Inverno: come vestirsi a strati per trekking e ciaspolate

19 gennaio 2026 - 15:00

Vestirsi correttamente è fondamentale per affrontare l’escursionismo invernale in sicurezza e comfort: ecco una guida utile godersi trekking e ciaspolate senza soffrire le basse temperature

Abbigliamento per il trekking invernale: come vestirsi a strati

Affrontare un’escursione invernale richiede una particolare attenzione all’abbigliamento.

Le bassetemperature, il vento e l’umidità, uniti allo sforzo fisico, rendono fondamentale una gestione corretta del calore corporeo.

Vestirsi “a strati” non è solo una buona pratica, ma una vera e propria strategia per garantire comfort, sicurezza e benessere durante tutta l’uscita, evitando sia il raffreddamento sia l’eccessiva sudorazione.

Il sistema a strati: base, intermedio e guscio esterno

Il principio del layering si basa sulla sovrapposizione di più strati, ognuno con una funzione specifica.

Lo strato base, a diretto contatto con la pelle, ha il compito di gestire il sudore. Deve favorire la traspirazione e mantenere il corpo asciutto, evitando l’effetto “freddo” quando ci si ferma.

I materiali più indicati sono le fibre sintetiche tecniche o la lana merino, mentre è fortemente sconsigliato il cotone, che trattiene l’umidità e raffredda rapidamente il corpo.

Ph.: Gettyimages/Unaihuiziphotography

Lo strato intermedio serve a trattenere il calore corporeo. Qui entrano in gioco pile, micropile o giacche imbottite leggere in materiale sintetico o piuma.

La scelta dipende dall’intensità dell’escursione e dalle temperature: per attività dinamiche è preferibile uno strato caldo ma altamente traspirante, che non accumuli troppo calore durante la camminata.

Il guscio esterno ha una funzione protettiva. Deve schermare da vento, neve e pioggia, mantenendo al tempo stesso una buona traspirabilità.

Le giacche impermeabili e antivento con membrane tecniche rappresentano la soluzione ideale, soprattutto in montagna, dove le condizioni meteo possono cambiare rapidamente.

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L’importanza della qualità dei materiali e della manutenzione

Oltre alla scelta degli strati, anche la qualità dei materiali e la corretta manutenzione dell’abbigliamento tecnico incidono direttamente sul comfort termico durante l’escursionismo invernale.

Tessuti usurati o membrane compromesse perdono gran parte della loro capacità isolante e protettiva.

È importante lavare i capi seguendo le indicazioni del produttore, evitando ammorbidenti che riducono la traspirabilità, e ripristinare periodicamente il trattamento idrorepellente dei gusci esterni.

Ph: Gettyimages/Wirestock

Un abbigliamento ben mantenuto garantisce prestazioni costanti nel tempo e riduce il rischio di raffreddamento in condizioni ambientali impegnative.

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Mani, piedi e testa: le zone più sensibili al freddo

Una corretta protezione delle estremità è essenziale per il comfort e la sicurezza.

Per le mani, è consigliabile utilizzare guanti tecnici a strati: un guanto interno leggero e traspirante e uno esterno più caldo e impermeabile.

In questo modo è possibile adattarsi alle diverse fasi dell’escursione, proteggendosi dal freddo senza rinunciare alla manualità.

Ph.: Gettyimages/MonikM

I piedi devono rimanere asciutti e caldi. Le calze tecniche in lana merino o fibre miste aiutano a regolare la temperatura e a prevenire vesciche.

È importante non indossare calze troppo spesse che comprimano il piede, riducendo la circolazione e aumentando la sensazione di freddo.

Gli scarponi devono essere impermeabili e adatti all’uso invernale.

La testa è una delle principali vie di dispersione del calore corporeo.

Un cappello caldo e traspirante è indispensabile, così come un sottocasco o una fascia nei giorni più freddi.

Nei contesti ventosi, un buff o una sciarpa tecnica possono proteggere efficacemente anche collo e viso.

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Come evitare di sudare troppo e raffreddarsi

Uno degli errori più comuni nell’escursionismo invernale è partire troppo coperti. Durante la camminata il corpo produce calore e sudore, che, se non gestiti correttamente, possono portare a un rapido raffreddamento durante le pause.

Il consiglio è iniziare l’escursione leggermente “freschi” e aggiungere o togliere strati in base all’intensità dello sforzo e alle condizioni ambientali.

È utile fermarsi brevemente per regolare l’abbigliamento prima di sudare eccessivamente, ad esempio aprendo le zip di ventilazione o togliendo lo strato intermedio nei tratti più impegnativi.

Durante le soste, invece, è importante coprirsi subito, indossando uno strato caldo supplementare per evitare che il corpo perda rapidamente calore.

Accorgimenti per percorsi lunghi o giornate con più escursioni

Quando l’escursione si sviluppa su molte ore o prevede più uscite nella stessa giornata, la gestione dell’abbigliamento diventa un elemento chiave per il benessere complessivo.

In queste situazioni è fondamentale prevedere una maggiore variabilità delle condizioni: temperature che cambiano tra mattino e pomeriggio, tratti in ombra alternati a zone soleggiate, momenti di attività intensa e lunghe pause.

Portare nello zaino almeno uno strato di ricambio asciutto, come una maglia base o un pile leggero, consente di sostituire rapidamente gli indumenti umidi di sudore, evitando un raffreddamento improvviso durante le soste o nelle fasi meno dinamiche.

Questo accorgimento è particolarmente importante nelle giornate fredde o ventose, quando l’umidità a contatto con la pelle può compromettere rapidamente il comfort termico.

La scelta di capi comprimibili e leggeri permette di ridurre l’ingombro e il peso nello zaino, rendendo più semplice adattare l’abbigliamento alle diverse fasi dell’escursione.

Ph: Gettyimages/avtk

Una buona organizzazione dello zaino, con gli strati più utilizzati facilmente accessibili, evita soste prolungate e inutili dispersioni di calore.

Utilizzare sacche stagne o sacchetti impermeabili aiuta inoltre a mantenere asciutti gli indumenti di ricambio in caso di neve o pioggia.

Anche la gestione delle pause assume un ruolo centrale: fermarsi in punti riparati dal vento, indossare subito uno strato caldo supplementare e limitare il tempo di inattività contribuisce a mantenere una temperatura corporea stabile.

Nei percorsi più lunghi, è utile pianificare pause più frequenti ma brevi, piuttosto che soste prolungate che favoriscono il raffreddamento.

Vestirsi a strati in modo consapevole e dinamico permette di affrontare con maggiore serenità anche le uscite invernali più impegnative, trasformando il freddo da potenziale problema a semplice variabile da gestire.

Una corretta strategia di abbigliamento è infatti uno dei presupposti fondamentali per muoversi in sicurezza, comfort e continuità durante l’escursionismo invernale.

 

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