera raccolta tipica dei rifugi di alta quota.
Ph: Rifugio Gerli Porro
È un punto di sosta molto apprezzato nella traversata dell’alta Valmalenco, oltre che una destinazione finale per chi vuole trascorrere una giornata sotto le grandi pareti del Disgrazia.
Per gli alpinisti rappresenta l’avvicinamento classico alla via normale del Monte Disgrazia, una delle cime più belle e impegnative delle Alpi Centrali.
_ Il sito del Rifugio Gerli Porro
5 – Rifugio Longoni, risotto ai funghi per alpinisti
Il Rifugio Longoni è il più alpinistico e impegnativo del gruppo, il più alto in quota, e per molti il più emozionante.
La posizione è severa e magnifica: verso sud si domina l’intera Valmalenco, verso nord ci si affaccia sui ghiacciai del versante svizzero del Bernina, in un panorama a cavallo tra due paesi e due mondi alpini.
Per arrivarci occorre mettere in conto un dislivello significativo — oltre 700 metri dal fondovalle — su un sentiero tecnicamente non difficile ma che richiede buon allenamento, calzature adeguate e attenzione alle condizioni meteorologiche.
Il risotto ai funghi e la pasta alle erbe di montagna sono piatti che non dimenticherete, insieme alla qualità del vino e all’atmosfera conviviale della sala comune.
Ph: Rifugio Longoni
Il pernottamento in camerata con letti a castello è la norma, come da tradizione alpinistica, ma il comfort è adeguato e i bagni sono caldi.
Il Rifugio Longoni è una tappa classica del Sentiero Bernina Sud, l’itinerario che collega la Valmalenco con Poschiavo in Svizzera, ed è il punto di accesso privilegiato alle cime del gruppo Bernina dal versante italiano.
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