Zhejiang, la Cina sull’acqua: da Hangzhou ai villaggi dei canali

7 novembre 2026 - 9:00

Tra pagode avvolte nella nebbia, ponti di pietra e villaggi illuminati dalle lanterne, un viaggio nella Cina più antica, dove l'acqua custodisce storie e leggende millenarie.

Zhejiang, la Cina dove l’acqua racconta la storia

Acqua che plasma il territorio e la vita dei villaggi, che scorre lungo piccoli canali e grandi fiumi, che segnail profilo delle città e scandisce le giornate dei loro abitanti.

È questo il filo conduttore di un viaggio nello Zhejiang, nella Cina centro-orientale, tra paesaggi che sembrano usciti da un dipinto e testimonianze di una storia millenaria.

Qui, per secoli, l’acqua ha rappresentato molto più di una risorsa naturale. È stata una via di comunicazione, una fonte di ricchezza, un elemento fondamentale dell’architettura e persino una protagonista delle leggende popolari.

La provincia conserva la memoria di imperatori e condottieri, esploratori e monaci buddisti, poeti e artisti che hanno trovato ispirazione nei suoi laghi e nelle montagne circostanti.

Il viaggio comincia ad Hangzhou, il capoluogo, dove i grattacieli della città moderna convivono con pagode, templi e giardini. Ma prosegue anche nei piccoli villaggi attraversati dai canali, tra ponti di pietra, antiche case di legno e barche tradizionali che continuano a solcare l’acqua.

Hangzhou e il Lago Occidentale, sulle tracce di Marco Polo

Nella capitale di una provincia attraversata da fiumi e canali, è un lago a ricoprire il ruolo di protagonista.

Lo Xi Hu, il Lago Occidentale, rappresenta il cuore storico e paesaggistico di Hangzhou. Le sue rive, incorniciate da colline ricoperte di vegetazione, sono punteggiate di giardini, padiglioni e antiche pagode, in un paesaggio che da secoli ispira artisti e letterati.

Fra i viaggiatori rimasti affascinati dalla città ci fu anche Marco Polo. Nel Milione, il veneziano descrisse Hangzhou, allora conosciuta come Kinsay, come la più bella e nobile città del mondo, dedicando ampio spazio alla magnificenza dei suoi palazzi e alla bellezza del lago.

Una testimonianza dell’importanza che questa città aveva raggiunto già nel Medioevo, quando era uno dei grandi centri commerciali e culturali dell’Asia.

Oggi lo Xi Hu è ancora il luogo dove Hangzhou rivela il suo volto più romantico. I salici si piegano verso l’acqua, le distese di loto occupano le zone meno profonde e le pagode emergono tra gli alberi sulle colline circostanti.

Il paesaggio è stato modellato anche dall’intervento umano: nel corso dei secoli sono stati realizzati sentieri, ponti, isole artificiali e giardini per valorizzare la bellezza naturale del lago.

Questa particolare armonia tra natura e architettura ha contribuito al riconoscimento del Paesaggio culturale del Lago Occidentale come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2011.

L’influenza dello Xi Hu è arrivata ben oltre i confini dello Zhejiang, ispirando la progettazione di giardini in altre regioni della Cina e persino in Giappone e Corea.

Passeggiare lungo lo Xi Hu, tra pagode e antiche leggende

Uno dei modi migliori per conoscere il Lago Occidentale è percorrerne le rive a piedi, seguendo i sentieri che attraversano giardini e piccoli boschi, oppure camminando lungo le strade rialzate che si spingono sulle sue acque.

Lungo il percorso si incontrano alcuni dei paesaggi più celebrati della tradizione cinese, raccolti nelle cosiddette Dieci vedute del Lago Occidentale.

I loro nomi sembrano versi di una poesia: la Luna d’autunno sul lago tranquillo, gli Orioli che cantano tra i salici, la Neve che si scioglie sul Ponte Rotto.

Sono immagini che raccontano il rapporto profondo tra la natura, le stagioni e la sensibilità artistica della Cina antica.

Tra i luoghi più celebri figura la Pagoda di Leifeng, che domina la sponda meridionale del lago. L’edificio attuale, inaugurato nel 2002, è stato costruito sul sito della pagoda originaria del X secolo, crollata nel 1924.

Il suo nome è legato alla leggenda di Bai Suzhen, la Donna Serpente Bianco, protagonista di una delle storie d’amore più conosciute della letteratura popolare cinese.

Secondo il racconto, Bai Suzhen, uno spirito serpente capace di assumere sembianze umane, si innamorò di un giovane uomo, ma la loro unione venne ostacolata da un monaco buddista, che finì per imprigionarla sotto la pagoda.

