Trekking in Giappone e nel deserto: itinerari storici e come raggiungerli dall’Italia con Turkish Airlines

4 settembre 2026 - 13:14

Dai santuari shintoisti del Kumano Kodo alle Alpi Giapponesi, dal Nakasendo nella valle del Kiso alle montagne di Hatta vicino Dubai: scopri i nostri consigli per un viaggio da sogno lungo alcuni dei più affascinanti itinerari di trekking storici. Raggiungerli dall’Italia è semplice, tramite un volo con scalo a Istanbul.

Chi cerca dei percorsi di trekking unici, capaci di far respirare la storia di un Paese mentre si ammirano bellezze paesaggistiche mozzafiato, trova nel Giappone uno dei territoripiù densi al mondo.

Nel paese del Sol Levante, infatti, antichi cammini di pellegrinaggio, strade commerciali del periodo Edo e catene montuose che sfiorano i 3000 metri convivono a poche ore di treno l’una dall’altra.

Chi ama il trekking, tuttavia, guarda anche oltre i sentieri più noti; e per un’esperienza di cammino altrettanto suggestiva vale la pena considerare il deserto roccioso alle porte di Dubai, tra i monti Hajar, Un filo lega entrambe le mete: la possibilità di raggiungerle dall’Italia con voli Turkish Airlines e uno scalo a Istanbul.

Kumano Kodo, il cammino storico del Kii

Il Kumano Kodo è una rete di sentieri di pellegrinaggio che attraversa la penisola di Kii, nel sud della regione del Kansai.

Nel 2004 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO e, insieme al Cammino di Santiago (con cui condivide un gemellaggio e la credenziale del “Pellegrino Duale”) è uno degli unici due cammini di pellegrinaggio che possono vantare tale riconoscimento.

Il percorso più praticato è il Nakahechi, antica via imperiale utilizzata dagli imperatori giapponesi che si recavano in pellegrinaggio verso i tre grandi santuari di Kumano Sanzan: Hongu Taisha, Nachi Taisha e Hayatama Taisha.

Il Nakahechi nella sua interezza si sviluppa per circa 70-75 km, mentre il percorso principale si attesta intorno ai 40 km.

Generalmente il cammino è suddiviso in quattro tappe giornaliere da 15 a 25 km, che si sviluppano lungo foreste di cedri secolari e antiche strade lastricate coperte di muschio.

Numerosi sono i piccoli santuari shintoisti chiamati Oji, luoghi di sosta e preghiera per i pellegrini.

Di solito si parte dai pressi della cittadina di Tanabe per raggiungere Takahara, poi Chikatsuyu e Hosshinmon-oji fino al santuario di Hongu Taisha; da qui, un’ulteriore tappa conduce a Nachi Taisha con la sua celebre cascata (la più alta del Giappone).

Molti camminatori concludono l’esperienza fermandosi negli onsen tradizionali di Yunomine, tra i più antichi del Paese.

Per chi cerca maggiore impegno fisico, tuttavia, esistono varianti come il Kohechi, che collega il Monte Koya, o l’Omine Okugake, tra i percorsi più tecnici dell’intera rete.

Voli per il Giappone: come raggiungere la penisola di Kii

Il punto di partenza più comodo per affrontare un’esperienza di trekking in Giappone lungo il Kumano Kodo è l’aeroporto di Osaka Kansai, da cui si raggiunge la stazione di Kii-Tanabe in poco più di due ore di treno.

In alternativa si può atterrare a Tokyo e proseguire in Shinkansen verso Osaka, prima di prendere la coincidenza locale.

Per organizzare i voli Giappone dall’Italia è possibile affidarsi a Turkish Airlines, che durante tutto l’anno collega gli aeroporti italiani con le principali città nipponiche attraverso lo scalo di Istanbul.

 

Nakasendo, l’antica via tra Kyoto e Tokyo

La Nakasendo era una delle grandi arterie del periodo Edo.

Questa “via tra le montagne” collegava Kyoto a Edo (l’odierna Tokyo), attraversando l’entroterra montuoso del Giappone centrale.

Lungo l’intero tracciato, che superava i 500 km, sorgevano ben 69 stazioni di posta dove trovavano ristoro i viaggiatori dell’epoca.

Il tratto meglio conservato – e più amato dagli escursionisti – attraversa la valle del Kiso, tra le prefetture di Gifu e Nagano, e collega le due antiche stazioni di posta di Magome e Tsumago.

Si snoda per circa 8 km, percorribili in due o tre ore; il primo tratto, in salita, è seguito da un lungo cammino in discesa tra foreste di cedri giapponesi e piccoli villaggi rurali.

Magome è una cittadina postale molto pittoresca.

Conserva un caratteristico impianto a scalinata di pietra, con case in legno restaurate in stile Edo, botteghe e locande; Tsumago, forse, è ancora più autentica (qui è vietata la circolazione delle automobili lungo la via principale durante il giorno, per preservare l’atmosfera storica).

Chi desidera allungare il cammino può poi proseguire fino a Nagiso, aggiungendo circa un’altra ora e mezza di sentiero. Se la fatica si fa sentire, è possibile usufruire di un servizio di spedizione bagagli tra i due villaggi.

Voli Milano Tokyo, dal Nord Italia all’inizio del cammino

Da Milano si raggiunge la valle del Kiso tramite un volo verso il Giappone con scalo a Istanbul; una volta atterrati si procede in treno fino a Nagoya, per poi arrivare a Nakatsugawa e Magome in autobus o treno.

Per i voli Milano Tokyo è possibile affidarsi a Turkish Airlines, che offre coincidenze regolari dallo scalo di Istanbul verso gli aeroporti giapponesi: una soluzione perfetta per chi parte dal Nord Italia.

