19 maggio 2023 - 14:07

La punta più estrema del “Tacco d’Italia” è da anni una delle mete più frequentate per le vacanze estive, grazie soprattutto alla sua costa ricca di scorci suggestivi. Ma anche camminare all’aria aperta è una gioia per gli occhi in Salento: in questo articolo vediamo i 5 trekking più panoramici del territorio

Iniziamo con il fare una premessa necessaria: le terre salentine danno il meglio di sé soprattutto in primavera, quando i fiori sbocciano in tutta la loro bellezza.

Inquesta parte d’Italia anche il clima vuole la sua parte, e percorrere i sentieri quando le temperature sono troppo alte può essere poco piacevole.

Pertanto consigliamo di approfittare delle stagioni più tiepide – soprattutto primavera e autunno – per godersi al meglio queste terre selvagge.

Fatta questa premessa, il Salento è una delle zone dell’Italia meridionale dove meglio si esprime il connubio tutto Mediterraneo di bellezze naturalistiche e artistico/culturali.

Oltre al capoluogo Lecce – una vera chicca del Barocco, con i suoi ciottolati di pietra bianca – sono tanti i borghi e i paesi ricchi di edifici storici.

Tutto intorno, masserie silenziose riposano tra uliveti secolari. Oltre ancora, un litorale da cartolina, dove scogliere e calette si alternano a lunghi spiaggioni di sabbia bianca.

Ecco perché un viaggio a passo lento rappresenta una modalità ideale per visitare questa parte di Puglia.

 

1 – Leuca: il Sentiero delle Cipolliane

Iniziamo dalla fine: Santa Maria di Leuca, ossia l’ultimo lembo di terra prima che il mare si estenda fino a oltre l’orizzonte.

Le coste di Santa Maria di Leuca sono celebri per i suoi costoni rocciosi e le sue falesie a picco sull’acqua.

Nei pressi di Ponte Ciolo – un ponte stradale alto circa 40 metri diventato meta per gli amanti dei tuffi estremi – si trova un vero e proprio fiordo mediterraneo.

E a pochi passi da questo canyon naturale, formato nei secoli dall’erosione di acqua e vento, si trovano le omonime grotte.

Quelle che si possono visitare sono in realtà una piccola parte: tutta l’area è infatti ricca di cavità marine raggiungibili solo dal mare.

Tra queste, la Grotta Grande è la più famosa della zona e ospita anche un laghetto di acqua dolce, mentre la Grotta delle Prazziche è un sito archeologico dove son stati ritrovati manufatti del neolitico.

Un sentiero – chiamato “Sentiero delle Cipolliane” – consente un punto di accesso panoramico a queste località.

Era, questa, una antica stradina utilizzata da pescatori e contadini. In circa 2,5 chilometri, l’itinerario si sviluppa fino al parcheggio di Porto Vecchio a Novaglie.

Sul percorso si vedono tutti gli elementi più caratteristici della campagna salentina: i muri a secco, gli arbusti di macchia mediterranea, i sentieri di terra battuta.

E sempre lungo questo sentiero si possono vedere le “Grotte Cipolliane”, delle cavità nella pietra raggiungibili direttamente dalle diramazioni del sentiero.

 

2 – Dalla Grotta della Poesia ai Caraibi del Salento

Nella zona di Otranto si può fare un trekking partendo da una delle piscine naturali più suggestive d’Europa.

Si chiama “Grotta della Poesia”, ed è stata menzionata anche dal National Geographic per la sua bellezza.

Siamo nel tratto tra San Foca e Torre dell’Orso, in un’area ricca di ritrovamenti archeologici: anche sulle pareti della grotta sono state ritrovate delle iscrizioni messapiche, greche e latine.

Dalla grotta, un camminamento conduce verso Torre dell’Orso, da cui si arriva alla Spiaggia delle Due Sorelle.

Dopo aver percorso un tratto sulla sabbia bianca, un bellissimo punto panoramico dà modo di ammirare il paesaggio e di comprendere immediatamente perché quest’area venga chiamata “I Caraibi del Salento”.

Da qui si può proseguire ancora verso sud, fino ad arrivare ai Faraglioni di Sant’Andrea, delle formazioni carsiche dalle geometrie sinuose.

A vederle, sembrano disegnate da un artista: vere opere d’arte modellate dalle intemperie, che spuntano dall’acqua con le loro forme a torri e archi.

 

3 – Il sentiero verso Punta Palascìa

Sempre rimanendo nell’area di Otranto, un sentiero consente di partire dal porto della cittadina seguendo la costa fino al magnifico faro di Punta Palascìa, il punto più orientale d’Italia.

Il sentiero è lungo circa 15 km e sono necessarie 5/6 ore di cammino per percorrerlo tutto.

Partendo dal porto e seguendo la riva, si incontra dapprima la Torre del Serpe, un’antica costruzione di epoca romana, che pare fungesse come faro.

È oggi questo il simbolo di Otranto, ed è presente anche sullo stemma della città.

Si prosegue in un paesaggio magnifico, dove le zone prative si congiungono al mare fin quasi a toccarlo.

Dopodiché l’aspetto cambia ancora, quando si arriva al laghetto della ex cava di bauxite.

È un luogo molto scenografico: una pozza d’acqua circondata da terre di un colore rosso vivo. Era questa, infatti, una cava di minerale in attività fino al 1976.

Oggi, i suoi colori così vivi, la fanno sembrare un dipinto.

L’itinerario prosegue ancora verso sud, raggiungendo il Belvedere Fazi, e termina al solitario faro di Punta Palascìa.

Da qui, nelle giornate più terse, l’Albania si vede ad occhio nudo: sono solo un’ottantina i chilometri di mare che separano l’Italia dal paese balcanico.

Costruito nel 1867, il faro oggi ospita il Museo multimediale del Mare ed è uno dei cinque fari del Mediterraneo protetti dalla Commissione Europea.

 

4 – Itinerario Belvedere

Chiudiamo con un itinerario ben più lungo e impegnativo: il percorso di 17 km tra Santa Cesarea Terme e Castro, chiamato Itinerario Belvedere.

Attraversa i paesaggi del Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase.

Da questi sentieri si ammira una costa frastagliata, ricca di emergenze geologiche e panorami mozzafiato.

Si comincia percorrendo il Sentiero Torre Miggiano fino al suo porticciolo, dopodiché si seguono le indicazioni per il Sentiero Serricella.

Proseguendo si ritorna verso la costa sul Sentiero Cusarne immergendosi nella macchia mediterranea, e successivamente si giunge a Castro imboccando il Sentiero Montelacquaro.

Qui si può visitare il centro storico di Castrum Minervae, la storica città romana dove sbarcò Enea dopo la distruzione di Troia, secondo gli scritti di Virgilio.

Oggi, facendo un balzo in avanti nella storia, a Castro è visibile anche il Castello Aragonese.

Per ritornare al punto di partenza, si può fare un anello seguendo il Sentiero delle Mura Aragonesi e facendo una sosta ristoratrice al punto panoramico di Piazza Perotti.

Seguendo la direzione di Piazzetta Belvedere, si arriva alla Grotta Zinzulusa, e si prosegue verso Santa Cesarea imboccando il Sentiero Chiusura Sterna, affacciato sul mare.

Infine, si ritorna al Sentiero Cursane, da cui si arriva al punto di inizio.

 

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