Un’altra delle vedute più celebri è quella dei Tre stagni che riflettono la luna, presso l’isola di Xiaoyingzhou. Qui piccoli specchi d’acqua, giardini e ponticelli compongono un paesaggio particolarmente suggestivo.

Poco al largo si trovano tre piccole torri di pietra, protagoniste di un’antica tradizione legata ai riflessi della luna sull’acqua.

La storia della Cina riaffiora anche presso la tomba di Yue Fei, generale del XII secolo divenuto simbolo di lealtà e resistenza durante le guerre contro la dinastia Jin.

Templi, monumenti e racconti popolari accompagnano così una passeggiata nella quale il confine tra storia e leggenda sembra continuamente sfumare.

Il Tempio di Lingyin e la leggenda della montagna arrivata in volo

A pochi chilometri dal Lago Occidentale, tra colline boscose e pareti rocciose, si trova Lingyin, il Tempio del Ritiro Spirituale, uno dei monasteri buddisti più importanti e antichi della Cina.

La sua fondazione risale al IV secolo d.C. e viene attribuita al monaco indiano Hui Li, arrivato in questa regione dopo un lungo viaggio.

Il complesso comprende grandi padiglioni, cortili, statue monumentali e luoghi dedicati alla preghiera. Tra le opere più importanti figura una grande rappresentazione del Buddha seduto, scolpita in legno e ricoperta d’oro.

Ph: GettyImages/Jui-Chi Chan

Lingyin non è soltanto un monumento storico, ma anche un luogo di culto ancora frequentato dai fedeli, che si raccolgono davanti alle immagini sacre e accendono bastoncini d’incenso.

Il monastero sorge ai piedi del Feilai Feng, una collina il cui nome significa letteralmente Montagna arrivata in volo.

Secondo la leggenda, quando Hui Li raggiunse questa regione riconobbe nella montagna le forme di un rilievo sacro dell’India, il Gridhrakuta, associato alla predicazione del Buddha.

Convinto che si trattasse della stessa montagna, trasportata misteriosamente fino in Cina, il monaco ricordò che il monte indiano era abitato da due scimmie, una bianca e una nera.

La tradizione racconta che i due animali furono effettivamente trovati nelle grotte della collina, confermando agli occhi dei fedeli il carattere straordinario del luogo.

Oggi il Feilai Feng conserva un patrimonio di sculture buddiste realizzate direttamente nella roccia. Le immagini dei Buddha, dei bodhisattva e di altre figure religiose occupano pareti, nicchie e grotte, creando un percorso di grande interesse artistico e spirituale.

Camminando tra le statue e la vegetazione, si attraversa uno dei luoghi nei quali l’antica tradizione religiosa cinese si manifesta ancora con particolare intensità.

Ph: GettyImages/Greggory Zzyzx

Wuzhen, il villaggio dei ponti e delle case sull’acqua

Il contrasto tra la Cina moderna e quella tradizionale non si incontra soltanto ad Hangzhou. Lo Zhejiang conserva infatti numerosi villaggi storici sorti lungo una rete di fiumi e canali, nei quali l’acqua continua a definire l’organizzazione delle strade e delle abitazioni.

Tra questi, Wuzhen è una delle località più interessanti da visitare.

Il borgo si sviluppa lungo canali attraversati da ponti in pietra, con abitazioni tradizionali, botteghe e piccoli approdi che si affacciano direttamente sull’acqua.

Le caratteristiche costruzioni dalle pareti chiare e dai tetti scuri si alternano a edifici in legno, mentre le imbarcazioni percorrono lentamente i canali passando sotto gli antichi ponti.

Non sorprende che Wuzhen sia stata spesso accostata alle città europee costruite sull’acqua. Ma il suo fascino nasce soprattutto dall’architettura e dalle tradizioni della Cina meridionale.

Il centro storico comprende diverse aree, tra cui Dongzha e Xizha, particolarmente conosciute per le vie tradizionali, i ponti e gli edifici conservati lungo i canali.

Una passeggiata permette di raggiungere luoghi legati alla storia culturale del paese, come la casa natale dello scrittore Mao Dun, importante protagonista della letteratura cinese del Novecento.

Nei quartieri storici si incontrano anche testimonianze degli antichi mestieri, delle lavorazioni artigianali e delle consuetudini familiari che caratterizzavano la vita dei villaggi dello Zhejiang.

La sera, quando le lanterne illuminano i porticati e le facciate degli edifici, i riflessi sull’acqua trasformano il paesaggio, regalando una prospettiva diversa sulle antiche vie del borgo.