Voli Roma Tokyo, la stessa tratta dal centro Italia

Anche da Roma Fiumicino la soluzione più pratica per raggiungere il Nakasendo passa da Istanbul.

I voli Roma Tokyo offrono coincidenze verso Tokyo Haneda o Narita; da qui si può proseguire in Shinkansen fino a Nagoya, e poi in treno locale verso la valle del Kiso – punto di partenza per il trekking tra Magome e Tsumago.

Alpi Giapponesi per chi cerca quota

Le Alpi Giapponesi sono un vero paradiso per gli escursionisti.

Comprese nel Chubu Sangaku National Park, offrono un ventaglio di itinerari che vanno dalle tranquille passeggiate di Kamikochi alle vie alpinistiche più impegnative del Paese.

Kamikochi, a circa 1.500 metri di altezza, è una valle percorsa dal fiume Azusa e fa parte dei luoghi speciali di bellezza paesaggistica del Giappone.

Aperta dalla metà di aprile alla metà di novembre, offre sentieri pianeggianti adatti a tutti.

Poco distante si trova la Tateyama Kurobe Alpine Route, un percorso panoramico di circa 37 km che attraversa la catena del Tateyama.

Qui il dislivello è importante: circa duemila metri.

Il cammino, affascinante durante tutto l’anno, diventa mozzafiato in primavera (per via delle pareti di neve del corridoio di Murodo, che raggiungono i 20 metri di altezza) e in autunno, dove incanta per i colori del foliage.

Per gli escursionisti più esperti le Alpi settentrionali sono una meta imperdibile.

Qui è possibile effettuare traversate multi-giorno con pernottamento in rifugio – come la salita al monte Yari-ga-take (3.180 metri) o l’attraversamento della catena Hotaka fino al passo del Daikiretto.

Questo è uno dei percorsi di cresta più esposti del Giappone, riservato a chi ha già esperienza di trekking in quota.

Periodo migliore e attrezzatura consigliata

Primavera e autunno sono le stagioni migliori per fare trekking in Giappone.

I motivi? Temperature miti, foreste in fioritura o accese dai colori del foliage, minore afa rispetto all’estate.

In realtà sul Kumano Kodo e sulla Nakasendo si cammina bene anche in piena estate, complice la copertura boschiva; per le quote più alte delle Alpi Giapponesi, invece, la finestra utile è compresa tra giugno e ottobre.

I rifugi generalmente sono aperti da luglio a metà ottobre.

Per quanto riguarda l’attrezzatura sono indispensabili:

  • scarpe da trekking già rodate e abbigliamento a strati (per gestire gli sbalzi termici tra valle e quota);
  • una giacca impermeabile leggera, utile soprattutto durante la stagione delle piogge di giugno;
  • bastoncini per i tratti più ripidi del Kumano Kodo e delle Alpi e contanti in tagli piccoli, spesso necessari nei villaggi rurali dove le carte non sono sempre accettate.

Meglio prenotare in anticipo ryokan e minshuku lungo i cammini storici, data la disponibilità limitata di posti letto nei borghi più piccoli.

Trekking nel deserto vicino a Dubai

Se il Giappone regala cammini avvolti nella storia e nella natura più rigogliosa, chi cerca un trekking diverso ma ugualmente affascinante può orientarsi verso il deserto di Dubai.

Qui, mentre le montagne giapponesi si preparano al riposo invernale, la stagione più propizia per camminare è appena iniziata.

A poco più di novanta minuti dal centro di Dubai, l’enclave di Hatta apre un paesaggio del tutto diverso: valli rocciose, wadi e cime che toccano i monti Hajar, la catena montuosa che segna il confine con l’Oman.

Quest’area conta una rete di sentieri escursionistici di oltre 32 km, suddivisi in percorsi di diversa difficoltà.

Il paesaggio, prettamente desertico, alterna tratti sabbiosi a rocce affioranti; molto interessanti i punti di sosta panoramici verso il lago artificiale della diga di Hatta e il villaggio storico di Hatta Heritage Village, con le sue case in pietra e la torre di avvistamento.

Per un’esperienza più rilassata, a circa quaranta minuti da Dubai si trovano le dune di Al Qudra: percorsi pianeggianti tra sabbia dorata e laghi artificiali, che si prestano a camminate più leggere e alla scoperta della fauna del deserto.

Voli Roma Dubai e gli itinerari invernali nel deserto

Il periodo ideale per il trekking nel deserto e tra i monti Hajar va da novembre a marzo, quando le temperature diurne restano miti e le camminate risultano piacevoli anche nelle ore centrali della giornata.

L’estate, con il caldo intenso, è invece sconsigliata per le escursioni a piedi.

I voli Roma Dubai sono effettuati anche da Turkish Airlines, che collega la capitale italiana agli Emirati Arabi Uniti tramite un volo con scalo a Istanbul.

Lo scalo a Istanbul: una tappa in più nel viaggio

Sia per chi va a fare trekking in Giappone sia per chi è diretto a Dubai, proprio lo scalo di Istanbul rappresenta un’occasione in più lungo il viaggio.

L’hub di Turkish Airlines consente infatti, in caso di connessioni con tempi di sosta più ampi, di dedicare qualche ora – o anche un breve stopover – alla scoperta della città e delle sue attrazioni: la Moschea Blu, Santa Sofia e il Gran Bazar sono raggiungibili facilmente dall’aeroporto.

In questo modo si può trasformare lo scalo in una tappa aggiuntiva, prima di riprendere il cammino verso i sentieri del Kii, la valle del Kiso, le Alpi Giapponesi o le montagne del deserto di Hatta.

 

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