Xitang, tra canali, lanterne e vicoli medievali

Un’altra località che conserva il fascino delle antiche città sull’acqua è Xitang, nel territorio di Jiaxing, nella parte settentrionale dello Zhejiang.

Il centro storico è un intrico di canali, ponti e viuzze sulle quali si affacciano abitazioni tradizionali, piccoli negozi e case da tè.

Una delle caratteristiche più particolari di Xitang sono i lunghi passaggi coperti che costeggiano l’acqua, permettendo di passeggiare lungo le rive anche quando piove.

I ponti di pietra collegano le diverse parti del borgo e offrono vedute sulle barche che avanzano lentamente tra le case.

Questo paesaggio, rimasto legato alle forme dell’architettura tradizionale, ha attirato anche l’attenzione del cinema internazionale.

Nel 2005 Xitang ospitò infatti alcune riprese di Mission: Impossible III, il film con Tom Cruise uscito nelle sale l’anno successivo.

Ma è soprattutto camminando senza fretta tra i suoi vicoli che si può apprezzare il carattere del borgo, osservando le decorazioni delle case, le insegne tradizionali e i ponticelli che si susseguono lungo i canali.

Al calare della sera le lanterne rosse e le luci degli edifici si riflettono nell’acqua, creando un paesaggio che sembra appartenere a un’altra epoca.

È un’immagine che riassume il fascino dei villaggi dello Zhejiang, dove antiche architetture e tradizioni continuano a convivere con la vita contemporanea.

Il Grande Canale, l’antica via d’acqua tra Hangzhou e Pechino

L’acqua, nello Zhejiang, non ha soltanto un valore paesaggistico e spirituale. Per secoli ha rappresentato anche uno strumento fondamentale per lo sviluppo economico e commerciale della regione.

La testimonianza più imponente di questa storia è il Grande Canale, il vastissimo sistema di vie d’acqua artificiali che collega Hangzhou a Pechino.

Le sue origini risalgono al V secolo a.C., quando furono costruiti alcuni dei primi tratti. Fu però durante la dinastia Sui, nel VII secolo d.C., che prese forma un grande sistema di navigazione destinato a collegare territori molto distanti tra loro.

Nei secoli successivi il canale venne ampliato e modificato, diventando una delle maggiori opere di ingegneria idraulica della storia.

Attraverso le sue acque viaggiavano cereali, materie prime e altre merci indispensabili all’economia dell’impero. Il sistema permetteva inoltre di collegare alcuni dei principali bacini fluviali della Cina, tra cui quello del Fiume Azzurro.

Ancora oggi il Grande Canale conserva un’importante funzione di trasporto, accanto al suo straordinario valore storico. Nel 2014 è stato inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Ad Hangzhou, uno dei luoghi più significativi per conoscere questa storia è il Ponte Gongchen, un grande ponte di pietra costruito nel XVII secolo che attraversa il canale.

Il ponte e le strade storiche circostanti raccontano il passato commerciale della città, quando l’arrivo delle imbarcazioni contribuiva a portare ricchezza e scambi culturali da una regione all’altra dell’impero.

È un’altra espressione di quel legame millenario con l’acqua che accompagna il viaggio nello Zhejiang, dalle rive del Lago Occidentale fino ai più piccoli villaggi attraversati dai canali.

Informazioni utili per visitare lo Zhejiang

Hangzhou rappresenta un buon punto di partenza per esplorare la provincia. La città è servita dall’Aeroporto internazionale di Hangzhou Xiaoshan, collegato alla rete metropolitana attraverso le linee 1, 7 e 19, oltre che da autobus e taxi.

Le località di Wuzhen e Xitang possono essere raggiunte organizzando gli spostamenti attraverso la rete di trasporti della regione, anche partendo da altri grandi centri come Shanghai e Jiaxing.

Per visitare il Lago Occidentale conviene dedicare il tempo necessario alle passeggiate lungo le rive e agli itinerari che raggiungono templi, giardini e pagode. Alcune attrazioni e i servizi di navigazione prevedono biglietti separati.

Per i villaggi storici è opportuno verificare in anticipo modalità di ingresso, orari e collegamenti, che possono variare durante l’anno.

Informazioni e siti di riferimento:

Aeroporto internazionale Hangzhou Xiaoshan

Portale informativo di Hangzhou

Lago Occidentale di Hangzhou – UNESCO

Sito ufficiale del Tempio di Lingyin

Informazioni turistiche su Wuzhen

Informazioni turistiche su Xitang

Il Grande Canale – UNESCO

Testo e foto di Alfonso Lucifredi

Diario di viaggio dell’autore: Agorà in viaggio

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